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Accordo fra Comune e Rai: il Festival resta a Sanremo

Raggiunto l’accordo che mette fine a mesi di incertezze e trattative, anche tese, tra le parti

di Andrea Biondi

3' di lettura

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La storia continua: l’Ariston può rimettere l’abito della festa e Sanremo resta la città del Festival.

«Dopo due giorni di proficuo e intenso lavoro, è stato raggiunto l’accordo tra Comune di Sanremo e Rai nell’ambito della fase negoziale relativa alla manifestazione d’interesse finalizzata all’individuazione del partner per l’organizzazione e la trasmissione del Festival della Canzone Italiana, che resta dunque nella Città dei Fiori», ha annunciato con una nota Viale Mazzini.

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Per gli spettatori poteva risultare difficile immaginare davvero un Festival senza Sanremo, eppure l’ipotesi è stata più concreta del previsto. Il braccio di ferro è stato duro, con più di un momento in cui sembrava inevitabile un addio. Eppure, all’ultimo metro, è arrivato il compromesso: l’accordo è chiuso. Rai e Comune hanno firmato un’intesa che garantirà al Festival di restare dov’è nato, in quel teatro che è diventato da decenni un pezzo d’arredo della cultura pop italiana.

Una trattativa non banale, e non scontata. La Rai, con la sicurezza di chi ha da subito ritenuto di avere il coltello della kermesse dalla parte del manico, lasciava trapelare che sì, in fondo si può fare anche altrove. Sanremo, invece, ricordava che non si può fare Sanremo senza Sanremo: il brand coincide con il luogo, come Champagne o Parmigiano. Spostarlo lo avrebbe fatto diventare un’altra cosa.

È stato un tira e molla di mesi, punteggiato da sospiri e minacce velate. Poi, all’improvviso, la quadra con l’accordo e un matrimonio che non si scioglie. L’Ariston, teatro minuscolo e sovraccarico, continuerà a reggere l’improbabile peso del rito pop più seguito del Paese.

Si conclude così una vicenda iniziata con il bando per l’organizzazione del Festival – a partire dal 2026 e per un triennio con la possibilità di estenderlo per altri due anni – messo a punto dal Comune di Sanremo in risposta a una sentenza del Tar Liguria di fine 2024, confermata dal Consiglio di Stato a fine maggio,che aveva imposto la gara pubblica per l’assegnazione dei marchi connessi al Festival giudicando illegittimo l’affidamento diretto alla Rai per le edizioni 2024-2025. Contro il bando ha fatto ricorso quella Just Entertainment che ha vinto al Tar lo scorso anno. Il ricorso cautelare è stato bocciato dal Tar Liguria che però ha spostato la decisione all’udienza di merito, il prossimo 17 ottobre.

A quanto risulta al Sole 24 Ore l’accordo raggiunto da Rai e Comune di Sanremo è quindi valido per tre anni, con un’opzione per i due anni successivi. E l’intesa è stata raggiunta all’esito di due giorni di riunioni andate in scena a palazzo Bellevue, sede dell’ente locale, che ha visto protagonisti sia i rappresentanti dell’amministrazione sanremese (capeggiati dal sindaco Alessandro Mager) che una delegazione di alto livello della Rai, guidata dal direttore del Prime time, Williams Di Liberatore. Sulla parte economica, la quadra sarebbe stata trovata - ma già da tempo - sulle richieste messe nero su bianco dal Comune di Sanremo nel bando: 6,5 milioni all’anno con in aggiunta l’1% degli introiti pubblicitari. A rischiare di far saltare il tavolo è stata la trattativa sulla titolarità del format. Sul punto la Rai si è mostrata intransigente. E alla fine l’avrebbe spuntata con il Comune che terrà per sé la proprietà del marchio “Festival della canzone italiana”.

La fumata bianca, di fatto, dà ora il via alla macchina organizzativa della prossima edizione, che vedrà Carlo Conti ancora una volta nel ruolo di direttore artistico e si svolgerà un po’ più tardi del solito: dal 24 al 28 febbraio, per evitare accavallamenti con le Olimpiadi di Milano-Cortina (che termineranno il 22 febbraio) e con le successive Paralimpiadi (in programma dal 6 marzo).

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