Manovra

Bonus nascite nel 2025: fino a 5.500 euro per un figlio, 7.000 per due o più

Tra assegno unico (maggiorato del 50% il 1° anno) e il nuovo bonus da 1.000 euro la dote annua si alza a 5.500 euro se l’Isee non supera i 17mila euro

di Michela Finizio

Aggiornato il 28 dicembre alle ore 14,20

Bonus casa, cosa cambia con la manovra

3' di lettura

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Nel 2025 i nuovi nati arriveranno al mondo con già in dote un pacchetto di aiuti di notevole entità. Un boost economico che nel primo anno di vita potrebbe portare alle loro famiglie fino a 5.500 euro di contributi in termini monetari, se l’Isee non supera i 17mila euro. E la cifra potrebbe salire fino ad oltre 7mila euro complessivi se il nuovo arrivato avesse già due o più fratelli o sorelle (quindi in nuclei familiari con tre o più figli).

Queste cifre rappresentano un contributo mirato a sostenere la nascita di un figlio, proprio mentre prosegue inesorabile - come ha ricordato Istat una settimana fa - il calo delle culle nel nostro Paese: 4.600 nuovi nati in meno da gennaio a luglio di quest’anno, rispetto allo stesso periodo del 2023; circa 200mila in meno (-34%) rispetto al 2008.

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L’importo complessivo spettante al nuovo arrivato è frutto del cumulo tra due misure pensate ad hoc per i primi mesi di vita, entrambe in vigore nel 2025:

1) da un lato nei 5.500 euro sono incluse le prime 15 mensilità di assegno unico universale, nella sua quota massima sotto la prima soglia Isee, dal momento della nascita o adozione, inclusi i tre mesi precedenti (la misura, infatti, viene riconosciuta a partire dal 7° mese di gravidanza).

2) dall’altro nel totale viene inclusa l’una tantum da 1.000 euro per le nuove nascite introdotta con la nuova legge di Bilancio per il 2025, in fase di approvazione in Parlamento.

1.000 euro a figlio per i redditi sotto 40.000 euro

La manovra, infatti, per le famiglie con Isee sotto i 40mila euro introduce per il 2025 e per il 2026 un riconoscimento pari a mille euro per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2025, che verrà erogato da Inps nel mese successivo al mese di nascita o adozione. Lo stanziamento è pari a 330 milioni di euro per l’anno prossimo e 360 milioni per l’anno successivo.

Il nuovo «bonus bebè» - così ribattezzato in memoria dell’assegno alla nascita introdotto per la prima volta nel 2003 dal Governo Berlusconi, poi rilanciato negli anni successivi e infine cancellato nel 2019 - si affianca (e si accumula, quindi) all’assegno unico universale previsto per tutti i figli a carico fino ai 21 anni di età (ed oltre se disabili).

L’assegno unico nel 2022 ha riformato tutte le misure di sostegno per le famiglie, prendendo il posto di quelle esistenti fino ad allora. Anche questa misura, a partire dal 2024 (quindi con la legge di Bilancio precedente, la prima del Governo Meloni), è stato potenziato per i più piccoli: l’importo di base della misura è stato maggiorato del 50% sotto il primo anno di vita; in presenza di almeno due fratelli (quindi nelle famiglie con almeno tre figli) è previsto un’ulteriore incremento dal terzo figlio in poi, con una maggiorazione extra del 50% in questi casi fino ai tre anni del bambino.

Per legge, inoltre, tutti gli importi dell’assegno unico, così come le soglie Isee e le maggiorazioni, a gennaio di ogni anno vengono rivalutati e adattati al costo della vita attuale: alle cifre spettanti va quindi applicato l’indice 2024 dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati che, salvo importanti variazioni nel mese di dicembre, a novembre era pari all’1,2% (a gennaio Istat formalizzerà il tasso di indicizzazione annua del Foi).

GLI ESEMPI

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Aiuti per le nascite 2025: esempi

Ma facciamo un paio di esempi. Al nuovo nato con Isee inferiore a 17.295 euro (soglia rivalutata dell’1,2% rispetto a quella minima attuale di 17.090 euro) spetterà un assegno mensile da 199,4 euro, maggiorato del 50% entro il primo anno di vita, che si traduce - anch’esso rivalutato - in 302,7 euro al mese. Quindi 4.540 euro in totale per 15 mensilità, a cui vanno poi aggiunti i mille euro una tantum del bonus alla nascita, per un totale di 5.540 euro. Invece, in presenza di altri due fratelli (cioè per un terzo figlio), l’assegno mensile salirebbe a 400,8 euro, per un totale di 6.011 euro complessivi, che diventano 7.011 con i mille euro del bonus alla nascita.

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Il pacchetto di aiuti nazionali, infine, si affianca spesso ad altri contributi messi a punto da Regioni, Comuni, Casse di previdenza e imprese private che già premiano i neo-genitori sul territorio e nell’ambito del welfare aziendale o professionale: negli ultimi anni tante le realtà che hanno introdotto misure ad hoc, in questa direzione. A questi sostegni, poi, si aggiungono i benefici del bonus nido: erogato a rimborso della spesa sostenuta, nel 2025 verrà innalzato a 3.600 euro per tutti sotto i 40mila euro di Isee, come previsto dalla manovra in fase di approvazione. Un mix di aiuti che sosterrà in modo decisivo i primi anni di vita, mettendo in luce però - in modo ancor più marcato - la carenza di prospettive per gli anni successivi.

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