Accordo Ue-India, dai formaggi, ai dolci, al vino: quali prodotti italiani possono beneficiarne e quali no
Con l’accordo commerciale possono aprirsi grandi opportunità per il settore agroalimentare made in Italy, ma non per tutti i settori
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Con l’accordo commerciale Ue-India possono aprirsi grandi opportunità per il settore agroalimentare made in Italy, ma non per tutti i settori. Alcune tipologie di produzioni saranno infatti avvantaggiate dall’apertura di uno dei più grandi mercati al mondo (con 1,4 miliardi di abitanti) ma altre invece difficilmente otterranno benefici.
La popolazione indiana è sostanzialmente vegetariana e pertanto tra i settori che difficilmente beneficeranno dell’apertura delle frontiere ce ne sono due che sono veri e propri fiori all’occhiello del made in Italy alimentare. Fuori gioco sono, ad esempio, i salumi italiani che non riusciranno a farsi largo sulle tavole degli indiani neanche con un azzeramento dei dazi all’ingresso su quel mercato.
Allo stesso modo non ci saranno grandi opportunità per il comparto lattiero caseario. Non perché gli indiani siano contrari al latte (anzi l’India è uno dei maggiori produttori mondiali) ma per l’avversione o meglio il vero e proprio divieto di uso di caglio animale. Aspetto che mette fuori gioco i formaggi made in Italy.
Fin qui le note dolenti. Ma dall’intesa sono previste anche grandi opportunità. Si potrebbero aprire infatti significative chance di mercato per l’olio d’oliva anche se c’è un enorme lavoro di avvicinamento al consumo per persone che difficilmente hanno avuto finora contatti con il principe della Dieta Mediterranea.
Allo stesso modo grandi spazi si possono aprire per il comparto dolciario e dei prodotti da forno. Categoria che vanta oggi veri e propri appassionati in tutto il mondo e che ha tutte le carte in regola per fare breccia anche nei palati dei consumatori indiani.









