Scuola

Addio alla geostoria e l’AI “entra” nella matematica, ecco i nuovi programmi per i licei

Pubblicato il testo licenziato dalla commissione ministeriale: filosofia anche “scritta”, più lettura dei testi classici e spazio all’educazione alle relazioni.

di Eugenio Bruno e Claudio Tucci

 Alamy Stock Photo

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

Addio alla Geostoria: al primo biennio Storia e Geografia tornano discipline distinte, ciascuna con la propria specificità metodologica e, per la Geografia, con manuali propri. Cambia anche la matematica, che avrà anche il compito di fornire i concetti e il linguaggio che stanno alla base dei sistemi di AI. Intelligenza artificiale che entra nei licei, e la filosofia si apre anche ai temi “scritti”. Sono alcune delle novità contenute nelle indicazioni nazionali per i licei, fortemente volute dal ministro Giuseppe Valditara, redatte dalla commissione di esperti e da oggi, 22 aprile, oggetto di una ampia consultazione pubblica. Dal ministero fanno sapere che «non si tratta di una semplice revisione di programmi: è un ripensamento strutturale della funzione formativa del Liceo, del rapporto tra discipline e tra scuola e società». Vediamo nel dettaglio le principali novità.

Addio alla Geostoria

Come detto, la Geografia recupera la sua autonomia scientifica e torna a formare cittadini capaci di orientarsi nella complessità del mondo contemporaneo. La Storia, invece, estende il proprio arco temporale fino alla svolta cinese e ai nuovi equilibri geopolitici, con una scansione che dal nucleo euro-occidentale si apre progressivamente ai nuovi scenari globali.

Loading...

Come cambia la matematica

Le nuove Indicazioni di matematica non si limitano a riordinare i nuclei tematici: propongono un ripensamento profondo della disciplina come esperienza intellettuale. Tra le novità principali, l’errore è riconosciuto come parte integrante del lavoro intellettuale, momento fecondo da attraversare con consapevolezza, non stigma da evitare. Per la prima volta, le Indicazioni trattano esplicitamente il tema dell’intelligenza artificiale, affidando alla matematica il compito di fornire i concetti e il linguaggio che stanno alla base dei sistemi di AI. Il quinto anno introduce poi uno spazio strutturato di approfondimento in cui lo studente connette la matematica alla scienza, alla storia delle idee o ai propri interessi personali. Un’apertura interdisciplinare e alla storia del pensiero matematico che riposiziona la disciplina: non più torre d’avorio, ma sistema di idee in dialogo con tutti gli ambiti del sapere.

L’intelligenza artificiale

In attuazione della legge 132/2025 e dell’AI Act europeo, l’intelligenza artificiale entra nei Licei non come oggetto di fascinazione tecnologica, ma come territorio critico da governare. Gli studenti dovranno imparare a usarla consapevolmente, ma anche a interrogarla, a riconoscerne i limiti, a tutelarne i confini rispetto alla propria libertà intellettuale. Il pensiero matematico e il pensiero critico diventano le due leve attraverso cui la scuola presidia l’autonomia del soggetto nell’era degli algoritmi.

Letteratura: leggere per capire se stessi

Il rilancio della lettura come pratica identitaria è un altro dei fili rossi delle nuove Indicazioni. Lo scopo dell’insegnamento letterario è che gli studenti prendano gusto alla lettura, e che da ciò che leggono ricavino strumenti per capire meglio se stessi e il mondo. Una formulazione semplice, quasi disarmante, ma di grande densità pedagogica, scrive il ministero. La letteratura del passato è presentata come specchio dell’esperienza umana da mettere in relazione con quella ancora acerba degli studenti. Leggere i classici non è un atto di deferenza verso il canone: è un modo per capire da dove si viene, cosa si pensa, cosa si desidera.

La filosofia anche scritta

La Filosofia nei Licei assume una doppia caratterizzazione. Da un lato è pratica concreta, esercizio di riflessione, interrogazione, giudizio, argomentazione. Dall’altro consegna un sapere storico e teorico, una tradizione di autori e testi da conoscere e approfondire. Le due dimensioni non si escludono: si integrano nella formazione di studenti capaci di argomentare una tesi anche in forma scritta, di riconoscere la diversità dei metodi con cui la ragione giunge a conoscere il mondo. Un approccio, spiega una nota del ministero, che richiede ai docenti di uscire dalla comodità del commento storiografico per entrare nella dimensione del laboratorio del pensiero, dove l’errore, l’incertezza e il conflitto tra posizioni diverse diventano risorse e non ostacoli.

Educare alle relazioni

Un’altra novità è l’educazione alla relazioni. Qui ci si muove in continuità con la scuola del primo ciclo. Anche i Licei dovranno dedicare ampio spazio all’educazione emotiva e relazionale così come al contrasto di ogni forma di violenza e di discriminazione.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter Scuola+

La newsletter premium dedicata al mondo della scuola con approfondimenti normativi, analisi e guide operative

Abbonati