Ai cittadini in eredità un immenso patrimonio di libertà e diritti
Sicuramente il peso di questa responsabilità ha portato ad un’affluenza alle urne inaspettata e ha veicolato l’esito del voto
di Giulio Biino
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A valle della consultazione referendaria, credo si imponga una riflessione che prenda le mosse dalla successione di alcuni grandi italiani per i quali la Costituzione è stata, in vita, bussola e monito, al punto da costituirne il proprio lascito testamentario.
L’associazione più significativa tra il concetto di testamento e la Costituzione italiana risiede nelle parole di Piero Calamandrei. Sebbene egli non abbia inserito citazioni costituzionali nel suo testamento, il discorso del 26 gennaio 1955 agli studenti universitari di Milano è universalmente riconosciuto come il suo vero lascito spirituale. In quel contesto, Calamandrei elevò la Carta Costituzionale a rango di documento testamentario non di un singolo uomo, ma di un’intera generazione caduta per la libertà.
Egli utilizzò la metafora del testamento per spiegare che ogni articolo della Carta è il risultato di un sacrificio umano. Dietro ogni comma, egli invitava a scorgere “voci lontane” e “umili nomi”.








