Affitti brevi limitati e trasporti più connessi: la strategia Ue per un turismo sostenibile
La commissione Tran ha adottato una risoluzione non vincolante che mira a contrastare il sovraffollamento turistico e a efficientare i collegamenti
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I punti chiave
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Una migliore connettività verso destinazioni emergenti. Un sostegno mirato al leasing di veicoli elettrici. Un sistema di vendita dei biglietti per i trasporti integrato e senza interruzioni. Questi i tre possibili ingredienti di uno sviluppo sostenibile del turismo nell’Unione Europea, secondo i membri del Parlamento europeo. Oggi, mercoledì 18 marzo, la commissione Trasporti e Turismo (Tran) ha adottato una serie di proposte su come migliorare la connettività, preservare il patrimonio culturale e promuovere l’eccellenza locale all’interno del settore turistico europeo, con 33 voti a favore, 4 contrari e 4 astensioni. L’Unione Europea, d’altronde, è leader mondiale nel settore del turismo e la principale destinazione turistica al mondo, con circa 12,3 milioni di persone impiegate in questo settore, che contribuiscono per il 10,5% al prodotto interno lordo dell’Ue.
Diversificare l’offerta e implementare la connettività
Di primaria importanza, in Europa, come in Italia e in numerose altre zone del mondo, è contrastare il sovraffollamento turistico, diversificando l’offerta: l’80% dei viaggiatori, infatti, visita solo il 10% delle destinazioni globali. L’obiettivo di un progetto turistico sostenibile dovrebbe essere quello di alleviare la pressione sulle località sovraffollate e di reindirizzare i visitatori verso destinazioni meno conosciute, emergenti o remote, come le aree rurali, le zone montuose o le regioni isolate. Esperienze di turismo gastronomico, enogastronomico, birrario, culturale, ciclistico e rigenerativo possono creare nuove opportunità per destinazioni poco frequentate, estendere il periodo di viaggio oltre l’alta stagione e generare entrate aggiuntive, hanno sottolineato i membri del Parlamento.
Fondamentale, in quest’ottica, è un miglioramento dei collegamenti e dei trasporti. In particolare, è stato chiesto alla Commissione di individuare, nella sua prossima strategia Ue per il turismo sostenibile, un meccanismo di sostegno specifico che sia in grado di rafforzare i collegamenti aerei, marittimi e terrestri e l’accessibilità alle destinazioni non mainstream. Altre misure raccomandate dagli eurodeputati includono un sostegno mirato al leasing di veicoli elettrici e alle infrastrutture di ricarica, un maggior numero di treni notturni transfrontalieri e una rapida implementazione di un sistema di biglietteria integrato e senza soluzione di continuità per i servizi ferroviari, aerei e marittimi.
Affitti brevi ed eco-tasse
La risoluzione non vincolante, che dovrà essere votata dal Parlamento nella sua interezza (si presume nella sessione di aprile), accoglie con favore le nuove norme europee sugli affitti a breve termine, in vigore dal prossimo 20 maggio, considerandole un passo avanti verso una gestione più efficace delle destinazioni turistiche. Tuttavia, gli eurodeputati ritengono che sia necessario fare ancora di più per evitare che la crescita incontrollata e la commercializzazione degli affitti brevi portino alla perdita di autenticità, a problemi abitativi locali e allo spostamento dei residenti. Hanno, pertanto, chiesto un nuovo quadro normativo europeo per gli affitti a breve termine che definisca gli standard di fornitura dei servizi, chiarisca le categorie di host e consenta agli Stati membri di limitare il numero di pernottamenti dei visitatori o di introdurre sistemi di autorizzazione o di zonizzazione.
Sempre in una prospettiva di maggiore sostenibilità e accessibilità del settore turistico, gli eurodeputati hanno ricordato che diverse città e regioni dell’Unione Europea hanno già introdotto eco-tasse che possono fungere da fonte di finanziamento per progetti a beneficio dei residenti locali e dell’ambiente. Condividere i risultati di tali iniziative con altri Paesi e regioni dell’Ue, che cercano modi per investire nel turismo sostenibile, sarebbe auspicabile anche per rendere più omogenea l’azione di contrasto a un turismo “mordi e fuggi” su tutto il territorio europeo.








