Cina-Taiwan, duello in Africa: il caso eSwatini e la politica dei dazi zero
dal nostro corrispondente Alberto Magnani
di Maurizio Caprino
3' di lettura
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Davvero si potrà andare legalmente a 150 all'ora in autostrada? Non sarà così facile: occorrerà trovare un accordo politico, prima che passi la proposta del presidente della commissione Trasporti della Camera, Alessandro Morelli. In “compenso”, ci si dovrebbe preparare a rispettare il limite dei 90 all'ora anche sulle tante superstrade a doppia carreggiata dove di fatto oggi si viaggia sui 130 come in autostrada.
A prescindere dai contenuti di dettaglio, che devono ancora essere definiti prima che Morelli formalizzi la sua proposta, il primo nodo è politico e rischia di trasformarsi nell'ennesimo contrasto tra Lega (il partito di Morelli) e 5 Stelle. Di questi tempi, forse non ce n'è bisogno e quindi probabilmente non se ne parlerà a breve.
Resta il fatto che la Lega è storicamente favorevole all'innalzamento del limite a 150, i 5 Stelle hanno ereditato una buona fetta di elettorato ecologista che hanno già deluso rimangiandosi la contrarietà ad alcune grandi opere. E da sempre gli ecologisti, per diminuire le emissioni di CO2 e gas inquinanti, vorrebbero addirittura abbassare il limite ai 120 di cui si discusse nel 2006 (ministro Alessandro Bianchi) o addirittura ai 110 imposti nell'estate 1988 da Enrico Ferri, sopravvissuti l'autunno successivo solo per i weekend e sostituiti l'anno dopo con gli attuali 130 da Giorgio Santuz.
Da quei tempi, osserva Morelli, le condizioni sono cambiate. In particolare, le dotazioni di sicurezza delle auto e dei mezzi pesanti e le abitudini dei guidatori. Col Tutor molti si sono sì abituati a rispettare i limiti, ma nel frattempo sono arrivati gli smartphone a portare quella distrazione che secondo stime informali degli addetti ai lavori causerebbe ormai il 40% degli incidenti. Tanto che la scorsa estate, subito dopo che il Tutor è stato spento perché dichiarato contraffatto, il numero dei morti in autostrada è sensibilmente diminuito, a fronte di un aumento limitato degli incidenti.
La circolazione senza Tutor ha poi confermato che gli automobilisti, se sanno di non essere controllati, quando sono in corsia di sorpasso senza tanto traffico si tengono sui 150. Come vent'anni fa, quando il limite informale era proprio questo.
Ma quando sarebbe possibile andare a 150, secondo la proposta di Morelli? Sui tratti a tre corsie dove ci sono il Tutor (quando Autostrade per l'Italia adotterà un sistema non contraffatto e in grado di funzionare su tutti i trecento portali del sistema originario) e l'asfalto drenante. Rispetto all'articolo 142 del Codice della strada attualmente in vigore, cambia molto: oggi i 150 sulle autostrade a tre corsie (più quella di emergenza) con Tutor (anche senza il drenante) sono teorici perché rimessi alla volontà dell'ente proprietario (che non se ne prenderebbe mai la responsabilità, anche perché spesso la diminuzione degli incidenti dà diritto a una quota di rincaro dei pedaggi) se ci sono non meglio precisate condizioni favorevoli di traffico e incidentalità.