Affitti brevi e prezzi record: tutti i numeri della crisi abitativa Ue e il confronto tra Paesi
La disponibilità di abitazioni a prezzi sostenibili è una sfida in Europa
di Silvia Martelli (Il Sole 24 Ore, Italia), Dan Popa (Hotnews.ro, Romania), Ieva Kniukštienė (Delfi, Lituania,) Dina Daskalopoulou (EFSYN, Grecia), Matěj Moravanský (Deník Referendum, Repubblica Ceca), e Franziska Zoidl e Martin Putschögl (DER STANDARD, Austria)
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I punti chiave
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Negli ultimi anni, la disponibilità di abitazioni a prezzi sostenibili è diventato un tema centrale in tutta Europa, rivelando disuguaglianze profonde. Con il costo della vita in aumento, molti governi stanno tentando di adottare misure per garantire la sicurezza abitativa. I risultati possono essere contrastanti.
Italia: proprietà come priorità e aumenti degli affitti
In Italia, il tasso di proprietà dell’abitazione è di circa il 75%, uno dei più alti in Europa. Questa tendenza è profondamente radicata in fattori culturali: possedere una casa è considerato essenziale per la stabilità finanziaria e la sicurezza personale. L’ereditarietà della proprietà gioca inoltre un ruolo significativo, in quanto molti italiani acquistano le case dai membri della famiglia. Sebbene questo contribuisca a mantenere alti i livelli di proprietà della casa, ci sono differenze regionali. Nell’Italia meridionale, la proprietà è più comune a causa dei costi più bassi degli alloggi e della tradizione delle proprietà familiari. Al contrario, nelle città del nord, come Milano, la proprietà di una casa è meno diffusa a causa degli alti prezzi degli immobili, che spingono sempre più persone ad affittare.
Per quanto riguarda gli alloggi a prezzi accessibili, il governo italiano ha messo in atto diverse iniziative, anche se storicamente l’attenzione si è concentrata più sull’incoraggiamento alla proprietà della casa che sul sostegno al mercato degli affitti. Per gli acquirenti di case, soprattutto per quelli che si affacciano per la prima volta sul mercato, sono previsti diversi incentivi fiscali e sussidi per i mutui. Ad esempio, chi acquista per la prima volta beneficia di una riduzione dell’imposta di registro e di detrazioni fiscali sugli interessi ipotecari.
Programmi come il «Fondo Garanzia Prima Casa» forniscono garanzie statali, rendendo più facile l’accesso ai mutui per i giovani e le famiglie, in particolare per quelle a basso reddito o senza un’occupazione stabile. Esistono anche programmi di edilizia sociale, che forniscono alloggi a prezzi inferiori a quelli di mercato, anche se la loro portata è limitata, soprattutto nelle grandi città dove la domanda di case a prezzi accessibili è decisamente più elevata.
Negli ultimi anni è cresciuta la preoccupazione per l’accessibilità economica degli alloggi in affitto, soprattutto nelle aree metropolitane. In risposta, il governo ha introdotto alcune misure per sostenere il mercato degli affitti. Sono disponibili incentivi fiscali per i proprietari che accettano di affittare le proprietà a prezzi inferiori a quelli di mercato. In cambio, godono di benefici fiscali, come una riduzione dell’aliquota sui redditi da locazione. Inoltre, sono stati introdotti programmi di sussidi per l’affitto, in particolare durante la pandemia di Covid-19, per aiutare gli inquilini che hanno difficoltà a sostenere i costi dell’alloggio. Nonostante questi sforzi, l’accessibilità agli affitti rimane un problema significativo in città come Roma, Firenze e Milano, dove la domanda supera l’offerta.


