In fiera

Ad Art Dusseldorf l’arte tedesca tra moderno e contemporaneo

E’ stata la più ampia edizione di sempre con 119 espositori, di cui 32 nuove gallerie

di Riccarda Mandrini

«2025» di Regine Schumann, colormirror satin pastel pink hidden glow yellow and green, fluorescent and luminescent acrylic glass, 50 x 50 x 20 cm  Courtesy Dep Art Gallery

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La città tedesca di Dusseldorf vanta una storia rilevante in termini di storia dell’arte moderna. Alla Kunstakademie di Dusseldorf si sono formati una generazione di artisti concettuali tra i più importanti della seconda metà del ‘900, Gerhard Richter, Joseph Beuys, Anselm Kiefer, Andreas Gursky, Thomas Struth, Sigmar Polke, Katharina Fritsch, Rosemarie Trockel e i fratelli Achenbach. Una tradizione quella delle Accademie d’Arte pubbliche tedesche che non smette di attrarre studenti da diversi paesi e offrire una formazione di alto livello che diventa valore aggiunto per i giovani artisti nel momento della ricerca di una galleria che li rappresenta.

E Art Dusseldorf è intrinsecamente parte di questa storia, una fiera tedesca come essenza, dove le gallerie in ampia percentuale hanno scelto di presentare i loro artisti tedeschi, con un buon bilanciamento tra moderno e contemporaneo. La fiera quest’anno ha inaugurato dal 17 al 19 aprile la sua più ampia edizione di sempre con 119 gli espositori, 32 le nuove gallerie, di cui 10 hanno scelto la Main section che contava un totale di 65 presenze. “Le gallerie hanno creduto nel nostro progetto di fiera, Dusseldorf è sempre più una città rilevante in termini di arte contemporanea” riferisce Walter Gehlen, direttore della fiera sin dall’inizio.

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«2025», di Regine Schumann, colormirror rainbow orange sunshine, fluorescent acrylic glass, 75 x 165 x 10 cm

Le opere proposte degli artisti tedeschi

Nell’ampio stand di RUTTKOWSKI; 68 (Dusseldorf, Cologne, Bochum, Paris, New York) è stata molta l’attenzione per le opere di Stefan Strumbel (1979), artista self-taught che vive nella foresta nera e lavora con gli elementi naturali del territorio, sia con il medium della scultura sia con la pittura. Il range di prezzo va da 10 mila euro per le opere di piccolo taglio fino a 500 mila euro per le sculture installative di grandi dimensioni.

Discorso analogo per Philip Emde (1976), artista che colleziona pupazzi di peluche di ogni tipo con particolare interesse per quelli usati, in modo tale che portino con sé un vissuto e l’esperienza umana della persona che li ha posseduti. I pupazzi e le loro storie diventano quindi l’oggetto delle sue tele, il cui prezzo ha un range di mille euro per le piccole opere, fino a 50 mila per quelle di taglio superiore. Quasi scontato l’interesse per i lavori di Meuser. Nato a Essen nel 1947, l’artista aveva studiato alla Kunstakademie negli anni ’70 dove fu allievo di Joseph Beuys. Le sue opere sono spesso realizzate nell’ottica di una rivisitazione dei rifiuti materiali lasciati dall’industrializzazione, in particolare nell’area industriale della nord della Germania. Prezzi, su richiesta.

Nosbaum Reding con sede a Luxembourg e Brussels ha proposto le sculture lignee di Stephan Balkenhol (1957), con un range di prezzo a partire da 25 mila euro. Confermato l’interesse per i dipinti astratti in resina colorata dell’artista mid-career Peter Zimmerman (1956): i prezzi, dai 10 mila euro per le tele di piccola taglia fino a 25 mila euro. Le tele di Peter Zimmerman sono parte della collezione di Unicredit Art Collection. La galleria sottolinea anche l’interesse per le tele della giovane artista tedesca di origini portoghesi Melanie Loureiro (1994), formatasi alla Kunstakademie di Dusseldorf.

