Trasporti

Aeroporti a regia unica in Sardegna, dalla Regione passo avanti

Approvato un documento condiviso con i termini economici e contrattuali. Nella holding gli scali di Cagliari, Alghero e Olbia

di Davide Madeddu

Aeroporto di Olbia Costa Smeralda,   code all’imbarco
 (Imagoeconomica)

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Un altro tassello nel mosaico che porta alla regia unica degli aeroporti della Sardegna. A fare un passo in avanti, questa volta, è la Regione con l’approvazione del documento che contiene i principali termini economici e contrattuali, condivisi da anche da Camera di Commercio di Cagliari, F2i Ligantia S.p.A. e Fondazione di Sardegna e che «regoleranno l’eventuale partecipazione regionale all’operazione».

Obiettivo del progetto, che non prevede una cessione degli aeroporti ma l’integrazione industriale degli scali, è quello di «rafforzare il sistema aeroportuale della Sardegna attraverso la creazione di una holding di coordinamento che permetta agli scali di operare come un unico sistema integrato». Una gestione che dovrebbe avere come effetto anche quello di aumentare le rotte, attrarre investimenti e sostenere lo sviluppo turistico e la mobilità dell’isola. «La presenza pubblica - sottolineano dalla Regione -resta quindi centrale anche nella futura configurazione societaria, con il coinvolgimento della Camera di Commercio e degli altri soci istituzionali».

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L’inizio nel 2023

La vicenda è iniziata nel 2023 con la fusione (disposta con due delibere distinte) di Sogeal (Alghero) per incorporazione in Geasar (Olbia). Delibere poi impugnate dalla precedente amministrazione regionale davanti al Tribunale di Cagliari con procedimento di merito pendente.

A seguire il provvedimento della Camera di commercio di Cagliari e Oristano che, come ricostruisce la delibera della Regione, «ha assunto la deliberazione avente ad oggetto la sottoscrizione da parte di quest’ultima “di un aumento di capitale in Ligantia mediante conferimento in natura della partecipazione detenuta dalla Camera in Sogaer Spa”, al fine di attuare il “progetto di integrazione aeroporti sardi”, attraverso la cessione del pacchetto azionario della Camera di Commercio di Cagliari e Oristano al fondo F2i Ligantia». Delibera impugnata davanti al Tar da Confocommercio sud Sardegna «tutt’ora pendente».

Lo studio

Dalla Regione la decisione di affidare a un advisor per un’analisi multidisciplinare in termini economici, finanziari e giuridici dell’operazione di concentrazione delle compagini azionarie delle società di gestione aeroportuali sarde e per la valutazione delle possibili opzioni alternative». Studio che ha indicato elementi di positività e spianato la strada al documento condiviso con F2i Ligantia S.p.A. e Camera di Commercio di Cagliari Oristano concernente “Integrazione Industriale degli Aeroporti Sardi. Term Sheet –Holding”. «I contenuti del Term Sheet regoleranno l’eventuale partecipazione regionale all’Operazione e ne definiscono in sintesi alcuni elementi fondamentali, sia con riferimento ai diversi passaggi dell’Operazione medesima, sia con riferimento alla disciplina dei rapporti tra i futuri azionisti della Holding (per quanto riguarda, tra le altre cose, la struttura di governance e il trasferimento di partecipazioni nella holding)».

Il resto del percorso da fare

La strada non è ancora finita. Perché dopo il documento politico della Regione mancano gli atti amministrativi che riguardano sia la Regione sia la Camera di Commercio e quindi quanto previsto dal codice civile e dal decreto Madia. In corso d’opera anche i passaggi autorizzativi.

Come l’approvazione da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri «ai sensi della normativa applicabile in materia di golden power», la delibera favorevole dell’AGCM, l’approvazione, da parte del Ministero dei Trasporti, dello schema di patto parasociale tra gli azionisti della Holding, la delibera favorevole della Corte dei Conti «sulla conformità dell’Operazione» e la «delibera favorevole dell’AGCM sulla non esistenza dei presupposti per l’esercizio dei poteri di cui all’art. 21-bis, legge 10 ottobre 1990, n. 287».

Secondo quanto ipotizzato dalla Regione la chiusura dell’intera procedura con «la firma degli accordi vincolanti» è per il 30 settembre 2026, «a condizione che siano soddisfatte le applicabili condizioni previste».

I sindacati favorevoli

Nonostante qualche perplessità e prese di posizione c’è chi guarda positivamente al nuovo corso. «Per come si è evoluto il sistema del trasporto aereo, comparto completamente liberalizzato, non è più rinviabile una regia unica dei tre aeroporti sardi - sottolinea Arnaldo Boeddu segretario generale della Filt trasporti della Cgil - . Di certo non è più eludibile il fatto che superati i cinque milioni di passeggi nell’aeroporto di Cagliari, i tre milioni di quello Costa Smeralda recentemente intitolato al Principe Haga Kan urgono investimenti consistenti. Mettendo in rete ed avendo una unica regia, che non significa affatto privatizzare, la o le società di gestione avrebbero non solo un potere contrattuale più forte con le compagnie ma, potrebbero meglio pianificare i network dei vari territori».

Per Claudia Camedda e Claudia Camedda e Gianluca Langiu della Cisl «l’idea di costruire un sistema aeroportuale integrato può rappresentare una scelta utile se finalizzata a rafforzare il ruolo degli aeroporti sardi, ad aumentare i collegamenti e ad attrarre investimenti. Tuttavia, un’operazione di questa portata non può essere letta esclusivamente come un riassetto societario o finanziario, deve essere prima di tutto un progetto industriale capace di generare sviluppo, qualità del lavoro e crescita equilibrata dei territori».

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