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A2A: per la prima volta l’energia da rinnovabili supera le fonti fossili

Nel primo trimestre 2023 la generazione ha registrato una marginalità lorda di quasi 300 milioni (+66%) grazie a volumi idroelettrici raddoppiati (+104%) come conseguenza delle precipitazioni nevose e piovose record

di Cheo Condina

2' di lettura

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A2A chiude il primo trimestre con un utile netto record di 294 milioni (+70%) e un margine operativo lordo oltre 700 milioni (+40%): numeri che permettono al gruppo controllato dai Comuni di Milano e di Brescia di alzare la guidance 2024 alla forchetta 650-670 milioni per i profitti netti ordinari e 2,08-2,12 miliardi per l’Ebitda.

Ciò mentre la base clienti retail sale di 454mila unità, gli investimenti restano stabili a 220 milioni e la posizione finanziaria netta si attesta a 4,75 miliardi (il rapporto con il mol si è così ridotto a 2,2 volte).

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Volumi idroelettrici raddoppiati

A spingere i conti principalmente due filiere: la generazione, che ha registrato una marginalità lorda di quasi 300 milioni (+66%) grazie a volumi idroelettrici raddoppiati (+104%) come conseguenza delle precipitazioni nevose e piovose record, e la componente mercato, in parole povere la vendita di elettricità e gas, balzata a 135 milioni (+81%) di margini.

Un trend osservato anche in altre grandi utility italiane esposte su questi due segmenti di business, a partire da Enel ed Edison, e che ha portato i numeri di A2A su livelli mai visti in passato: basti pensare che, fino a una decina di anni fa, un utile netto di quasi 300 milioni era il bottino di un intero esercizio.

Calo dei prezzi energetici

Poco indicativo, in questo senso – ormai dalla guerra in Ucraina in poi per tutto il comparto energy – guardare i ricavi, che nel periodo per A2A sono scesi del 33% a 3,42 miliardi: una variazione riconducibile, sottolinea la società, per oltre il 90% al calo dei prezzi energetici e in misura molto contenuta ai minori volumi venduti ed intermediati sui mercati all’ingrosso.

«Il calo dei ricavi è una buona notizia per i clienti – ha osservato il Ceo Renato Mazzoncini – lato nostro, pur in uno scenario di decremento dei prezzi dell’energia, continua la crescita dell’azienda che si conferma robusta e di valore».

Rinnovabili superano fonti fossili

Inoltre, ha aggiunto il manager, che quest’anno prevede investimenti complessivi per 1,4 miliardi, nel primo trimestre «per la prima volta nella storia di A2A, la produzione di energia rinnovabile, che per noi vuol dire idroelettrico, eolico e fotovoltaico, ha superato la produzione da fonti fossili che per noi sono le centrali a gas».

Il 14 maggio, in concomitanza con la presentazione della trimestrale, il titolo ha chiuso in rialzo dello 0,5% a 1,97 euro, il 13% in più dall’acquisto delle reti Enel in Lombardia di inizio marzo, su cui alcuni operatori inizialmente apparivano scettici.

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