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Ai in classe: molto utilizzata, ma manca la conoscenza. Il sondaggio

Ecco il risultato della ricerca “ImparIAmo a scuola con l’Intelligenza Artificiale”, promosso e coordinato dal Centro Studi Impara Digitale

di Pierangelo Soldavini

Studenti che entrano in un liceo di Roma

3' di lettura

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Quasi nove studenti su dieci utilizzano l’intelligenza artificiale, di cui la gran maggioranza a scopo personale, ma poi solo il 6% dice di conoscerla a fondo, meno della metà ne ha solo una conoscenza di base. Per la stragrande maggioranza dei ragazzi l’AI offre una concreta possibilità di arricchimento, ma uno su tre è convinto che li renderà più pigri e ignoranti. Per quanto riguarda i docenti, sette su dieci usano la nuova tecnologia, di cui la metà a scopi didattici ma solo uno su dieci ne ha una conoscenza che va oltre quella di base.

Nel mondo scolastico italiano si registra un forte divario tra l’uso effettivo e la percezione legata all’intelligenza artificiale, con una carenza di consapevolezza che alla fine ne frena le enormi potenzialità in ambito didattico. È questo il quadro che emerge da un sondaggio somministrato a 1.175 studenti e studentesse e a 136 docenti delle 50 scuole in tutta Italia che hanno preso parte al progetto di ricerca “ImparIAmo a scuola con l’Intelligenza Artificiale”, promosso e coordinato dal Centro Studi Impara Digitale con la partnership tecnica di Edulia Treccani Scuola e ScuolaZoo.

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Le lacune si amplificano se si entra ancora più nello specifico del tema confermando in generale una falsa percezione di consapevolezza: il 14% dei docenti e il 45% degli studenti dichiarano di non aver mai sentito parlare di intelligenza artificiale generativa, mentre ne hanno solo una conoscenza base rispettivamente il 47% e il 36%; quasi un terzo dei docenti non ha mai sentito parlare di “large language model”, dato che arriva all’82% fra gli studenti; il machine learning è ignorato dal 15% dei docenti e dal 59% degli studenti, mentre ne hanno solo un’infarinatura di base il 55% degli insegnanti e il 28% degli allievi.

Oltre la metà degli studenti (54%) dice di non averne mai approfondito rischi e pericoli, anche se la stragrande maggioranza degli studenti (74%) è convinta che l’AI offra una concreta possibilità di arricchimento, ma quasi uno su tre crede che li renderà più pigri e ignoranti. Intanto i ragazzi la utilizzano in massima parte per cercare informazioni, elaborare testi, creare immagini, presentazioni, video/musica. Solo un quarto dei ragazzi la utilizza per uso didattico in accordo con i docenti.

Interessante evidenziare per cosa i docenti la propongano in classe. L’utilizzo di app di AI a scopo scolastico è stato proposto dagli insegnanti soprattutto per cercare informazioni (77%), elaborare testi (50%), creare presentazioni (31%), immagini (28%), video o musica (18%), interviste a personaggi immaginari, storici o famosi (14%).

Quasi speculari le risposte degli studenti: cercare informazioni (87%), elaborare testi (66%), creare immagini (46%), presentazioni (45%), video o musica (34%), interviste a personaggi immaginari, storici o famosi (12%). Il 51% degli studenti che la utilizza per uso didattico con gli insegnanti sostiene di usarla come aiuto per i compiti, anche se poco frequentemente (57%) o quasi mai (29%).

Nonostante la scarsa consapevolezza sulla tecnologia, i docenti sembrano aver intuito il valore aggiunto degli strumenti di AI in chiave didattica: i tre quarti di loro sono convinti che potrebbe essere usata al meglio nelle scuole per fornire esperienze di apprendimento su misura per le diverse esigenze e capacità degli studenti o, in misura solo leggermente inferiore, per assistere gli insegnanti nella personalizzazione dei processi di apprendimento degli studenti (69%). Più distaccate risultano le opzioni di utilizzo come materia disciplinare per insegnare a sfruttare consapevolmente le nuove tecnologie, per assistere gli insegnanti negli adempimenti burocratici, per sviluppare tutor virtuali che offrano assistenza personalizzata agli studenti, per sviluppare analisi predittive in grado di identificare potenziali problematiche di apprendimento, per la valutazione e il monitoraggio delle prestazioni degli studenti.

Il progetto ImparIAmo proseguirà ora con un’analisi sull’esecuzione dei progetti di intelligenza artificiale in classe e la valutazione di come l’utilizzo di questa nuova tecnologia in chiave didattica abbia impattato – o magari anche non impattato - sull’apprendimento degli studenti.

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