Economia Digitale

Addio a Sora, l’AI video diventa adulta: ora la sfida si sposta su business e filiere professionali

Il passo indietro di OpenAI segna la fine dell’era delle “curiosità” tecnologiche. Da Fiverr a Adobe, nasce un mercato di specialisti: ecco i costi e le strategie dei nuovi protagonisti della produzione generativa, tra avatar, editing avanzato e nodi monetizzazione.

di Alessandro Longo

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

La morte di Sora, appena annunciata da OpenAI, non ci rattristi troppo. È segnale in realtà di maturazione del mercato: OpenAI ormai mira a servizi AI che può monetizzare, sempre più di tipo aziendale (agenti, coding…), e lascia lo spazio del video generativo a chi vuole fare sul serio, con un approccio specialistico. Insomma: fare video con AI smette di essere una curiosità per utenti annoiati e diventa, con chiarezza, un ramo di business. Lo dimostra anche il lancio di AI Video Hub, lanciato a marzo da Fiverr, spazio dedicato a una rosa selezionata di registi e creator specializzati in video fatti con AI, a cui i brand possono commissionare spot, contenuti social e film per brand.

Attorno a questo business nasce una filiera di mestieri diversi. Il primo mestiere è il video generativo vero e proprio: si parte da testo, immagini o reference visuali e si ottiene una clip. Qui i nomi più noti oggi sono Runway, Adobe Firefly, Kling e Pika (al netto di Sora, che sparisce il 26 aprile, almeno nella versione che conosciamo). Il secondo mestiere è la produzione industriale di video parlati, usata per formazione, sales, onboarding, customer care, e localizzazione linguistica. In questa fascia dominano HeyGen e Synthesia, mentre Invideo occupa una posizione intermedia, più vicina alla produzione rapida per marketing e social.

Loading...

Runway resta uno dei riferimenti per chi vuole un ambiente più vicino all’editing e alla prototipazione creativa che non alla semplice generazione da prompt. Il listino ufficiale parte da 12 dollari al mese per lo Standard, sale a 28 per il Pro e a 76 per l’Unlimited con fatturazione annuale. La logica è a crediti. Usato da agenzie, creator e team di contenuto che devono produrre molte varianti e rifinire il video in pipeline.

Adobe Firefly si rivolge a chi vive già nell’ecosistema Creative Cloud. Adobe presenta Firefly come piattaforma per immagini, video, audio e grafica vettoriale, e sul versante video abbina alla generazione delle clip anche text-to-speech, music generator e sound effects generator. Il piano Firefly Standard parte da 11,26 euro al mese.

Tra i più avanzati c’è Google Veo, uno dei pochi a generare nativamente audio insieme al video. È disponibile nei piani Google AI, da 7,99 euro al mese, con un sistema a crediti.

Il cinese Kling si sta ritagliando uno spazio e pure ha un audio nativo (generazione simultanea di immagini e suono in un solo passaggio). Prezzi a partire da 6,99 dollari al mese, ma il costo effettivo dipende da durata, risoluzione e funzioni attivate. È il tipico servizio da usare quando si vuole un video da prompt con resa visiva alta.

Pika presidia un’altra nicchia: contenuti brevi, veloci, spesso più adatti a social e test creativi che a filmati lunghi. Il suo punto distintivo, nelle pagine ufficiali, è Pikaformance, cioè la sincronizzazione espressiva del soggetto con qualsiasi suono: parlare, cantare, recitare. I prezzi partono da 8 dollari al mese con annuale, poi 28 e 76 dollari per i piani superiori.

Chi deve produrre non tanto uno spot, quanto un flusso continuo di video parlati, entra in un altro mercato. HeyGen parte da 29 dollari al mese sul piano Creator e punta su video con avatar, voice cloning, 175 lingue e dialetti, generatori di voice over e traduzione. Synthesia resta il nome più forte nel segmento enterprise. La piattaforma offre un piano gratuito con 10 minuti di video al mese, uno Starter da 18 dollari al mese con fatturazione annuale e un Creator da 89 dollari al mese in mensile

Invideo, infine, è interessante dove servono velocità, template, voice clone e produzione seriale per canali digitali. Il listino ufficiale parte da 25 dollari al mese per il piano Plus, 60 per Max e 200 per Generative. Adatto a chi ha bisogno di una “fabbrica” di creatività, script e adattamenti.

Molto apprezzato è infine DaVinci, una suite di montaggio e post-produzione che usa diversi modelli; gratis nella versione base.

Dove mettere i video dopo averli fatti? L’annuncio Fiverr mostra che anche questa dimensione sta crescendo. Youtube, Instagram e TikTok hanno le braccia aperte ai video fatti con l’AI, ma chiedono di etichettarli come tali quando sono realistici. Se li giudicano poco originali e troppo seriali, però, potrebbero bloccarne la monetizzazione.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti