A Zurigo Kilchmann si prepara a riaprire a giugno
l gallerista inaugura con Hernan Bas. Per per Art Basel HK ha dovuto sostenere alcuni costi, in calendario le fiere a Basilea, miart e Fiac
di Maria Adelaide Marchesoni
3' di lettura
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Attiva a livello internazionale la galleria Peter Kilchmann , fondata nel 1992 a Zurigo, ha tre focus principali: America Latina, arte impegnata a livello socio-politico e pittura. Inoltre promuove gli artisti svizzeri a livello internazionale. In questa intervista il fondatore Peter Kilchmann spiega come sta affrontando le difficoltà di questa emergenza sanitaria.
Quali sono stati gli effetti di Covid-19 sul business dell'arte?
Le vendite sono scese quasi a zero.
Come ha affrontato la crisi la sua galleria?
Cerchiamo di impegnare al meglio la “pausa” focalizzandoci su attività meno frequenti, come ad esempio il controllo dei nostri database e degli indirizzi del nostro archivio, mettiamo ordine nel magazzino. Abbiamo introdotto online un programma video proponendo ogni settimana un'opera video di un artista: l'accoglienza è buona. Lavoriamo più a livello locale contattando i collezionisti svizzeri e la cosa positiva è che tutti sono a casa e nessuno sta viaggiando.
Quali misure avete introdotto per mitigare le conseguenze negative del blocco dell'attività della galleria?
Riducendo drasticamente le spese.
Ha ricevuto aiuti di Stato o incentivi di sostegno per i dipendenti?
Sì, il governo sostiene gli stipendi fino all'80% per un massimo di sei mesi. Abbiamo ricevuto il pagamento dopo 10 giorni dalla richiesta per il primo mese.


