Agnès Varda, viaggio nell’immaginario di un’icona
Tra Roma e Bologna un percorso intenso nella vita e nell’opera della fotografa francese e regista della Nouvelle Vague
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Due mostre, un unico racconto. L’Italia rende omaggio ad Agnès Varda con un progetto espositivo diffuso che attraversa fotografia, cinema e memoria, restituendo tutta la modernità del suo sguardo con rigore storico e forza contemporanea. Tra Roma e Bologna prende forma un progetto espositivo articolato e coerente, capace di restituire la complessità di una delle figure più influenti del Novecento francese. Non si tratta di due semplici mostre parallele, ma di un dialogo a distanza che costruisce un ritratto completo dell’artista: dalle origini fotografiche fino alla piena maturità cinematografica e installativa.
Roma
A Roma, negli spazi di Villa Medici, la mostra Qui e là, tra Parigi e Roma sceglie un punto di vista preciso: tornare alle radici. Il percorso si concentra sugli anni della formazione, quando Varda si definiva prima di tutto fotografa. Le immagini esposte raccontano una Parigi viva e marginale, popolata da volti anonimi e storie quotidiane, già attraversata da quello sguardo empatico e politico che diventerà il tratto distintivo della sua opera. Una mostra intima, quasi silenziosa, che permette di cogliere il momento in cui nasce un linguaggio. La fotografia non appare come una fase preliminare, ma come il fondamento di tutto ciò che verrà dopo: il cinema, le installazioni, la ricerca narrativa.
Bologna
Bologna, invece, amplia il progetto e lo moltiplica. Viva Varda! Il cinema è donna, ospitata alla Galleria Modernissimo, è una vera e propria immersione nell’universo dell’artista e un manifesto involontario perché il cinema, per Varda, infatti, è sempre stato uno spazio di libertà e di ridefinizione dello sguardo femminile. La mostra insiste su questo aspetto, mettendo in evidenza la centralità delle figure femminili, la sperimentazione linguistica e l’impegno sociale che attraversa tutta la sua produzione. Promossa dalla Cineteca di Bologna insieme alla Cinémathèque Française, la mostra occupa oltre 1.200 metri quadrati e propone un’immersione totale nell’opera dell’artista: film, installazioni, fotografie, costumi e materiali d’archivio.
Il percorso è articolato in sezioni tematiche che attraversano, il rapporto con l’immagine (fotografia, pittura, autoritratto), la scrittura cinematografica e i personaggi femminili, l’impegno politico e sociale e la dimensione nomade e documentaria del suo lavoro. Un’intera sezione è dedicata poi al rapporto tra Varda e l’Italia, a sottolineare il dialogo culturale che questa doppia mostra – Roma/Bologna – rende esplicito. Parallelamente, il Cinema Modernissimo ospita una retrospettiva completa dei suoi film, ampliando l’esperienza oltre lo spazio museale.








