Animali in viaggio

Aeroporti sempre più pet friendly, dall’attesa alla cabina

Crescono negli scali italiani le aree dedicate agli animali da compagnia, mentre l’Enac avvia la sperimentazione per il trasporto in cabina dei cani fino a 30 chili

di Davide Madeddu (Il Sole Ore) e Ana Somavilla (El Confidencial, Spagna)

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Dalla pet area al viaggio in cabina. Gli spazi per “i compagni di viaggio a quattro zampe” crescono. A iniziare dagli aeroporti che, sempre più dedicano spazi per l’attesa. L’ultimo, in ordine di tempo, è quello di Cagliari Elmas, dove è stata inaugurata la pet area, uno spazio attrezzato per accogliere gli animali da compagnia che transitano in aeroporto e non solo.

Gioco, relax, fontanelle per rinfrescarsi e bere, aree attrezzate per i bisogni fisiologici e un servizio professionale di toelettatura. In più, la possibilità di contare su un luogo sicuro, un vero e proprio asilo, dove gli animali possono muoversi in sicurezza, lontani dallo stress spesso legato ai viaggi.

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«L’iniziativa, nata per soddisfare le esigenze di un numero sempre maggiore di passeggeri che si spostano con i propri amici a quattro zampe - sottolineano alla Sogaer -, vede il coinvolgimento della Bau Club ETS, associazione che ha al suo attivo anni di impegno nella tutela degli animali, come gestore della Pet Area e dei nuovi servizi offerti a viaggiatori e visitatori dell’Aeroporto di Cagliari».

Gli animali da compagnia dei passeggeri che necessitano di assistenza speciale per il loro viaggio in aereo, fanno sapere dalla società di gestione, «potranno accedere e sostare nella Pet Area dell’Aeroporto di Cagliari a titolo gratuito». «Con l’apertura della nuova Pet Area - sottolinea Monica Pilloni, presidente di Sogaer, società di gestione dello scalo - il nostro aeroporto fa un altro importante passo verso un’idea di mobilità e inclusione dove il benessere di tutti i passeggeri e i visitatori dello scalo è prioritario, così come lo è quello degli animali al loro seguito».

Aree destinate alla sosta degli amici a quattro zampe ci sono anche Milano Linate e a Roma Fiumicino dove le pet aerea sono 4, sia per chi arriva, sia per chi parte e anche per chi arriva nei parcheggi Kiss&Go. Non è comunque tutto. Perché l’ultima novità riguarda il il trasporto in cabina di animali oltre gli 8 chilogrammi sui voli commerciali nazionali.

L’Italia, come sottolinea in un documento l’Enac, «ha avviato una fase di sperimentazione finalizzata a consentire il trasporto in cabina passeggeri di cani di taglia media e grande, in condizioni controllate e nel pieno rispetto dei requisiti di sicurezza operativa e della compatibilità con gli altri passeggeri».

Proprio per questo motivo è stata autorizzata una dimostrazione in volo che ha consentito di raccogliere elementi utili alla validazione delle misure operative, alla valutazione dei criteri di compatibilità e alla definizione di procedure affidabili, volte a garantire un trasporto sicuro e rispettoso del benessere animale.

«A oggi abbiamo fatto le linee guida - dice Pierluigi di Palma, presidente dell’Enac, ente nazionale dell’aviazione civile - con cui si stabilisce che possano salire a bordo pet sino a trenta chili. Naturalmente gli operatori devono definire le procedure e portarle alla nostra attenzione». Adesioni? «Sino a oggi a oggi abbiamo avuto un volo dimostrativo di Ita che sta proseguendo nella procedura per commercializzare nella Summer 26 e - argomenta il presidente - analoga iniziativa sta adottando Aeroitalia». Il trasporto degli amici a 4 zampe in cabina avrà comunque limitazioni: «Allo stato il trasporto è garantito sino a 8 pet, due di taglia grande e 6 nel trasportino - argomenta -. È una questione di civiltà perché i dog è parte della famiglia. E il nostro percorso è anche un sfida culturale». Il presidente dell’Enac ricorda che «negli business già vengono portati senza criticità. Negli aerei commerciali hanno l’accesso. Naturalmente noi ci occupiamo delle compagnie italiane che ora si stanno attivando».

Il modello spagnolo: regole non uniformi e aree dedicate nei grandi hub

Se in Italia l’Enac ha avviato una sperimentazione strutturata sul trasporto in cabina di animali di taglia medio-grande, in Spagna il quadro appare più frammentato. Le aree per animali o gli spazi dedicati ai bisogni fisiologici non sono infatti previsti da una normativa statale uniforme, ma dipendono in larga misura dai singoli gestori aeroportuali – Aena nel caso della maggior parte degli scali della rete pubblica.

La legge 7/2023 del 28 marzo sulla protezione dei diritti e del benessere degli animali promuove l’accesso degli animali da compagnia ai mezzi di trasporto, aeroporti inclusi, ma non stabilisce uno standard unico valido per tutto il Paese. Al contrario, Aena mantiene un’esplicita proibizione generale: non è consentito agli animali espletare i propri bisogni all’interno delle aree aeroportuali, salvo negli spazi appositamente attrezzati.

Nei grandi scali – come Adolfo Suárez Madrid-Barajas, Barcellona-El Prat, Palma di Maiorca e Málaga-Costa del Sol – sono state quindi realizzate aree dedicate ai pet, sia nelle zone pubbliche sia, in alcuni casi, oltre i controlli di sicurezza. All’aeroporto Josep Tarradellas Barcelona-El Prat, ad esempio, sono presenti tre aree per cani distribuite tra il Terminal T1 (piani 1 e 3) e il Terminal T2 (piani 0 e 1). Si tratta di spazi all’aperto, con erba naturale, pensati per consentire ai passeggeri di attendere il volo insieme ai propri animali in condizioni più confortevoli. Oltre alle superfici verdi dove i cani possono muoversi liberamente, le aree sono dotate di fontanelle per l’acqua fresca, cestini per la raccolta dei rifiuti, e punti di ancoraggio per legare l’animale in sicurezza.

Sul fronte delle compagnie aeree, vettori come Iberia, Vueling e Air Europa consentono il trasporto in cabina di animali domestici entro determinati limiti di peso, generalmente intorno agli 8 chilogrammi incluso il trasportino. Oltre tale soglia, l’animale deve viaggiare in stiva in un contenitore omologato. Le procedure sono strettamente collegate alle caratteristiche infrastrutturali degli aeroporti: dimensioni compatibili con lo spazio sotto il sedile, autorizzazione preventiva, controlli documentali e ispezioni nei principali hub. Air Europa, ad esempio, in caso di voli in coincidenza a Madrid richiede un tempo minimo di connessione di tre ore per consentire le verifiche documentali e doganali, in particolare nei mesi più caldi (da giugno a settembre). I trasportini devono essere omologati Iata, con ventilazione adeguata, fondo impermeabile e chiusura sicura, in modo da garantire la compatibilità con i sistemi aeroportuali di sicurezza e di gestione dei bagagli.

*Questo articolo rientra nel progetto di giornalismo collaborativo europeo “Pulse”

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