Lutto

Addio a Antonio Bonollo, terza generazione in distilleria

L’azienda è ancora saldamente in mano alla famniglia; in provincia di Padova due stabilimenti a Conselve e Mestrino

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E’ scomparso Antonio Bonollo, terza generazione della famiglia e pilastro nella storia della distilleria di cui era Consigliere d’amministrazione, le Distillerie Bonollo Umberto, azienda ultracentenaria padovana.

Conosciuto da tutti come “Tonino”, Antonio Bonollo, sempre sostenuto dalla moglie Luciana, ha dedicato oltre 70 anni all’arte distillatoria: «Lascia oggi la sua eredità di impegno e passione al figlio Luigi e alle figlie Anna e Laura che sono parte della IV generazione di famiglia», spiegano in azienda, dove lo ricordano come «maestro distillatore di eccezionale talento e uomo di straordinaria energia, Tonino era sempre presente in azienda, lavorando a stretto contatto con tutte le persone: la sua filosofia era che l’azienda dovesse essere trattata come una famiglia, un principio che ha ispirato e motivato intere generazioni di lavoratori e collaboratori».

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Instancabile il suo impegno e la sua dedizione al lavoro tra gli alambicchi con l’obiettivo di elevare la qualità dei distillati Bonollo; cruciale fu il suo perfezionamento della tecnica di doppia distillazione messa in atto in un’ottica pioneristica assieme ai fratelli Giuseppe, Dario, Amedeo e Bruno già a partire dagli anni ’70 del secolo scorso.

Forte della passione per il far grappa, ereditata dal nonno Giuseppe, fondatore dell’azienda, «ha sempre saputo valorizzare il meglio della tradizione aguzzando l’ingegno e puntando all’innovazione. Tonino ha giocato un ruolo cruciale nello sviluppo della distilleria di Conselve contribuendo alla creazione del moderno Sistema Unico Bonollo che, unendo expertise ultracentenaria e innovazione, abbraccia la gestione di tutte le fasi del processo: dalla selezione della vinaccia alla distillazione flessibile, che consente di ottenere acquaviti di ineguagliabile carattere sensoriale, giungendo sino alla valorizzazione dei sottoprodotti in ottica di piena economia circolare».

I funerali si svolgeranno sabato 29 giugno alle ore 10:30 nella Chiesa di Mestrino (PD).

L’economia circolare

Oggi ancora saldamente in mano alla famiglia con la quarta generazione; la base è nella provincia di Padova con due stabilimenti: la distilleria di Conselve e la sede di Mestrino. Il fatturato 2022 delle Distillerie Bonollo Umberto è di 73 milioni di euro, in crescita rispetto al 2021 (65 milioni).

Centrale è la scelta di una concreta economia circolare. Nel processo di lavorazione le materie prime giungono in distilleria – ottenute in cantina a seguito dalla produzione del vino - ancora ricche d’aromi e di profumi . La vinaccia esausta, ovvero esaurita del suo potenziale alcolico e aromatico, dopo l’ottenimento della grappa, viene impiegata per ricavare diversio componenti, come il tartrato di calcio di origine naturale, il sale utilizzato per ottenere l’acido tartarico, utilizzato in enologia, nell’industria alimentare e nel settore farmaceutico, ma anche biomassa ottenuta dalla macinazione delle buccette d’uva essiccate che, essendo ricche di cellulosa e sostanze nutrizionali, vengono destinate alla produzione dei mangimi animali e in parte all’alimentazione delle caldaie aziendali al fine di ottenere il vapore per distillare e il calore per essiccare la vinaccia stessa, evitando così l’impiego dei combustibili di origine fossile. Ancora, dai vinaccioli si ottiene l’omonimo olio alimentare che ha particolari caratteristiche dietetiche.

Grazie a questa visione, Distillerie Bonollo Umberto di Padova e Italgas hanno inaugurato il primo impianto in Italia di produzione di biometano in una distilleria di grappa, collegato alla rete di distribuzione di Italgas.

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