L’Italia ha anche una forte legislazione a tutela degli inquilini, pensata per garantire loro una sicurezza a lungo termine. I contratti di locazione sono generalmente a lungo termine, con contratti standard della durata di quattro anni, rinnovabili per altri quattro. Se un locatore desidera rescindere un contratto di locazione al termine dei quattro anni iniziali, deve fornire un preavviso di sei mesi e soddisfare specifiche condizioni legali, come la necessità di utilizzare l’immobile per uso personale o per ristrutturazioni significative.
Gli affittuari sono inoltre protetti da sfratti arbitrari e il processo di sfratto degli inquilini che non pagano l’affitto è lungo e spesso richiede l’intervento del tribunale, che può durare diversi mesi. I gruppi vulnerabili, come gli inquilini anziani o le famiglie a basso reddito, ricevono ulteriori tutele, rendendo in alcuni casi ancora più difficile l’esecuzione degli sfratti.
Francia: decrescita della proprietà e limiti ai sussidi
La Francia ha visto un lieve calo della percentuale di proprietari di casa: secondo i dati del Institut national de la statistique et des études économiques (Insee), un’agenzia pubblica francese, la quota di famiglie proprietarie della propria abitazione è scesa dal 57,7% nel 2013 al 57,2% nel 2023. Nonostante questa tendenza, sei famiglie su dieci possiedono ancora la propria casa, una proporzione che era in aumento dal 1983 ma ha mostrato segnali di flessione già dal 2014.
Per contrastare l’onere abitativo, il governo francese ha previsto sussidi come l’“Apl” (Aiuto Personalizzato per l’Alloggio) destinati a coprire una parte dell’affitto. Inoltre, per favorire l’accesso alla proprietà, è stato recentemente riproposto il prestito a tasso zero per i giovani acquirenti, anche se con criteri di accesso estremamente restrittivi. Sul fronte della regolamentazione degli affitti, la Legge ALUR del 2015 ha introdotto un tetto massimo agli affitti in alcune aree, ma l’efficacia della misura è stata limitata dalla mancanza di controlli sistematici.
Austria: basso tasso di proprietà e nuove politiche per l’edilizia
In Austria, il tasso di proprietà immobiliare è relativamente basso, con solo il 48% dei residenti che possiede una casa. Secondo Statistics Austria, il 36,2% degli austriaci vive in abitazioni di proprietà, mentre l’11,8% possiede un appartamento. Al contrario, quasi la metà della popolazione, ovvero il 43%, risiede in alloggi in affitto. Un’ampia parte di questi inquilini vive in abitazioni municipali o cooperative (23,7%), mentre il 19,3% opta per affitti privati o commerciali. Un ulteriore 9,1% dichiara di risiedere in soluzioni abitative alternative, come case presso parenti senza canone.