Reclusione fino a 16 anni

Decreto Sicurezza: pene fino a 16 anni per aggressioni a presidi, docenti e capotreni

Il testo definitivo del decreto Sicurezza interviene sul Codice penale, andando a integrare l’articolo 583-quater con due nuove categorie protette: dirigenti e docenti scolastici e personale ferroviario. Due categorie che si uniscono a pubblici ufficiali, sanitari e arbitri

di Lorenzo Pace

(Imagoeconomica)

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Fino a sedici anni di reclusione per chi aggredisce chi lavora nelle scuole o nelle stazioni. Cioè, la stessa pena massima prevista in caso di lesioni gravissime contro un ufficiale, un agente di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza. Il testo definitivo del decreto Sicurezza interviene direttamente sul Codice penale.

Personale scolastico e ferroviario

Lo fa andando a integrare l’articolo 583-quater con due nuove categorie protette: sono i dirigenti scolastici, e più in generale qualsiasi docente all’interno di una scuola, e il personale che svolge, a bordo dei treni, attività di prevenzione e accertamento delle infrazioni alle norme relative alla regolarità e alla sicurezza dei servizi di trasporto ferroviario.

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L’ingresso degli arbitri nelle categorie tutelate

Entrambe vanno ad aggiungersi ad altri tre gruppi di lavoratori.

Oltre ai pubblici ufficiali già citati sopra, è prevista un’aggravante per chi aggredisce il personale esercente una professione sanitaria o socio-sanitaria durante «l’esercizio o a causa delle funzioni o del servizio». Nonché, si legge, «a chiunque svolga attività ausiliarie di cura, assistenza sanitaria o soccorso».

La terza categoria si è aggiunta la scorsa estate, con il decreto 30 giugno 2025, n. 96, che ha introdotto una tutela penale rafforzata anche per gli arbitri, o comunque agli «altri soggetti che assicurano la regolarità tecnica» delle manifestazioni sportive.

Una necessità, secondo il ministro dello Sport Andrea Abodi, dato che soltanto nel calcio, alla fine della stagione 2024/25, le aggressioni sono state più di 640, in netto aumento rispetto alle circa 520 nell’annata precedente.

Ed è un argomento di cui si è tornati a parlare anche negli ultimi giorni, con l’ondata di minacce che ha travolto l’arbitro Federico La Penna dopo la partita di Serie A tra Inter e Juventus, in cui una simulazione del difensore nerazzurro Alessandro Bastoni non è stata vista dal direttore di gara che ha sanzionato il bianconero Pierre Kalulu.

L’aggravante

Per proteggere pubblici ufficiali, sanitari, arbitri e ora anche personale scolastico e ferroviario, si arriva a pene pesanti.

Partono dai due a cinque anni di reclusione per i casi di «lesioni personali cagionate». Aumentano da quattro a dieci anni per le «lesioni gravi» e ancora di più - da otto a sedici anni - per le «lesioni gravissime».

Il caso del capotreno ucciso a Bologna

L’integrazione dell’articolo del Codice penale è stato argomento di riflessione nelle ultime settimane, tant’è che l’inclusione del personale ferroviario è stata prevista nel testo definitivo (nella prima bozza compariva soltanto la tutela speciale per i lavoratori scolastici).

D’altronde, il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha ribadito più volte di voler rafforzare il personale all’interno delle stazioni. Come durante il question time alla Camera del 21 gennaio, a due settimane di distanza dall’omicidio di Alessandro Ambrosio, capotreno di 34 anni, ucciso a coltellate in un parcheggio nei pressi della stazione di Bologna.

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Gli altri punti del decreto: dagli interventi «anti-maranza» alla stretta sui coltelli. E arrivano i concorsi

Tanti anche gli episodi di violenza nelle scuole. Non soltanto ai danni dei presidi e docenti. Il caso che ha fatto accelerare sulla stesura del decreto è stato l’accoltellamento dello scorso 16 gennaio, che ha portato alla morte del diciottenne Youssef Abanoub in un istituto di La Spezia. È per questo che nel testo, tra i suoi 33 articoli, ci sono altri due pilastri: un intervento sulla violenza giovanile e in particolare, come rivendica la Lega, sui «maranza», e uno sui coltelli.

Il primo stabilisce sanzioni fino a mille euro per i genitori dei minori che commettono «nuovamente reati dopo un ammonimento». Ma c’è anche il furto con destrezza esteso a mezzi di pagamento elettronici, documenti di identità, strumenti informatici o cellulari, e l’introduzione delle misure contro le rapine commesse dalle cosiddette gang.

In particolare, sono previsti dai 10 ai 25 anni di reclusione e multe fino ai 9mila euro per i gruppi organizzati che colpiscono banche, uffici postali, sportelli, veicoli o locali di custodia valori utilizzando dispositivi esplosivi, armi o sostanze chimiche e batteriologiche nocive.

Per quanto riguarda i coltelli, la pena arriva fino a tre anni - oltre alle sanzioni amministrative - per chi porta fuori dalla propria abitazione «strumenti dotati di lama affilata o appuntita» da oltre otto centimetri senza giustificato motivo.

E nel caso dovessero essere coinvolti dei minori, la responsabilità cadrebbe sui genitori (di nuovo con una multa fino a mille euro), con un occhio anche a chi vende coltelli e oggetti simili, soggetto a sanzione se il cliente non dovesse avere diciotto anni.

Tutte misure che richiedono più controlli. Ed è per questo che il decreto prevede due concorsi straordinari: nel 2026 per 1.800 posti ispettori superiori della polizia di Stato e nel 2027 per 2.400.

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