Rigenerazione urbana

Affordable housing: il progetto 5Square di Redo Sgr vince l’Uli Europe Award

Lo sviluppo- che trasforma in edilizia accessibile cinque edifici a Milano - è promossa da Fondazione Cariplo e Regione Lombardia e ha come anchor investor il Gruppo Cdp. Le altre sfide, Scalo Greco-Breda, ex Macello e Caserma Mameli. Ma al Comune si chiedono regole chiare, burocrazia snella e parametri realistici. Perchè l’aumento dei costi di costruzione mette a rischio la sostenibilità

di Laura Cavestri

L’area di 5Square a Milano

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Un premio internazionale - ed è la prima volta che un progetto italiano conquista il prestigioso riconoscimento europeo - e un punto di vista autorevole e chiaro sul tema dell’accessibilità della casa, soprattutto in grandi città come Milano. Il progetto di affordable housing 5Square di Milano - sviluppato da Redo Sgr - ha vinto l’Uli Europe Awards for Excellence 2025, prestigioso riconoscimento a livello europeo per lo sviluppo immobiliare.

Il progetto 5Square

È la prima volta che un progetto italiano conquista questo premio nel concorso che, giunto alla sua sesta edizione, celebra i più alti standard di qualità nella pratica urbanistica e immobiliare, valutando progetti in base a criteri rigorosi: pianificazione, sostenibilità, impatto sociale, resilienza, architettura e design.
Situato su un’ex area commerciale dismessa, 5Square è un intervento di riuso edilizio di circa 10mila mq di affordable housing che ha trasformato un vuoto urbano in una comunità. Il progetto è stato sviluppato da Redo Sgr, attraverso il Fondo Immobiliare di Lombardia, promosso da Fondazione Cariplo e Regione Lombardia e che ha come anchor investor la Cdp, attraverso il fondo Fia di Cdp Real Asset Sgr, e con Barreca & La Varra come progettista e Fondazione Housing Sociale come advisor tecnico-sociale.

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Il progetto 5Square nasce dalla trasformazione di un comparto immobiliare abbandonato e degradato, composto da cinque edifici terziari incompiuti nel quartiere Vigentino a sud di Milano. Gli edifici saranno in classe energetica A2, alimnentati da fonti rinnovabili. Il progetto offre 468 abitazioni a canoni accessibili, integrate con servizi sociosanitari, educativi e spazi comunitari, promuovendo coesione sociale e qualità della vita.Per anni quest’area ha rappresentato una ferita urbana e un problema sociale. Dopo un lungo e complesso iter patrimoniale e urbanistico, è stato possibile ridefinire la destinazione d’uso e restituire vita a questi immobili, sbloccando lo sviluppo della zona. L’intervento non si limita a offrire residenze a canoni e prezzi calmierati, ma realizza una operazione urbanistica concertata con l’amministrazione pubblica, che prevede: asilo nido e scuola dell’infanzia (0-6 anni), spazi aperti al territorio per supportare famiglie e favorire la conciliazione vita-lavoro; servizi sanitari e riabilitativi, odontoiatrici; laboratori creativi e sociali: spazi per persone con disabilità, con percorsi occupazionali e iniziative per il tempo libero, negozi di prossimità e servizi per animali domestici.
I servizi residenziali, invece, contemplano appartamenti protetti per minori e giovani adulti: percorsi di autonomia e reinserimento sociale; alloggi per nuclei monoparentali e mamme con bambini; residenze per persone con disabilità.

«5Square è la prova che è possibile coniugare investimenti sostenibili con qualità architettonica, innovazione sociale e sostenibilità ambientale» ha dichiarato Fabio Carlozzo, amministratore delegato di Redo Sgr.

«Tra gli elementi valutati dalla giuria – ha affermato Antonino Turicchi, amministratore delegato di Cdp Real Asset Sgr – oltre alle eccellenti caratteristiche dello specifico progetto, hanno pesato in positivo le strutture finanziarie e di governance innovative, nonché la possibile replicabilità dei progetti, tutti elementi che caratterizzano la nostra operatività nel settore attraverso il Fondo Investimenti per l’Abitare e gli altri fondi di fondi gestiti da Cdp Real Asset».

