«Al Lazio 9 miliardi di fondi Ue Priorità infrastrutture e reti».
Parla il neo presidente degli industriali di Roma e del Lazio: tra Fesr e Mes la regione potrà contare su risorse rilevanti. Alla politica chiediamo concretezza. A Roma l'Expo 2030
di Nicoletta Picchio
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«Èun momento irrinunciabile per rilanciare il Lazio come terra di impresa». Angelo Camilli ha sul tavolo alcuni dati: la Regione Lazio per la prossima programmazione europea potrà contare su oltre 6 miliardi di euro grazie ad incrementi importanti su Fesr. Se si dovessero aggiungere quelli del Mes, ne arriverebbero altri 3. «Con nove miliardi, che potrebbero raddoppiare con il Recovery Found, si cambierebbe radicalmente il volto a questa Regione». Ma ad una condizione: «niente soldi spesi a pioggia, ma interventi strutturali, che possano portare ad una crescita duratura, che è l'unica via seria e corretta per far fronte all'aumento del debito».
Camilli sa che è questa la sfida della sua presidenza: il 30 settembre l'assemblea privata di Unindustria l'ha eletto al vertice degli imprenditori di Roma e Lazio, con le province di Rieti, Latina, Viterbo e Frosinone. Ci sono le infrastrutture in cima alla lista delle priorità degli interventi necessari: materiali, e cioè strade, porti e ferrovie, e immateriali, dalla banda larga al 5G. «Temi nazionali e locali che si incrociano. Roma è la Capitale d'Italia, ma c'è bisogno che lo sia nelle funzioni e non solo nel nome», dice Camilli. Che lancia una serie di grandi progetti: l'Expo nella Città Eterna nel 2030 o nel 2035, « un altro evento straordinario dopo il Giubileo del 2025, un'edizione dedicata alle trasformazioni sostenibili delle grandi città, la candidatura comporterebbe un progetto imponente di rigenerazione e di sviluppo». E anche organizzare a Roma il summit mondiale sulla sanità annunciato in Italia nel 2021. «Bene, la Capitale è per definizione strutturata per questi eventi. Nessuna altra città in Italia ha le caratteristiche di Roma. Voglio fare un plauso alla Sindaca che ha scritto al Presidente Conte per candidare Roma come sede dell' dell'Agenzia europea sulla ricerca biomedica ». Voltare pagina si può, la crescita è un traguardo raggiungibile. «Ma servono una Capitale più ambiziosa e una Regione più coraggiosa».
Ambizione e coraggio. Su quali azioni?
L’ambizione è quella di pensare al futuro con grandi progetti che vanno costruiti già da ora. Il coraggio è nel superare le vischiosità che tengono il Paese bloccato da anni. Penso alla burocrazia innanzitutto. I tempi sono un fattore determinante per la crescita. Da decenni aspettiamo le opere che ora il decreto semplificazioni dovrebbe sbloccare, dalla chiusura dell'anello ferroviario di Roma all'ammodernamento della Salaria alla realizzazione dell'autostrada Roma-Latina ed al completamento della Orte – Civitavecchia. Il tutto ad una condizione che la selezione del ceto dirigente nei prossimi anni sia più rigorosa ed attenta. Abbiamo bisogno di persone preparate e qualificate.
Il governo discute sulle linee guida del Recovery Found, come Unindustria state lavorando a proposte? Le presenterete alle istituzioni locali?



