Agevolare la transizione ecologica con efficaci infrastrutture di ricarica
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I principali operatori del settore energia scommettono che nel 2025 la presenza dei veicoli elettrici nelle flotte continuerà a crescere. D’altra parte, finora i parchi auto aziendali si sono già dimostrati una sorta di laboratorio in cui sperimentare il passaggio all’elettrificazione, con numeri e un ritmo decisamente più sostenuti rispetto a quelli del mercato nel suo complesso. Ma per farlo servono strumenti che possano accompagnare efficacemente la transizione. «La crescente disponibilità e accessibilità di veicoli elettrici deve essere affrontata con nuove introduzioni per rendere la transizione più semplice e accessibile – spiega Laura Garito, sales manager di Plenitude –. Le piattaforme e gli strumenti di corporate mobility management saranno un punto chiave per fronteggiare le richieste di gestione delle risorse e delle flotte aziendali, in modo da consentire alle aziende una pianificazione degli spostamenti dei dipendenti sempre più efficiente attraverso una gestione integrata».
Il 2025 significa anche un ulteriore avvicinamento al discusso 2035, l’anno che dovrebbe segnare lo stop alla vendita di nuove auto a diesel e benzina in Europa (anche se nel 2026 potrebbe scattare la clausola di revisione). Secondo Vincenzo Maniaci, direttore technology di Q8, «l’arrivo massiccio di nuovi modelli cinesi sta trasformando le dinamiche del mercato, aprendo nuove opportunità ma anche nuove complessità per le aziende». Tra queste rientrano quelle legate alla «necessità di un’organizzazione efficace delle infrastrutture di ricarica e dei costi operativi, per evitare che le nuove scelte di alimentazione impattino negativamente sui budget aziendali». Ma su questo punto c’è anche ottimismo. «Adottare soluzioni di mobilità elettrica è già una scelta economicamente vantaggiosa – sottolinea Costantino Fassino, chief business development and sales officer di Powy –. E con i risparmi per le flotte elettriche previsti dalla prossima Legge di Bilancio le aziende saranno quindi incentivate a introdurre veicoli elettrici con infrastrutture di ricarica intelligenti».
La via, in ogni caso, sembra segnata. «La disponibilità di un numero sempre maggiore di modelli elettrici, la crescente autonomia e velocità di ricarica incoraggiano i driver a sperimentare la guida elettrica – dice Sebastiano Di Carlo, head of sales product development di Repower –. I dati da noi raccolti dicono che difficilmente i driver elettrici tornerebbero all’endotermico».