«L’eccezionalità - hanno dichiarato Gianandrea Barreca e Giovanni La Varra, Barreca & La Varra -sta nel fatto che un edificio pensato per ospitare uffici – in una città che ha migliaia di metri cubi di terziario dismesso – può avere una seconda vita. Il compito dell’architettura della rigenerazione urbana oggi è prendersi carico degli errori del passato, correggendo, rimediando, adattando e dando forma a nuovi paesaggi domestici».

Lo Scalo Greco-Breda e l’ex Macello di Milano

Intanto, ha ricordato Carlozzo, «Tre settimane fa, il Comune ha dato via libera al primo sì per il primo dei Piani che attuano l’Accordo di programma per la trasformazione degli ex scali ferroviari di Milano. Parliamo del Piano attuativo “Scalo Greco-Breda”», che sviluppa il progetto “L’Innesto” finanziato da Redo, progetto vincitore del Bando Reinventing Cities 2019 e «prevede la realizzazione di un nuovo quartiere carbon neutral di social housing, mentre oltre il 60% della superficie complessiva sarà destinato a verde e spazi pubblici». L’area interessata comprende una superficie totale di circa 63mila mq tra le vie Breda, Rucellai, Gilardi, Sesto San Giovanni e Torcello nei Municipi 2 e 9, ed è di proprietà di Redo Sgr Spa, che sviluppa anche il progetto assieme al Fondo Fil.
Sono previsti 21mila mq di edilizia residenziale sociale, articolata in edilizia residenziale convenzionata agevolata in vendita, affitto con patto di futura vendita e co-housing (circa 8.300 mq); edilizia residenziale in affitto a canone moderato e/o concordato, convenzionato e co-housing sociale (10.600 mq circa); edilizia residenziale in affitto a canone sociale (2mila mq minimi). Sono previsti negozi e aree comerciali al piano terra dergli edifici e una residenza universitaria convenzionata.

E ancora, c’è il nuovo quartiere di Milano che verrà costruito sulle palazzine liberty dell’ex macello pubblico di viale Molise. Lo spazio pubblico sarà riqualificato da Redo Sgr, che ha vinto il bando di palazzo Marino. Le sei palazzine saranno concesse in diritto di superficie per 90 anni, per un corrispettivo di circa 12,8 milioni di euro. L’accordo varrà per tutte le palazzine, tranne la quarta, che diveneterà uno spazio culturale (per la quale il diritto di superficie avrà una durata pari a sei anni).

La sfida di coniugare accessibilità e sostenibilità

«Oggi - ha aggiunto Carlozzo - le aree a disposizione per costruire sono poche e al netto delle bonifiche, che sono spesso da fare, si è bravi se si riesce a edificare a 2.100-2.200 euro al mq. Significa che, con gli ulteriori oneri, è difficile, a Milano, uscire sul mercato – anche con case accessibili – a meno di 3mila euro. Così come gli affitti al mq, in città a non meno di 85-90 euro al mq annuo. Difficile stare nei parametri del Comune che pone il limite di 80 euro al mq annuo per gli alloggi a prezzi calmierati». Il riferimento, è al Piano Casa del Comune di Milano, che – in assenza di un Piano nazionale – si pone l’ambizioso obiettivo di creare 10mila alloggi accessibili entro dieci anni, con canoni calmierati a massimo 80 euro/mq annui (circa 400 euro al mese per 60 mq), rivolti a lavoratori a reddito medio-basso, tramite il recupero di aree urbane e immobili pubblici, puntando su sostenibilità, rigenerazione urbana e inclusività, con bandi in corso per le prime aree.

«Su 2350 appartamenti realizzati - ha detto Carlozzo - 800 li abbiamo venduti a 2.120 euro al mq e 1400 sono in locazione a 70 euro al mq. Oggi abbiamo 12 progetti in corso per 3mila appartamenti in edilizia residenziale sociale, circa un terzo delle unità abitative che il Comune vorrebbe realizzare. Tuttavia, per il recupero dell’area dell’ex Caserma Mameli, a Milano, che ha vinto il concorso Reinventing Cities 2019, sono serviti sei anni solo per un piano attuativo. Oggi i costi di materiali e costruzione sono rimasti alti, i procedimenti urbanistici sono complessi e per coprire la fascia di canone che va da 75 a 100 euro al mq di canone occorre supportare il modello cooperativo, includere capitali istituzionali pazienti».

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