Affitti brevi: già rilasciato il 75% dei Cin, obbligatori dal 2 gennaio
Da Venezia a Roma in arrivo requisiti più stringenti per le locazioni turistiche. Airbnb è pronto a «disattivare» gli annunci irregolari
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I proprietari che nel centro storico di Firenze quest’anno sono passati dalla locazione turistica alla residenziale hanno tempo fino al 30 dicembre per chiedere il ristoro dell’Imu 2024. Mentre nel centro di Bologna, dal 4 dicembre, il limite al frazionamento degli immobili (che non possono essere inferiori a 50 metri quadrati) è stato circoscritto alle unità individuate dalla nuova sottocategoria funzionale turistico-ricettiva B3.
Sono alcune delle ultime iniziative messe in campo dalle grandi città nel tentativo di regolare e limitare gli affitti brevi. Il tutto mentre continua a far discutere la recente circolare del ministero dell’Interno che ricorda ai locatori l’obbligo di identificare “de visu” gli ospiti, con annesse iniziative locali di rimozione delle keybox (le cassette porta chiavi). E mentre si fa sentire l’incombenza del Cin, il codice identificativo nazionale di cui entro il 1° gennaio devono dotarsi i locatori e le strutture ricettive. Venerdì 20 dicembre il Cin era stato rilasciato al 75% delle 563mila strutture registrate nella banca dati del ministero del Turismo.
L’intervento dei Comuni
Qualcosa di simile a Bologna accadrà a Roma, dove l’11 dicembre sono state adottate le modifiche alle norme tecniche del Prg: si è deciso di introdurre nella città storica la nuova sottocategoria di destinazione d’uso turistico-ricettiva e si prevede di disciplinare le attività con un prossimo regolamento. In attesa delle nuove regole, quando la delibera sarà pubblicata scatteranno le clausole di salvaguardia: i cambi d’uso di edifici non abitativi non potranno portare ad abitazioni a uso ricettivo, che verranno escluse anche da frazionamenti e fusioni.
A Venezia invece un regolamento sperimentale adottato in giunta il 24 ottobre – perciò non ancora definitivo – stabilisce che l’esercizio della “affittanza turistica” nella città antica per più di 120 giorni all’anno sarà riservato a chi si iscriverà in uno specifico registro, depositando una Scia entro 120 giorni dall’approvazione della delibera della variante urbanistica. Poi non sarà più possibile iscriversi fino alla fine del 2026, termine della sperimentazione. Vengono fissati anche altri vincoli, come l’obbligo del check-in di persona.
I Comuni, sia detto, non hanno grandi spazi di intervento. Venezia è l’unica città con un regime speciale, concesso dal Dl Aiuti (50/2022): per tutelare la residenzialità e il patrimonio storico-artistico, può limitare la destinazione degli immobili ad attività di locazione breve. Una norma nella quale aspirava a rientrare anche Firenze, che resta in prima linea: dal limite agli affitti brevi in centro (su cui dovrà di nuovo esprimersi il Tar) fino al decalogo sul turismo sostenibile, che contempla il divieto delle keybox e i criteri comuni per l’esposizione del Cin all’esterno delle attività.








