«A2A, il nuovo piano punta sui data center:investimenti da 1,6 mld»
Intervista all’amministratore delegato di A2A, Renato Mazzoncini: «Vogliamo ragionare in un’ottica europea nelle due filiere in cui ci sentiamo più forti: ambiente e rinnovabili»
di Cheo Condina
5' di lettura
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Il pezzo forte del nuovo piano al 2035? «Giochiamo seriamente la partita sui data center, prevedendo investimenti per 1,6 miliardi, sia come energy partner sia come sviluppatore diretto». L’apertura all’estero? «Vogliamo ragionare in un’ottica europea nelle due filiere in cui ci sentiamo più forti: ambiente e rinnovabili». L’eventuale apertura a soci finanziari di singoli business? «Abbiamo aumentato a 23 miliardi gli investimenti complessivi al 2035, tutti finanziati con i nostri flussi di cassa e con un debito a fine piano previsto a 2,4 volte sull’Ebitda: considereremo le eventuali minoranze per fare qualcosa di più». A2A ha presentato l’aggiornamento del nuovo piano decennale, che vede al 2035 un Ebitda di 3,6 miliardi e un utile netto ordinario di 1,1 miliardi: secondo il Ceo Renato Mazzoncini è un passaggio chiave per mettere a frutto gli sforzi fatti in questi anni sul fronte dell’elettrificazione, «che ora è finalmente arrivata e potrà aumentare i consumi di 80 TWh l’anno equamente suddivisi tra data center e mobilità elettrica». Approvati, anche i conti dei nove mesi con un Ebitda in calo del 4% a 1,729 miliardi, un utile netto di 581 milioni e la conferma dei target di fine anno.
In sintesi, il nuovo piano di A2A prevede il rafforzamento degli obiettivi industriali, in coerenza con la crescita attesa della domanda di energia elettrica. Al via un nuovo posizionamento nel segmento dei data center, valorizzando le competenze distintive in ambito energetico, nonchè l'apertura a opportunità di investimento in mercati europei. In agenda anche la conferma della politica di remunerazione degli azionisti e il presidio della solidità finanziaria per il mantenimento delle metriche di rating; in parallelo proseguono le iniziative di transizione sostenibile e competitiva verso l’obiettivo di Net Zero al 2050. Tradotto in numeri: salgono a 23 miliardi di euro gli investimenti nel periodo 2024-35, di cui 16 per la Transizione Energetica e 7 per l’Economia Circolare. Il target per l'Ebitda è fissato a 2,4 miliardi al 2028 e 3,6 miliardi di euro al 2035, mentre l'utile netto ordinario è visto a 0,7 miliardi nel 2028 e superiore a 1,1 miliardi al 2035. Il rapporto tra posizione finanziaria netta ed Ebitda è stimato sempre sotto 2,8 volte in arco piano. Confermato infine l’impegno del gruppo a mantenere l’attuale rating creditizio.
Ingegner Mazzoncini, che ruolo prevedete potrà giocare A2A nello sviluppo dei data center?
A2A è fortemente radicata in Lombardia e a Milano, dove le domande di connessione stanno toccando livelli record. Siamo al posto giusto nel momento giusto, anche grazie al maxi acquisto di reti elettriche da Enel e i nostri scenari, seppur prudenti, ci indicano un forte aumento dei consumi di elettricità. A questo trend A2A vuole partecipare in due modi. Da una parte come energy partner perché possiamo offrire ai nostri interlocutori sui data center abilitazioni cruciali come l’allacciamento alla rete elettrica, il teleriscaldamento, la gestione dell’acqua e la vendita dell’energia, proponendo una soluzione “locale” che riduce i costi, anche grazie ai contratti Ppa. Dall’altra parte vogliamo diventare sviluppatori diretti di data center e abbiamo già diverse richieste di collaborazione al proposito. Anche in Puglia e Sicilia, dove passano importanti cavi Internet sottomarini, vediamo opportunità interessanti.
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