Risiko bancario

A Unipol una banca con 635 sportelli che fonderà con Bper e si chiamerà Banca Mp

Blindato anche il controllo di Bper con operazioni in derivati sul 4,99% del capitale

di Laura Galvagni

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Il consiglio di amministrazione di Unipol di ieri ha deliberato, a valle del lancio dell’offerta da parte di Intesa Sanpaolo su Mps, di approvare un accordo con Ca’ de Sass per l’acquisizione da quest’ultima di una banca con 635 sportelli.

L’asset, libero da vincoli distributivi su prodotti assicurativi, verrà poi proposto a Bper per un’integrazione con la banca per realizzare una nuova entità che si chiamerà Banca Monte dei Paschi.

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Aumento da 2,5 miliardi

Al servizio dell’operazione è previsto un aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro, a cui le principali cooperative azioniste della holding bolognese hanno già dato disponibilità a partecipare. L’intero controvalore dell’operazione è stato stimato in 3,5 miliardi.

Controllo di Bper blindato

Nel contempo Unipol ha blindato anche il controllo di Bper in vista della possibile conquista di Mps. La compagnia bolognese, infatti, alla vigilia, ha sottoscritto con «primari istituti bancari» due contratti derivati del tipo “total return equity swap”, aventi scadenza massima l’uno 25 mesi l’altro 35 mesi, e come sottostante il 4,99% del capitale sociale di Bper, con facoltà per Unipol di regolamento mediante consegna fisica delle azioni. La stipulazione di questi contratti derivati, spiega il gruppo assicurativo, è «funzionale a incrementare l’esposizione economica di Unipol in Bper e ad avere altresì un’ulteriore opzione per conseguire il controllo di fatto di Bper, nel caso in cui Unipol decidesse di esercitare la facoltà di acquisire, previo ottenimento delle necessarie autorizzazioni, le azioni Bper sottostanti ai predetti derivati».

Tirando le somme, Unipol al momento possiede potenzialmente circa il 25% dell’istituto, cioè il 19,9% del capitale più questi derivati per un ulteriore 4,99%.

Dividendi in aumento

Ad esito dell’operazione con Mps e Bper, Unipol stima che già a valere sull’esercizio 2026 la remunerazione degli azionisti possa prevedere «la distribuzione di un monte dividendi pari ad almeno 930 milioni di euro rispetto ai circa 800 milioni di euro riferiti all’esercizio 2025». La compagnia bolognese, inoltre, prevede la conferma della «solidità patrimoniale» del gruppo con «un solvency ratio superiore al 200%, con sottostante un solvency ratio del solo comparto assicurativo superiore al 280% e un Cet1 capital ratio del comparto bancario risultante dalla combinazione superiore al 15%».

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