Aziende

Aeffe, assemblea straordinaria il 1 aprile per ridurre per perdite il capitale sociale

Anticipato l’incontro in programma con gli azionisti: il patrimonio netto risulta diminuito di oltre un terzo del capitale sociale. La procedura di Composizione negoziata della crisi dell’azienda era stata avviata nell’ottobre scorso

di Giulia Crivelli

La sede del gruppo Aeffe a San Giovanni in Marignano (Rimini)

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Cambia ancora la data di convocazione della prossima assemblea del gruppo Aeffe, bloccato da una crisi profonda e impegnato a scongiurare un vero e proprio fallimento o (s)vendita. Secondo il ministero delle Imprese e del made in Italy (Mimit), dove è stato aperto un tavolo di crisi per Aeffe, ci sarebbero diverse proposte, ma i dettagli non si conoscono e alcuni degli oltre 200 licenziamenti richiesti sono già ufficiali.

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Lunedì la società fondata dalla famiglia Ferretti e che ha in portafoglio i marchi Alberta Ferretti, Philosophy, Moschino e Pollini, aveva annunciato due date: il 27 maggio come giorno in cui il cda si sarebbe riunito per approvare la bozza di bilancio civilistico e consolidato al 31 dicembre 2025 e il 29 giugno per l’assemblea per l’approvazione del bilancio civilistico e la nomina degli organi sociali. Date modificate rispetto al precedente calendario finanziario: Aeffe si era avvalsa del maggior termine di 180 giorni previsto dall’articolo 2364 comma 2 del codice civile. L’obiettivo del secondo appuntamento, quello del 29 giugno, era formulare anche «ipotesi sufficientemente solide per un adeguato esercizio di impairment richiesto per la verifica e rappresentazione di dati attendibili e negoziare un piano di ristrutturazione del debito esistente con le banche, anche nel contesto di possibili operazioni straordinarie».

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Ieri una sorpresa: il consiglio di amministrazione di Aeffe ha convocato per il 1° aprile l’assemblea straordinaria dei soci. All’ordine del giorno, si legge nella stringata nota diffusa dalla sede di Aeffe, vicino a Rimini, l’esame della situazione economico-patrimoniale anche ai sensi dell’articolo 2446 del codice civile, che prevede la riduzione del capitale sociale per perdite: il patrimonio netto risulta infatti diminuito di oltre un terzo del capitale sociale.

Il peggioramento dei conti di Aeffe va avanti da circa due anni: nel primo semestre 2025 i ricavi erano scesi a circa 100 milioni, in calo del 27,8% rispetto al 2024, che si era chiuso con una contrazione del 21 per cento. La perdita netta del primo semestre 2025 era stata di 28,5 milioni, a fronte di un indebitamento netto di 170,8 milioni. La procedura di Composizione negoziata della crisi (Cnc) era stata avviata nell’ottobre scorso e il 28 novembre il tribunale di Bologna aveva confermato le misure protettive nei confronti di tutti i creditori per il termine massimo di 120 giorni, con scadenza quindi al 6 febbraio di quest’anno, ma la giudice Antonella Rimondini ha disposto la proroga delle misure protettive e cautelari per ulteriori 120 giorni, che resteranno in essere fino al 6 giugno prossimo.

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