Aero 2026, l’aviazione sostenibile entra nella fase industriale
La fiera record di Friedrichshafen mostra una transizione concreta: batterie, idrogeno e nuovi velivoli ridisegnano il trasporto regionale tra vincoli tecnici e opportunità industriali
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A Friedrichshafen, dove l’aviazione generale continua a riconoscersi ogni primavera, il dato più interessante non è solo la crescita della fiera, ma il suo continuo cambio di passo e di funzione. AERO 2026, leader del suo settore, segna un nuovo record assoluto: si presenta con oltre 860 espositori da circa 50 Paesi, dopo un’edizione 2025 che aveva già superato i 760 espositori e i 32 mila visitatori; numeri che confermano la sua centralità, ma che oggi raccontano soprattutto altro. Questa non è più soltanto la casa storica dell’aviazione leggera, sportiva e da diporto, ma rappresenta ormai con pari peso l’aviazione executive, quella regionale e le piattaforme del futuro. E basta attraversare il quartiere fieristico per capire perché Friedrichshafen resti un luogo unico: da una parte i padiglioni e le taxiway dell’aeroporto, dall’altra parte della pista il Dornier Museum e, poco più in là, l’hangar degli Zeppelin. Qui la storia dell’aviazione non fa da sfondo: convive fisicamente con ciò che prova a sostituirla.
«La risposta dell’industria è stata travolgente», ha dichiarato Tobias Bretzel, show director di AERO. «Questa crescita è il risultato di un lavoro continuo e mirato, costruito nel dialogo costante con chi espone e chi visita».
La business aviation occupa tre padiglioni interi più il Business Aviation Dome nel piazzale esterno, con cinquanta aeromobili in esposizione contro i trenta dell’edizione precedente. Debuttano in Europa la Cessna Citation Ascend di Textron — motori Pratt & Whitney Canada PW545D, avionica Garmin G5000 con autothrottle — e per la prima volta ad AERO anche il Cessna SkyCourier, bimotore turboprop utilitario ad ala alta. In static display anche il Falcon 6X di Dassault, il Global 6500 di Bombardier, il TBM 980 di Daher in prima europea e il Kodiak 900. Piaggio Aerospace, rilevata nel 2025 dal costruttore turco di droni Baykar dopo anni di amministrazione straordinaria e oggi operativa con il nome Baykar Piaggio Aerospace, porta il P180 Avanti EVO. È un passaggio che va oltre la presenza in fiera: segna il ritorno di un marchio storico italiano dentro una nuova logica industriale, in cui velivoli pilotati, sistemi unmanned e integrazione aerospaziale possono tornare a parlarsi.
Presenza italiana particolarmente in evidenza anche grazie a Tecnam, che ad AERO occupa uno degli spazi più rilevanti della manifestazione, abbondantemente oltre i mille metri quadrati. Il costruttore campano, riferimento mondiale nei velivoli a pistoni, conferma una linea industriale fondata su efficienza operativa, consumi contenuti e motorizzazioni evolute — dai Rotax più recenti alle soluzioni diesel per la formazione — con una gamma ampia e competitiva nel panorama internazionale.
L’Hall A7, dedicata all’innovazione, ospita per la prima volta Volocopter con il VoloXPro: eVTOL da 600 chilogrammi di massimo decollo, categoria ultraleggero, prezzo base di 490 mila euro. Volocopter è stata rilevata da Diamond Aircraft nel 2025 dopo la procedura di insolvenza. La certificazione come ultraleggero DULV è attesa entro fine 2026; il VoloCity, air taxi commerciale, punta invece alla certificazione EASA entro la stessa data per avviare le operazioni nel 2027. Nello stesso padiglione c’è anche AURA AERO con il nuovo design dell’ERA, regionale ibrido-elettrico francese da diciannove passeggeri, con una promessa di riduzione fino all’80% delle emissioni di CO2 sulle rotte regionali fino a 1.000 miglia nautiche.









