A tu per tu con l’attore Louis Garrel: gli amori, la paternità e una vita sul set
Davanti alla macchina da presa, ha trasformato le sue nevrosi in energia. Amato dai registi italiani, da Bernardo Bertolucci a Nanni Moretti, che è riuscito nell’impossibile: farlo ballare e cantare.
di Alice Cavanagh. Foto di Christopher Anderson. Styling di Anastasia Barbieri
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Louis Garrel ha trascorso 37 dei suoi 42 anni di fronte a una videocamera. Una videocamera che ha documentato tutta la sua carriera in tempo reale, a partire da quando era bambino e recitava nei film di suo padre – il famoso regista Philippe Garrel – per arrivare fino a un malinconico romantico e, di recente, allo sfortunato eroe comico delle opere che dirige.
Nato a Parigi, nominato diverse volte ai César, quando pensi di averlo conosciuto, rivela qualcosa di nuovo: un rivoluzionario tormentato dalla noia, nel classico cult di Bernardo Bertolucci The Dreamers – I sognatori; il gentile, ma tossico Jacques de Bascher nel biopic Saint Laurent; un severo Luigi XIII nel successo francese I tre moschettieri: D’Artagnan, o ancora il colto Friedrich, amore di Jo March in Piccole Donne di Greta Gerwig. Quest’anno recita al fianco di Angelina Jolie in Couture, accanto a Camille Cottin in Juste une illusion e insieme con Jasmine Trinca in Succederà questa notte, diretto dal nostro Nanni Moretti. Anche la moda lo ama: nel 2024 è diventato ambassador di Dior. L’anno scorso il nuovo direttore creativo del brand, Jonathan Anderson, ha chiesto a Garrel di registrare un audiolibro del memoir del 1956 di Christian Dior, Christian Dior et moi. «Louis ha quel fascino naturale francese, senza tempo, ma totalmente contemporaneo», dice di lui Anderson.
Oggi Garrel arriva al nostro appuntamento con un’immagine ancora diversa: quella di un padre che lavora, con suo figlio Azel di quattro anni al seguito. L’attore indossa una T-shirt nera, una felpa con cappuccio, jeans neri Gap larghi e slavati, sneakers New Balance e calze spaiate. Le calze sono da sempre un problema, le perde in continuazione anche quando investe in calze bellissime e di lusso. «La mattina se indossi biancheria intima di qualità, il viaggio comincia bene», scherza. Si ferma e poi aggiunge, senza nessun apparente nesso logico (succederà spesso nel corso di questa conversazione): «Non perdo mai le amicizie, ho ancora gli stessi amici di sempre, e non dimentico mai le persone che amo, perché mi sento ancora connesso con loro».
Azel, che Garrel cresce con la sua ex moglie, l’attrice francese Laetitia Casta, spesso va al lavoro con il papà. Louis e Laetitia si sono sposati nel 2017 e la loro era già una tipica famiglia allargata: lei ha tre figli da due relazioni precedenti e lui ha una figlia adottiva con la sua precedente compagna di lunga data, la regista Valeria Bruni Tedeschi, sorella maggiore di Carla Bruni. Si sono separati lo scorso anno. «Non mi piace lasciare mio figlio sempre solo con una tata», ammette Garrel, parlando di Azel. «Quindi devo farlo vivere un po’ da zingaro, al mio seguito». Un’infanzia che forse gli ricorda la sua. Oltre a suo padre, regista, anche il nonno lavorava nel cinema, il prolifico attore Maurice Garrel. E sua madre, Brigitte Sy, a sua volta, è un’attrice famosa. Tutti e tre hanno recitato insieme a lui nel suo primo film, Les baisers de secours del 1989. Garrel racconta che in molti dei suoi ricordi è difficile distinguere la realtà da ciò che è stato immortalato su pellicola. «Odiavo Les baisers de secours, ma visto che non ho ricordi di mia madre e mio padre insieme, tranne qualche flash, ora sono contento che esista», spiega. «Ogni film che ho fatto e che faccio è un punto di riferimento temporale per la mia vita: ci sono cose avvenute prime e dopo ogni pellicola».
Garrel è cresciuto nel quartiere a luci rosse Pigalle di Parigi, dove viveva con sua madre, il loro setter irlandese Valmont e il suo jerboa domestico. «I criceti sono troppo conformisti e convenzionali», scherza. Per molto tempo, sua madre ha insegnato teatro ai carcerati e in casa venivano spesso a trovarla i suoi ex studenti. «Era sempre circondata da persone così peculiari, divertenti e interessanti», racconta. «Spesso c’erano anche intellettuali e io ricordo delle feste incredibili».












