Cina-Taiwan, duello in Africa: il caso eSwatini e la politica dei dazi zero
dal nostro corrispondente Alberto Magnani
di Cheo Condina
3' di lettura
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L'auto elettrica va da sola dal cliente, che la ha chiamata e la può guidare fino al luogo desiderato. Poi, sempre autonomamente, con una velocità di circa 30 kmh, la vettura riparte verso un nuovo utente o verso la stazione di ricarica più vicina, dove può fare il pieno senza spine ovvero per “induzione”.
A2A, insieme al Politecnico di Milano e al Most (Centro Nazionale per la Mobiità Sostenibile), muove un primo passo verso il car sharing del futuro con un esperimento che parte da Brescia, sede del gruppo energetico guidato da Renato Mazzoncini e città all’avanguardia sul fronte della transizione green e della circolarità.
L’obiettivo è rispondere alle sfide della decarbonizzazione delle città, contribuendo alla riduzione del traffico e alla sostenibilità ambientale. Le evidenze empiriche, al proposito, non mancano. Uno studio dell’Mit, per esempio, ha evidenziato come l’utilizzo della guida utonoma dimezzerebbe – a parità di viaggi – il numero di veicoli che ogni giorno entrano a Manhattan. Altre ricerche hanno rivelato come le auto vengano utilizzate in media solo 70 minuti al giorno, restando inattive per il 95% del tempo. Inoltre, in Europa, percorrono mediamente solo 10mila chilometri l’anno. Ecco perché bisogna adottare nuovi modelli per una mobilità urbana più efficace e sostenibile.
A Brescia è stato compiuto il primo importante passo in questa direzione: una Fiat 500 elettrica ha percorso il suo primo chilometro in modalità di guida totalmente autonoma, dando il via a una sperimentazione innovativa. L’obiettivo è ridefinire il concetto di auto condivisa: l’utente non dovrà più raggiungere il veicolo e gli operatori non avranno più bisogno di un elevato numero di auto per rendere capillare il servizio. Per la prima volta in Italia viene avviata una serie di test su strade aperte al traffico, in modo da analizzare l’interazione tra questa tipologia di vettura e la complessità della mobilità di una città. Con questa sperimentazione – sintetizza una nota - A2A, Politecnico di Milano e MOST intendono sviluppare un modello di car sharing unico in Europa. Il progetto unisce le potenzialità dell’auto elettrica a quelle della guida autonoma, proponendo un nuovo paradigma di mobilità urbana, riducendo il numero di auto circolanti in città e trasformando il servizio in un’esperienza più pratica e agevole.
«Crediamo che il progetto presentato oggi a Brescia rappresenti un passo importante nella definizione della mobilità urbana del futuro. Le potenzialità della guida autonoma combinate a quelle del car sharing, possono favorire l’efficientamento degli spostamenti, la fluidità del traffico, un trasporto più sicuro e sostenibile e un progresso nella decarbonizzazione delle città – ha detto il Ceo di A2A Renato Mazzoncini - Nei centri urbani italiani vive oltre il 70% della popolazione, percentuale destinata a superare l’80% nei prossimi anni. Per una Life Company come A2A è dunque importante studiare soluzioni innovative e sostenibili, per contribuire a raggiungere la neutralità climatica, una partita che si gioca e si vince proprio nelle città. La nostra adesione al partenariato MOST, uno dei 5 Centri Nazionali per la ricerca nato con fondi PNRR e dedicato alla mobilità sostenibile, è stata fondamentale per la nascita di questa iniziativa». Entusiasta la sindaca di Brescia, Laura Castelletti: «La nostra città si conferma terreno fertile per progetti pilota di rilevanza non solo nazionale: questo sul car sharing a guida autonoma è anche una leva straordinaria per la nostra candidatura a Green Capital europea». Secondo Matteo Savaresi, Professore del Politecnico di Milano «questa sperimentazione rappresenta un fondamentale passo in avanti verso nuovi modelli di mobilità sostenibile, raccogliendo e mettendo a frutto anni di esperienze fatte dal Politecnico nell’ambito delle competizioni su pista di auto autonome, della 1000 Miglia edizione 2023 e 2024 e anche nell'ambito della ricarica wireless dei veicoli elettrici». «Questo progetto non è solo un esempio di eccellenza tecnologica, ma un’espressione delle potenzialità generate dall’integrazione di competenze multidisciplinari – ha spiegato il presidente del Most, Ferruccio Resta -. Most rappresenta un modello di valore grazie a un approccio collaborativo che supera i confini tradizionali tra pubblico e privato nell’affrontare le sfide della mobilità».