A tu per tu con Gianluigi Buffon, il portiere più forte del calcio italiano
Ha compiuto parate impossibili, fin dall’entrata in scena a 17 anni. Oggi è capo delegazione della nazionale azzurra e partner di Norqain e racconta il vero traguardo: «Essere felice».
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Per introdurre Gianluigi Buffon basta una parola: leggenda. Del resto si parla di uno dei più grandi portieri della storia del calcio, collezionista di vittorie indimenticabili e punto di riferimento di tante generazioni di tifosi. Buffon ha smesso di giocare nel 2023, dopo 28 anni ad altissimi livelli in cui ha disputato 1175 partite tra club, nazionale maggiore e nazionali giovanili. Oggi è il capo delegazione della nazionale italiana e, dallo scorso aprile è diventato anche ambassador, business partner e azionista del giovane brand orologiero svizzero Norqain, fondato nel 2018 e specializzato nella realizzazione di modelli sportivi ad alte prestazioni.
Viste le parate incredibili che hai fatto in carriera, quanto è stato importante per te il tempismo? Penso che sia quello che fa la differenza tra i grandi campioni e i giocatori bravi: avere la capacità di capire per tempo come si potrebbe sviluppare una situazione in campo e prepararsi ad affrontarla. Ma questo lo sanno in pochi. Ho fatto tantissime parate nella mia carriera non perché fossi più forte fisicamente, ma perché il mio tempismo era perfetto. Credo sia stata una delle ragioni fondamentali del mio successo. E lo allenavo, perché mi ero accorto che potevo migliorare una base che, nel mio caso, già mi aveva dato madre natura.
Tuo padre era un lanciatore del peso e tua madre una lanciatrice sia del peso sia del disco: sapevi che lo sport sarebbe stato anche il tuo percorso? Da ragazzo no. Oggi, guardando tutto con occhi da adulto e di chi ha percorso una certa strada, ti dico che probabilmente neanche me lo immaginavo, perché lo sentivo naturale. Sono cresciuto in una famiglia in cui vedevo mio padre in tuta sportiva cinque giorni su sette. Sono aspetti che, bene o male, ti danno un imprinting.
Volevi diventare un portiere? Non lo so. Quello che so è fin da bambino ho sempre sognato di fare il calciatore.












