Al sud forte presenza (23,6%) di imprese femminili
di CENTRO STUDI GUGLIELMO TAGLIACARNE
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Secondo i dati del Registro imprese, nel primo trimestre del 2024 le imprese al Sud (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna) sono diminuite dello 0,12%, sostanzialmente in linea con il valore medio nazionale del -0,18%. Nel complesso, il Sud è caratterizzato da un sistema imprenditoriale meno vivace rispetto al resto del paese: il tasso di natalità delle imprese (1,57 iscrizioni nel primo trimestre 2024 su 100 imprese registrate a fine 2023) è nettamente inferiore al tasso medio della penisola (1,79) e delle altre macroaree (Nord-Est 1,94; Nord-Ovest 1,85; Lombardia 2,02). Ad un basso tasso di crescita però, si contrappone una mortalità di impresa contenuta, infatti, il tasso di mortalità è pari a 1,69, nettamente inferiore alla media italiana (1,98) e a quella delle altre macroaree (Nord-Est 2,20; Nord-Ovest 2,21; Lombardia 2,13). Tra le regioni spicca la Basilicata, unica regione in Italia ad avere segno positivo, con una crescita delle imprese nel primo trimestre 2024 pari allo 0,05%. La regione, inoltre, presenta anche tassi di natalità e mortalità elevati (rispettivamente 1,94 e 1,89) e più in linea con i valori del Nord Italia. Anche la Puglia è caratterizzata da tassi più alti (rispettivamente 1,74 e 1,83), mentre Campania (1,61; 1,71), Calabria (1,40; 1,54), Sicilia (1,44; 1,61) e Sardegna (1,48; 1,56) presentano valori nettamente inferiori.
Scendendo a livello provinciale, Siracusa (+0,24%), Sassari, Matera (entrambe con +0,23%) e Napoli (+0,09%) si collocano in cima alla classifica provinciale per tasso di crescita delle imprese nel primo trimestre 2024 (rispettivamente 4°, 5°, 6° e 9° posto). In particolare, Siracusa è la provincia che fa registrare il tasso di mortalità di impresa minore rispetto a tutte le altre province italiane (1,19), Matera, invece, è la provincia del Sud con il tasso di natalità più elevato (2,00) e si posiziona diciassettesima in Italia.
Un focus specifico sull’imprenditoria femminile mostra una forte componente di imprese femminili nel Sud Italia (23,6%) rispetto alla media nazionale del 22,3%, ma anche rispetto alle altre macro-ripartizioni: Nord-est 20,4%, Nord-ovest 22,4%, Lombardia 19,4%. In particolare, la Basilicata e la Sicilia si distinguono nell’area per il maggiore peso delle imprenditrici sul tessuto imprenditoriale locale con una quota rispettivamente del 26,5% e del 24,4%. Due province campane guidano la classifica dell’imprenditorialità femminile, in prima posizione Benevento con una quota di imprese femminili pari a 29,5%, tallonata da Avellino con il 29,0%. A livello settoriale non si riscontrano grandi differenze con la media italiana, se non una minore componente femminile nel settore del commercio al dettaglio rispetto alla media italiana (30,0% contro 32,1%). Tra i settori con maggior tasso di imprenditorialità femminile al Sud troviamo: servizi di assistenza sociale non residenziale (52,7%), servizi di assistenza sociale residenziale (47,0%), confezioni di articoli di abbigliamento (38,9%), Alloggio (37,2%), industrie tessili (37,0%), biblioteche, archivi e musei (34,7%) e istruzione (33,7%).

