Atelier

A Venezia una cartolibreria diventata epicentro della moda e del design

Tre boutique che mixano pezzi di Alvar Aalto, abiti leggeri, ceste solidali e abbigliamento tecnico per viaggi on the road.

di Lisa Corva

Borsa Mifuko, sgabello e cuscini Zebra di Aino Aalto (1930), ARTEK, panchina Luxembourg di FERMOB. ©Andrea Piovesan

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È cominciato tutto da una cartolibreria. Uno di quei negozi d’altri tempi, tornati di moda per chi scopre o riscopre l’analogico. Oggi Tonolo Selezioni conta tre negozi, in tre città: a Mirano, Venezia, Verona. «Sono passati esattamente quarant’anni», racconta Federica Gallo. «Ero una ragazzina, nemmeno maggiorenne. A Mirano c’era una cartolibreria in vendita, proprietà di un professore di filosofia, Tonolo. I miei genitori mi sono stati complici, aiutandomi a rilevarla. Per rispetto, abbiamo lasciato il nome del professore. Un po’ come quando si acquista una barca: nessuno osa cambiarle nome, e da ex velista lo so bene».

Tre indirizzi, quindi, dove si trovano moda e design, firmati da aziende che compongono l’offerta dei punti vendita da molto tempo. «Forse quello che più mi piace è la continuità: la scelta di un oggetto che rimane, anche per generazioni. Nei tre negozi, ad esempio, non manca mai la Sarpaneva, più che una pentola, un regalo di nozze simbolico, un oggetto per nutrire e crescere una nuova famiglia». In ghisa, con il manico di legno, è stata progettata nel 1960 dal designer finlandese Timo Tapani Sarpaneva, che le ha dato il nome, ed è prodotta tuttora da Iittala (285 euro).

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Qui e per l’immagine sotto, camicie(390 €), jeans(590 €) e giacchein denim (850 €), tutto CASEY CASEY.

Di Iittala, nei negozi Tonolo si trova tutto, insieme a tanti altri brand molto noti. «Ci sono i tessuti di Johanna Gullichsen, che usa i telai progettati da Alvar Aalto, come anche Fermob, di cui tengo da sempre le sedie Bistro (80 euro) e Luxembourg (269 euro). La seconda è quella che, in miniatura, ha scelto Jonathan Anderson da allegare all’invito dell’ultima sfilata Dior. I cesti da tenere a casa, o per fare la spesa al mercato con un tocco vintage, sono di Mifuko, un progetto solidale che coinvolge donne africane (da 55 euro). Di Artek, oltre allo sgabello progettato da Alvar Aalto (da 270 euro), ho scelto il profumo creato insieme a Comme des Garçons: Artek Standard ha una base di legno bianco, con note di zenzero, zafferano e muschio. Da noi si trovano anche le fragranze di Monocle». Per quanto riguarda la moda, questi i suoi criteri di selezione: «Sono partita dall’abbigliamento da casa, pratico, confortevole, quasi un’uniforme contemporanea. Seleziono brand che interpretino questa filosofia: vestiti che concettualmente siano simili a quello che una volta era il grembiule e dove il tessuto è fondamentale.» Come negli abiti quasi danzanti di Casey Casey (da 950 euro) e di Sofie D’hoore, o il cotone leggerissimo, che pare garza, di Album di Famiglia (da 390 euro), con i loro pantaloni no-stiro.

Immancabili le scarpe Trippen, comodissime (da 270 euro), così come le borse Freitag. «In viaggio porto solo quello che entra nella loro Julien (180 euro), la tote bag ricavata, come tutti i loro modelli, dai teloni di camion riciclati. Questa, in più, ha una cinghia per trasformarla in zaino. Il bagaglio leggero è obbligatorio per me che viaggio in moto: per questo uso e vendo l’abbigliamento tecnico di Houdini e Arc’teryx. Con la mia Bmw sono andata fino in Svezia: ho la passione per tutto ciò che è ingegneria, volevo vedere il ponte sul golfo di Øresund», ricorda, prima di lasciarci i consigli per le sue tre città.

La cartolina che Tonolo Selezioni inserisce in tutti i pacchetti regalo. ©Andrea Piovesan

«A Venezia, sicuramente la Fondazione Querini Stampalia. Dalla mia vetrina vedo il loro nuovo leone-scultura. La sosta food è da Estro, con cantina di vini naturali.

A Verona, per la prima colazione, Tria, che è anche panificio con mescita di vini, e per pranzo Deèp, con cucina a vista. Da non perdere Palazzo Maffei, con una collezione d’arte straordinaria, l’antico in dialogo con il contemporaneo, in un palazzo su piazza Erbe. A Mirano, l’enoteca e cicchetteria L’Ostricaro. E il verde di Parco Villa Belvedere e Villa Morosini».

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