Editoria

Addio a Ulrico Carlo Hoepli, l’ultimo custode della dinastia di libri

Si è spento a Milano a 91 anni Ulrico Carlo Hoepli, quarta generazione della famiglia di librai ed editori

di Andrea Biondi

Carlo Ulrico Hoepli (Imagoeconomica)

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Una coincidenza che rende ancora più difficile liquidare la cosa come semplice cronaca. Ulrico Carlo Hoepli, 91 anni, quarta generazione della dinastia di librai ed editori che ha segnato la storia culturale della città, è morto proprio mentre la libreria di via Hoepli, a due passi dal Duomo, chiude i battenti.

Era stato ricoverato al Policlinico per una polmonite bilaterale, poi trasferito in hospice. Con lui se ne va l’uomo che per decenni ha tenuto insieme memoria, mestiere e orgoglio familiare. Raccontava spesso la storia del fondatore, Ulrico Hoepli, che nel 1930 donò a Milano il Planetario investendo gran parte dei propri risparmi. Ai nipoti preoccupati per la cifra rispose che erano già fortunati: avevano un posto dove lavorare.

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Quel posto, oggi, non c’è quasi più. La libreria ha chiuso definitivamente e il palazzo dovrà essere liberato entro il 30 giugno. Uffici, magazzini, volumi: tutto fuori. È il punto più doloroso di una vicenda precipitata per tensioni familiari e liquidazione, dopo 156 anni di storia.

Ulrico Carlo, padre di Barbara, Giovanni e Matteo, aveva attraversato l’intera parabola del dopoguerra Hoepli. Da ragazzo vide la casa editrice risorgere dopo le bombe che distrussero il magazzino. Poi, negli anni Sessanta, dopo la laurea in giurisprudenza, affiancò il padre nella direzione, sviluppando manualistica e libreria. La chiamava, con concretezza elvetica, «un negozio»: un luogo dove si vendono cose. Libri, appunto. Ma libri fatti bene, belli, curati, quasi artigianali.

Fu anche uomo di istituzioni: consigliere Siae, tesoriere Aie, presidente della federazione europea degli editori. Nel 2001 inaugurò hoepli.it, tra le prime librerie online italiane. Credeva nella tecnologia, ma senza perdere il culto della carta.

Ora resta una partita aperta. Entro il 15 giugno è attesa la proposta della cordata guidata da Vittorio Graziani, storico libraio della Centofiori, per provare a rilanciare l’attività. Condizione essenziale: restare in via Hoepli. Ma l’immobile si sta svuotando e il marchio, con il ramo scolastico, è già finito a Mondadori. Sullo sfondo resta anche la causa con Giovanni Nava, cugino dei tre fratelli Hoepli, titolare del 33% della società.

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