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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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È arrivato ieri in serata il perfezionato del closing dell’operazione con cui Techbau New Living ha acquisito da AbitareIn la totalità del capitale di 14 società veicolo titolari di altrettanti progetti residenziali, prevalentemente a Milano e uno a Firenze. Si conclude così una delle operazioni più rilevanti degli ultimi mesi nel mercato immobiliare italiano, annunciata lo scorso giugno e destinata a ridisegnare il perimetro operativo del developer quotato.
Il valore complessivo dell’operazione (enterprise value) è di 141,1 milioni di euro, in incremento di 5,8 milioni rispetto a quello stabilito in sede di contratto preliminare, in considerazione del perfezionamento di un nuovo rogito. L’operazione arriva dopo il via libera, seppur non vincolante, espresso dall’assemblea degli azionisti di AbitareIn, che aveva approvato la cessione delle società veicolo interessate. Si tratta di iniziative immobiliari per circa 164mila metri quadrati complessivi, tutte accomunate dall’assenza dei necessari titoli autorizzativi per l’avvio dei cantieri, conseguenza dello stallo che dei circa tre anni interessa l’urbanistica milanese.
Il contratto sottoscritto tra le parti prevede un corrispettivo ad AbitareIn provvisorio di 101,3 milioni di euro. Di questi, 8 milioni sono stati versati a titolo di caparra alla firma dell’accordo, 50,8 milioni vengono corrisposti al closing, mentre i restanti 42,5 milioni saranno pagati entro il 9 settembre 2027. Per l’operazione Banco Bpm ha stanziato un plafond complessivo di 123 milioni a favore di Techbau per supportare l’accordo strategico sottoscritto. Il finanziamento ha previsto la concessione di una prima tranche, unitamente al rilascio di un credito di firma a garanzia della seconda tranche, il cui pagamento è previsto per settembre 2027.
Con il closing si chiude un passaggio strategico che rappresenta una risposta diretta al profondo cambiamento del mercato dello sviluppo residenziale milanese. A giugno AbitareIn aveva spiegato che la decisione nasceva dal «perdurante rallentamento del ciclo autorizzativo urbanistico nel Comune di Milano», una situazione che la società non considera più una fase congiunturale ma un mutamento strutturale delle condizioni operative del settore, aggravato dalle incertezze legate al dibattito nazionale sulla rigenerazione urbana. La paralisi delle autorizzazioni edilizie ha infatti reso imprevedibili i tempi di sviluppo di numerose iniziative immobiliari, costringendo gli operatori a sostenere costi di mantenimento – dagli interessi finanziari alla gestione delle aree fino alle attività progettuali – senza alcuna certezza sull’avvio dei cantieri. Un contesto che, secondo la società, rendeva ormai insostenibile mantenere nel proprio perimetro un portafoglio così ampio di progetti privi di autorizzazione.
L’ultima semestrale del gruppo, relativa ai primi sei mesi dell’esercizio 2025-2026, aveva evidenziato ricavi in calo a 41,1 milioni di euro (da 63,7 milioni), un Ebitda sostanzialmente stabile a 6,7 milioni (da 6,5 milioni) e un utile netto di 433mila euro (da 1,09 milioni). Al 31 marzo 2026 la posizione finanziaria netta era negativa per 158,7 milioni di euro, in aumento rispetto ai 150,8 milioni di fine settembre 2025, mentre la società aveva precisato che il debito netto era già sceso a circa 139 milioni alla data di approvazione dei conti.
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