Presenti Banca Mondiale e Fmi

Al forum PAM di Marrakech 400 delegati per integrare i Parlamenti

I lavori sono stati organizzati attorno a quattro macro priorità: commercio internazionale e integrazione economica, sostenibilità finanziaria e debito pubblico, innovazione tecnologica e intelligenza artificiale, adattamento climatico e sicurezza alimentare. Il presidente Centemero: «L’Ai deve diventare un motore di crescita condivisa e non una fonte di nuove divisioni»

di Violetta Pepe

Inizio lavori del PAM Economic forum

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Dalla sicurezza delle rotte commerciali all’intelligenza artificiale, dal debito pubblico alla transizione energetica, le principali sfide economiche contemporanee condividono una caratteristica: superano i confini nazionali. È in questo scenario che Marrakech ha ospitato il 19 e 20 giugno la quarta edizione del PAM Economic Forum, riunione che punta a consolidare un’agenda comune tra Mediterraneo, Golfo e continente africano. Organizzato dalla Parliamentary Assembly of the Mediterranean (PAM) insieme alla Camera dei Consiglieri del regno del Marocco e, per la prima volta, in partenariato con la Parliamentary Network della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, il Forum ha riunito oltre 400 partecipanti tra parlamentari, rappresentanti governativi, istituzioni finanziarie internazionali, organizzazioni multilaterali, mondo accademico e settore privato. Più che una semplice conferenza internazionale, il Forum di Marrakech è diventato negli ultimi anni uno dei principali strumenti attraverso cui il PAM cerca di tradurre la cooperazione parlamentare in iniziative economiche concrete. Attorno allo stesso tavolo siedono infatti parlamentari, rappresentanti delle istituzioni finanziarie internazionali, imprese e mondo accademico, in un dialogo che riflette la crescente centralità economica dello spazio che collega Mediterraneo, Golfo e Africa.

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Interconnessioni

«Il contesto internazionale è caratterizzato da una crescente incertezza e complessità. Le sfide globali sono sempre più interconnesse e mettono alla prova la resilienza dei governi, delle economie e delle nostre società». Con queste parole Giulio Centemero, presidente della PAM, ha aperto i lavori della quarta edizione del Marrakech Parliamentary Economic Forum, richiamando l’attenzione sulla natura sempre più sistemica delle sfide economiche contemporanee. A sostegno di questa lettura, Centemero ha indicato la recente crisi nello Stretto di Hormuz come esempio della crescente interdipendenza che caratterizza l’economia globale. «Una perturbazione localizzata in un corridoio strategico può produrre effetti immediati sui mercati energetici, sulla logistica commerciale, sulla fiducia degli investitori e sulle catene di approvvigionamento alimentare. È la conferma che viviamo in un sistema profondamente interdipendente». Il messaggio centrale dell’edizione 2026 è stato sintetizzato nello slogan: “Different Shores. Common Purpose. One Shared Future”. Un invito a superare le divisioni geopolitiche e a costruire una visione comune tra Europa, Mediterraneo, Golfo e continente africano. Secondo il presidente dell’Assemblea, infatti, le differenze tra sistemi politici ed economici non devono impedire la ricerca di obiettivi condivisi. «Il Mediterraneo, il Golfo e il continente africano sono composti da nazioni, economie e sistemi politici differenti. Ma le sfide che affrontiamo non conoscono confini. E non dovrebbe conoscerli nemmeno la nostra ambizione», ha aggiunto Centemero.

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Le priorità

I lavori del Forum sono stati organizzati attorno a quattro grandi priorità: commercio internazionale e integrazione economica, sostenibilità finanziaria e debito pubblico, innovazione tecnologica e intelligenza artificiale, adattamento climatico e sicurezza alimentare. La discussione si è estesa anche al tema della sovranità tecnologica e della capacità della regione di competere nei settori ad alto valore aggiunto. In quest’ottica, il PAM ha rilanciato l’idea di un hub euro-mediterraneo e del Golfo dedicato all’intelligenza artificiale. «L’intelligenza artificiale deve diventare un motore di crescita condivisa e non una fonte di nuove divisioni», ha dichiarato Centemero.

Gli scambi commerciali

Una sessione speciale è stata dedicata all’African Continental Free Trade Area (AFCFTA) e alle opportunità offerte da una maggiore integrazione delle catene del valore euro-africane, con l’obiettivo di favorire investimenti, connettività economica e resilienza regionale. Questa attenzione verso il rafforzamento dei legami tra le due sponde del Mediterraneo ha trovato espressione anche sul piano istituzionale. A Marrakech sono stati infatti siglati diversi accordi strategici, tra cui un Memorandum of Understanding tra il PAM e l’Association of African Senates, volto a consolidare la cooperazione parlamentare tra Africa ed area euro-mediterranea. Nella stessa direzione si inserisce l’intesa raggiunta con ASCAME, l’Associazione delle Camere di Commercio del Mediterraneo, finalizzata a rafforzare il dialogo tra istituzioni legislative e settore privato a sostegno dell’integrazione economica regionale. Al di là degli accordi siglati e delle iniziative presentate, da Marrakech emerge soprattutto una precisa visione politica dell’integrazione regionale. In un contesto segnato da crescente frammentazione economica e incertezza geopolitica, PAM punta a rafforzare forme di cooperazione capaci di connettere Europa, Africa e Golfo attorno a interessi condivisi. Una prospettiva che Centemero ha riassunto nelle battute conclusive del Forum: «La risposta non può essere il ripiegamento. Deve essere una maggiore cooperazione, accompagnata da una maggiore ambizione».

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