Ai partiti una dote di 38 milioni. Solo il 3,3% firma il due per mille
Nel totale anche i 19 milioni di euro delle donazioni. Il costo per il Fisco è di 23,8 milioni. Più preferenze al centro sinistra (pur in calo del 15% in sei anni), fondi «indispensabili» per Pd e Lega
di Raffaele Lungarella
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I punti chiave
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La disaffezione dalla politica emerge anche dalle dichiarazioni dei redditi. Sono pochissimi gli italiani disposti a mettere mano al portafoglio per finanziare i partiti politici con le donazioni. Più numerosi, ma meno di quanti potrebbero essere, sono quelli che li sostengono, senza spendere un euro in più, facendoli finanziare indirettamente dallo Stato.
Nel 2020 (dichiarazioni relative all’anno d’imposta 2019) sono arrivati dai contribuenti nelle casse dei partiti complessivamente 37,9 milioni di euro. Una metà è stata generata dai 1,4 milioni di cittadini che hanno devoluto il 2 per mille, per un importo medio di 13,80 euro.
L’altra metà è venuta dalle 7.300 donazioni liberali, mediamente di 2.600 euro: questo piccolo numero di generosi finanziatori è probabilmente fatto in gran parte di personale politico eletto ai vari livelli che versa al proprio partito una parte dell’indennità percepita. Lo conferma il fatto che l’incidenza dei donatori sul totale dei contribuenti cresca nettamente al crescere del reddito: se la media è lo 0,02%, la frequenza è decuplicata (0,2%) tra chi dichiara più di 70mila euro di reddito annuo.
Si può calcolare che, tra donazioni e 2 per mille, all’Erario, le scelte delle persone fisiche di finanziare i partiti nelle dichiarazioni 2020 sono costate 23,8 milioni di euro.
Solo il 3,3% dei contribuenti devolve il 2 per mille
Solo il 3,3% dei contribuenti, in particolare, ha scelto di devolvere il 2 per mille. Poiché questa opzione non comporta per il contribuente nessun costo aggiuntivo, il numero così esiguo di quanti la esercitano tramite la dichiarazione dei redditi potrebbe rappresentare un segno di sfiducia nei confronti del sistema dei partiti. Un metro di paragone significativo è rappresentato a questo proposito dai 17 milioni di contribuenti che, invece, scelgono di devolvere l’otto per mille del loro reddito a una confessione religiosa.








