Germania verso il voto

Afd si radicalizza sempre di più: in Baviera risoluzione a favore della remigrazione

La sezione regionale del partito di ultradestra approva un documento che chiede il rimpatrio anche «di gruppi di persone con scarsa capacità e volontà di integrarsi». Stop al diritto d’asilo sul suolo tedesco: «Zone di protezione fuori dall’Europa». Ma alle imprese mancano centinaia di migliaia di lavoratori

di Gianluca Di Donfrancesco

Una manifestazione della Afd in Germania (IMAGO/epd via Reuters Connect)

3' di lettura

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A campagna elettorale ormai iniziata, Alternative für Deutschland si estremizza sempre di più: il congresso della sezione bavarese del partito ha approvato il 23 novembre una risoluzione a favore della remigrazione, eufemismo che piace ai movimenti di estrema destra in Europa come ai Repubblicani di Donald Trump. Ma alle imprese tedesche mancano centinaia di migliaia di lavoratori.

Via chi non si integra

Nell’immaginario della Afd della ricca Baviera, l’espulsione di massa non colpirebbe solo i migranti che hanno commesso reati. La proposta presentata dal vicepresidente del partito regionale, Rainer Rothfuß, sostiene che anche «gruppi di persone con scarsa capacità e volontà di integrarsi dovrebbero essere rimpatriati nel loro Paese d’origine, attraverso programmi di rimpatrio obbligatori e sostenuti nel reinserimento nella società d’origine e nella (ri)costruzione del loro Paese». Aiutiamoli a casa loro, insomma.

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Sul sito web di Afd Baviera, campeggia il fotomontaggio di un aereo di linea che sorvola un gruppo di migranti in cammino. Al centro lo slogan «Remigration ist machbar», la remigrazione è possibile. La remigrazione, spiega un comunicato stampa nella stessa pagina, è «un concetto scientificamente neutro». Con toni sono un po’ vittimistici, Afd lamenta le manipolazioni della “stampa bugiarda”, che la accusa di «xenofobia o addirittura di razzismo».

Le argomentazioni a favore della remigrazione sono le solite: «Il sistema sociale tedesco non deve continuare a essere sovraccaricato da milioni di beneficiari di prestazioni sociali senza status di cittadinanza. Altrimenti, l’aumento di tasse e imposte rischia di trasformare la Germania in un Paese in esodo industriale permanente e di trascinare la nostra economia nel baratro».

Stop al diritto d’asilo

Si insiste poi sullo stop al diritto d’asilo. Le persone in fuga da regimi autoritari o guerre potranno ancora ottenere la protezione internazionale, ma non in Germania e nemmeno in Europa. Anzi, i richiedenti asilo non dovrebbero proprio raggiungere il suolo tedesco. Vanno invece create «zone di protezione e sviluppo al di fuori dell’Europa», recita la risoluzione bavarese.

Nei circoli più radicali del movimento, al contrario, hanno diritto d’asilo teorie complottistiche sulla sostituzione etnica, che mirerebbe ad africanizzare e islamizzare la società tedesca ed europea. Le avalla da anni l’uomo che appare sempre più come il vero leader del partito, Björn Höcke, che ha da poco guidato l’Afd al trionfo in Turingia.

Nei sondaggi, Alternative für Deutschland è stabilmente sopra al 18%. Nella rilevazione dell’istituto Insa è al 19,5%. A pochi mesi dal voto di febbraio, è seconda solo alla Cdu (32%) e ha un discreto margine sulla Spd (15%).

La sua spinta populista e anti-migrazione ha spostato il dibattito in Germania, costringendo a inseguirla sul suo terreno non solo la Cdu, ma anche la stessa Spd: a fine agosto, il Governo Scholz ha varato una stretta sul diritto di asilo e ha autorizzato il rimpatrio di un gruppo di afghani, già colpiti da ordine di espulsione e condannati per reati, attraverso una triangolazione con il Qatar.

Il 13 novembre, 113 deputati hanno presentato al Bundestag una mozione per far dichiarare Afd incostituzionale e metterlo al bando.

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Ma gli immigrati servono

La Germania, come tutti i Paesi avanzati, soffre però di mancanza di lavoratori qualificati e di un invecchiamento demografico che mette a rischio la tenuta dei sistemi di welfare. Secondo un rapporto della fondazione Bertelsmann Stiftung, pubblicato il 26 novembre, l’economia tedesca avrà bisogno di 288mila stranieri l’anno fino al 2040, in uno scenario in cui sale comunque l’occupazione tra le donne e si alzi l’età dei pensionamenti. Altrimenti, potrebbero essere necessari fino a 368mila immigrati per evitare che la forza lavoro si riduca in modo sostanziale e paralizzi la crescita tedesca.

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