Energy

A2A aggiorna il piano, utile al 2035 oltre il miliardo e alza il dividendo

Al centro non solo la crescita finanziaria ma anche la transizione ecologica intesa come scelta di competitività sostenibile. Un connubio che rispecchia le linee contenute nel piano presentato da Mario Draghi.

di Laura Bonadies

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - A2A aggiorna il piano al 2035 mettendo al centro non solo la crescita finanziaria ma anche la transizione ecologica intesa come scelta di competitività sostenibile. Un connubio che incarna a pieno le linee contenute nel piano presentato da Mario Draghi.

Utile al 2035 oltre 1 miliardo, dividendi in crescita

Sotto il profilo finanziario, il piano prevede un utile netto ordinario pari a 0,7 miliardi di euro nel 2027 e superiore a un miliardo al 2035. L’ebitda è attesa a 2,4 miliardi al 2027 e 3,3 miliardi al 2035. Sono confermati 22 miliardi di euro di investimenti nel periodo 2024-35, di cui sei miliardi per l’economia circolare e 16 miliardi per la transizione energetica. Il rapporto pnf/ebitda è previsto che non sia mai superiore a 2,7 volte in arco piano. Inoltre, il management ritiene che “l'avanzamento nel percorso di crescita strutturale del Gruppo” ha permesso un aggiornamento della politica dei dividendi. La nuova politica prevede una crescita sostenibile del dividendo per azione di almeno il 4% annuo, rispetto al 3% annuo previsto nel precedente Piano presentato a marzo 2024. In termini di redditività, l’aggiornamento del Piano mostra un Roi medio maggiore del 9%, un Roe medio del 12%. Il ritorno complessivo per l’azionista atteso risulta circa il 12%. L’ambizione del Gruppo nell’orizzonte di Piano prevede il mantenimento dei principali target industriali, tra cui 3,4 miliardi di Rab nelle reti elettriche, 5,7 GW di capacità da fonti rinnovabili e oltre sette milioni di tonnellate di rifiuti trattati al 2035. Il Gruppo prevede di ampliare la propria base clienti a oltre 5 milioni al 2035, di cui 1 milione con contratti di lungo periodo.

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Aumenta il peso della finanza sostenibile

In arco Piano la durata media del debito è sempre attesa sopra i cinque anni, riducendo così il rischio di rifinanziamento. Il costo del debito, grazie ad una attenta gestione, è mantenuto sotto il 2,8% nel medio termine, in miglioramento rispetto al Piano di marzo, e in media sotto il 3,4% nel lungo termine. Inoltre la strategia finanziaria di Piano permetterà di accrescere ulteriormente il peso della Finanza Sostenibile, con la quota di debito Esg sul debito totale che andrà oltre l’80% nel 2027, oltre il 90% nel 2030, arrivando ad avere solo debito sostenibile nel 2035. Inoltre il piano conferma l’attenzione del Gruppo verso un’equilibrata e sostenibile struttura del capitale finalizzata a mantenere l’attuale rating creditizio di A2A. Il rapporto Ffo/Net Debt è atteso a 25,2% a fine 2027, e in arco piano sempre nel rispetto delle metriche richieste dalle agenzie per il mantenimento del rating attuale.

Mazzoncini, nostro piano in linea con Rapporto Draghi

“Guardiamo al 2035 con un Piano che coniuga generazione di valore sostenibile, decarbonizzazione, innovazione e contributo all’autonomia energetica del Paese. Sono scelte strategiche che indirizzano i nostri business e trovano conferma nel Rapporto Draghi per il rilancio della competitività europea. La nostra visione di lungo periodo ci ha consentito di essere solidi di fronte alle incertezze geopolitiche ed economiche di questa fase storica, e di ottenere ottimi risultati, superiori alle previsioni. Per questa ragione abbiamo potuto fare nuovi investimenti anticipando cantieri e rivedendo al rialzo i dividendi per i nostri investitori”, ha spiegato l'ad Renato Mazzoncini. “Dopo aver destinato importanti risorse per un ampio piano di welfare a supporto della genitorialità a favore dei dipendenti del Gruppo, abbiamo deciso di proporre alla prossima assemblea degli azionisti un Piano di Azionariato Diffuso. Vogliamo coinvolgere tutti i colleghi nel percorso di crescita dell’azienda e condividere con loro i risultati di un lavoro costruito insieme”.

Nei nove mesi balzo dell’utile a 713 milioni (+68%)

Contestualmente all’aggiornamento del piano, la società ha presentato anche i conti dei primi nove mesi del 2024 che vedono un utile netto a 713 milioni di euro, in crescita del 68% rispetto ai 425 milioni registrati nello stesso periodo de 2023 mentre l’utile ordinario cresce del 65% a 665 milioni. I ricavi sono in calo del 17% a 9.097 milioni, a seguito prevalentemente della contrazione dei prezzi delle commodities energetiche. L’ebit ammonta a 1.070 milioni (+56%) e il margine operativo lordo si attesta a 1.804 milioni (+33%). Gli investimenti salgono del 13% a 898 milioni e sono destinati allo sviluppo di impianti fotovoltaici, al potenziamento ed efficientamento delle reti a supporto della decarbonizzazione, all’aumento della flessibilità degli impianti di generazione e al recupero di materia ed energia. Gli investimenti ammissibili ai fini della Tassonomia Europea sono pari al 73%. La posizione finanziaria netta si attesta a 4.011 milioni (4.683 milioni al 31 dicembre 2023). Escludendo gli impatti delle variazioni di perimetro del periodo e dell’emissione del bond ibrido, la Pfn si attesta a 4.688 milioni. Sul fronte della transizione energetica la generazione di rinnovabili (energia da fontiIdroelettrico, eolico e fotovoltaico) rappresenta il 55% della produzione ed è pari a 4,9 TWh.

Guidance 2024 riviste al rialzo

Il gruppo raggiungerà per il 2024 un ebitda compreso tra 2,28 e 2,32 miliardi di euro e un utile netto ordinario di gruppo, tra 0,80 e 0,82 miliardi “sulla base degli ottimi risultati dei primi nove mesi, in particolare delle solide performance” delle business unit Generazione & Trading e Mercato. Per quanto riguarda il 2025, sulla base dello sviluppo dei progetti industriali e tenendo conto dell’andamento dello scenario dei prezzi e delle condizioni di mercato, è previsto che il gruppo registrerà un ebitda compreso tra 2,17 e 2,20 miliardi e un utile netto ordinario di gruppo tra 0,68 e 0,70 miliardi. Inoltre grazie agli investimenti previsti nelle reti di distribuzione, nel 2025 la Rab elettrica supererà la Rab gas, anche grazie all’acquisizione degli asset nelle province di Milano e Brescia prevista a fine 2024. Sul fronte della cedola già da quest'anno salirà del 4% rispetto all'esercizio scorso. «Abbiamo deciso di alzare al +4% la politica storica sui dividendi. L'anno scorso abbiamo distribuito 300 milioni, quest'anno saranno 312 milioni», ha detto Mazzoncini.

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