A22, un’infrastruttura moderna nel cuore delle Alpi
Fondata nel 1959 da un gruppo di enti locali, Autostrada del Brennero ha da sempre una missione chiara: offrire un servizio autostradale sicuro, efficiente e sostenibile, con un forte legame con i territori attraversati.
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(Il Sole 24 Ore Radiocor)- Fondata nel 1959 da un gruppo di enti locali (che oggi detengono l’84,75% del capitale) che vanno da Bolzano a Modena per dare risposta alla crescente domanda di mobilità lungo l’asse del Brennero, Autostrada del Brennero ha da sempre una missione chiara: offrire un servizio autostradale sicuro, efficiente e sostenibile, con un forte legame con i territori attraversati. Sfaccettato e complesso il territorio che attraversa: dai 1375 metri del passo del Brennero si snoda per 314 chilometri fino all’innesto con l’A1, nel cuore della pianura padana passando sopra 142 ponti e viadotti e attraversando 30 gallerie. Quattro le Regioni che unisce con il suo tracciato: Trentino Alto Adige, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna.
I numeri del 2024 e il progetto Green Corridor
In base agli ultimi dati disponibili, nel 2024, Autostrada del Brennero ha registrato ricavi da vendite pari a 405,5 milioni di euro e un utile netto di 97,92 milioni (+22,35% rispetto al 2023). Dei 50,6 milioni riservati agli investimenti il 75% è dedicato alle innovazioni gestionali. Ed è proprio l’innovazione uno dei pilastri del progetto Green Corridor che sta alla base della proposta presentata e decretata fattibile dal Ministero dei Trasporti per la nuova concessione. Una proposta che vale oltre 9 miliardi di investimenti tutti autofinanziati che ruotano attorno a tre macropilastri: transizione energetica, intermodalità e digitalizzazione.
La sicurezza
In attesa di poter mettere a terra il piano di investimenti, la società è riuscita a far fronte ai volumi crescenti di traffico in modo ottimale. Lo dicono i numeri sull’incidentalità: nonostante si sia passati dai 10.930 veicoli medi al giorno dell’anno di apertura dell’intera tratta, il 1974, ai 45.984 del 2024 il tasso di incidentalità è oggi a 15,97 punti, quasi la metà della media nazionale, con una successione positiva ormai ventennale. Il motivo? Una ricetta ricca, fatta di più ingredienti: a partire dall’introduzione negli anni Novanta del divieto di sorpasso per i tir, passando per l’adozione di asfalti fonoassorbenti e del guardrail altamente performante in Corten fino alla gestione della viabilità e agli interventi sull’infrastruttura: ogni anno la società destina in media circa 200.000 euro a chilometro per le manutenzioni, che vengono svolte secondo una programmazione puntuale per impattare meno possibile sul traffico e oggi supportate da un sistema di sensori molto sofisticato sulle opere d’arte. Ciliegina sulla torta, una robusta macchina della sicurezza composta da 82 ausiliari e 182 operai, coordinati h 24 7 giorni su 7 del Cau (Centro assistenza utenza), che opera con l’ausilio di 231 telecamere. Nel 2024 gli Ausiliari della viabilità hanno effettuato ben 16.509 interventi lungo la tratta, con un tempo medio di 7 minuti dalla chiamata all’arrivo sul posto dell’emergenza.
L’intermodalità e la terza corsia
Anche l’intuizione di investire sulla ferrovia avuta negli anni Novanta dagli amministratori della Società favorisce una gestione efficace della viabilità. Con l’incremento del traffico la Società si rese infatti conto che occorreva spostare progressivamente su rotaia il traffico merci destinato alla lunga percorrenza. Prese così le mosse un progetto che ha portato oggi il Gruppo Autobrennero ad essere, dopo Mercitalia, il secondo operatore transfrontaliero del comparto merci in Italia. Grazie alle società InRail, Rtc e Lokomotion, il Guppo, guidato da Autostrada del Brennero, trasferisce circa 1.500 mezzi pesanti al giorno alla rotaia, permettendo un risparmio di 300.000 tonnellate di Co₂ all’anno. In quest’ottica autostrada e ferrovia non sono competitor ma alleate, pensate come un sistema unico e integrato, dove la ferrovia si prepara ad accogliere sempre più merci e l’autostrada diventa sempre più tecnologica e attrezzata a garantire servizi a veicoli a emissioni zero concorrendo così in modo decisivo all’obiettivo della sostenibilità. Ovviamente questa progettualità si sposa con quella programmata del potenziamento “intelligente” dell’arteria, attraverso anche la realizzazione della terza corsia da Verona a Modena e della terza corsia dinamica da Verona a Bolzano e la complessiva digitalizzazione della tratta.



