Il confronto con il 2025 evidenzia inoltre come la distanza tra l’inizio della stagione e il picco di agosto stia aumentando progressivamente. Lo scorso anno Porto Cesareo passava da 490 euro a settimana a giugno a 920 euro ad agosto, Gallipoli da 510 a 860 euro e Alghero da 670 a 890 euro.
Dietro la crescita dei prezzi, però, il mercato delle locazioni turistiche sta attraversando una fase di trasformazione. Se da un lato la domanda continua a sostenere i canoni, dall’altro aumentano gli obblighi amministrativi e le attività richieste ai proprietari. Gestire una casa vacanza richiede oggi una presenza costante, competenze operative e una maggiore attenzione agli adempimenti normativi.
Una situazione che, secondo gli operatori del settore, sta spingendo una parte dei proprietari a rivalutare il mercato della locazione residenziale tradizionale. La convenienza economica degli affitti brevi continua a essere elevata nelle località più richieste, ma viene sempre più spesso confrontata con i costi di gestione, il tempo necessario e la complessità organizzativa richiesta.
Anche il ruolo delle piattaforme online sta evolvendo. Se da un lato hanno ampliato l’accesso al mercato degli affitti turistici, dall’altro il sistema delle recensioni tende a favorire le gestioni più professionali. Cresce inoltre la ricerca di accordi diretti tra proprietari e ospiti per evitare le commissioni applicate dai principali portali di prenotazione, una scelta che però espone maggiormente al rischio di truffe e pagamenti non garantiti.
Le aspettative per l’estate 2026 restano nel complesso positive. Le prenotazioni sono attese stabili o in lieve crescita rispetto allo scorso anno, con l’eccezione di Reggio Calabria, dove gli operatori prevedono un aumento più marcato dei flussi turistici anche grazie al potenziamento dei collegamenti aeroportuali.