“POLI and TICS”, 2024 di Philip Emde, acrylic on canvas, framed, unique (200.00 x 140.00 cm). (Photo: Courtesy of Ruttkowski;68)

Buchmann Gallery di Berlino riferisce “il buon posizionamento sul mercato, soprattutto europeo, per il lavoro degli artisti tedeschi e sempre di più per le artiste tedesche”. Cita l’opera della scultrice Bettina Pousttchi (1979) che espone da anni a livello internazionale, dall’Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, alla Phillips Collection in Washington DC, al Nasher Sculpture Center a Dallas, mentre «Vertical Highway V03», realizzato con i guardrail di riuso è esposto al Rockfeller Center. Nello stand anche le opere fotografiche di Anna Blume (1936–2020) e Bernhard Blume (1937–2011). Gli artisti si incontrarono alla Kunstakademie di Dusseldorf alla metà degli anni ’70, insieme diedero avvio a una lunga carriera che li ha visti esporre al MoMa di New York, all’Hamburger Bahnhof a Berlino e al Centre Pompidou di Parigi. Non ha dubbi il gallerista di Vienna Thomas Krinzinger, anch’egli riconferma l’interesse per gli artisti mid-career tedeschi e per i giovani artisti tedeschi in area europea.

In esposizione le tele di Jonathan Meese (1970) intrise di rimandi al mondo fantastico ed iperrealistico. Messe nel 2001 aveva esposto alla Biennale di Venezia e l’anno successivo a Documenta. Thomas Krinzinger ci mostra anche i dipinti di Secundino Hernandez artista madrileno, che ha studiato e vissuto in Germania, definito come uno dei pittori più promettenti della sua generazione. I prezzi delle opere per entrambi gli artisti sono su riserva.

Artisti tedeschi mid-career e contemporanei nello stand di Galerie Lohr, di Moenchengladbach, proposti in una varietà di media. Apprezzate le opere fotografiche di Anett Stuth (1965), così come le sculture monocrome in resina colorata di Dirk Salz (1962) e le sculture in metallo ispirate alla natura di Paul Diestel (1996). Prezzi su richiesta.

Artist: Meuser. Title: Große Rote. Year: 2025. Materials: Steel, paint. (Photo Credits: Kai Werner Schmidt)

Si è conferma vincente la scelta di Antonio Addamiano, gallerista di Dep Art (Milano) che per la sua prima partecipazione ad Art Dusseldorf ha scelto proporre un dialogo tra le opere in acrylic glass fluorescente dell’artista tedesca Regine Schumann (1961) e il pittore italiano Salvo (1947-2015). Vendute cinque opere di Schumann con un range di prezzo dagli 8 mila ai 10 mila euro e una tela di Salvo per 48 mila euro.

Studio G 7 (Bologna) ha scelto di tornare in fiera con una selezione di opere di artisti italiani, tra cui Paola di Pietri, Daniela Comani, Iacopo Mazzonelli, tutte sold out. Cedute le opere di Ulrich Erben (1940), artista già molto noto, presente a Documenta nel 1976 e professore per oltre vent’anni alla Accademia d’arte di Munster. Erben nel suo lavoro esplora il tema del colore e della luce e la loro reciproca influenza, sia all’interno dell’opera d’arte che nell’interazione con l’ambiente circostante. Il range di prezzo, dai 15 mila ai 50 mila euro per le opere di grandi dimensioni.

La riuscita di Art Dusseldorf si deve a diversi fattori, certamente un’accurata scelte delle gallerie e degli artisti presenti, un programma collaterale di eventi ben curato che include la visita ai diversi musei e fondazioni della città, ma soprattutto il merito va ai collezionisti della fiera ‘educati’ ad un dialogo aperto con l’arte tedesca e non solo.

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