A Stoccolma la scena Tech sostiene l’arte
Qualità dell’offerta elevata e ottime vendite sotto i 50 mila euro alla Market Art Fair
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I punti chiave
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Il nome è programma. Alla fiera di Stoccolma Market Art Fair, che si è svolta dal 23 al 26 aprile, si vende e si compra. D’altro canto, è una città profondamente orientata al business, dove c’è un’altissima concentrazione di start up innovative e tech companies di grande successo, tra cui Spotify, Klarna, King.com.
Un mercato forte
E proprio da questo settore vengono numerosi collezionisti d’arte, che durante la giornata di apertura ai Vip della fiera hanno acquistato abbondantemente. “È stata un’edizione di successo” ha commentato Sara Berner Bengtsson, direttrice della fiera da cinque anni, a capo di una piccola e giovane squadra, tutta al femminile. “La Svezia e gli altri Paesi Nordici rimangono ricchi, nonostante la recessione. Dal canto nostro, abbiamo cercato di creare opportunità di vendita per i galleristi, che oggi sono di fronte a nuovi collezionisti, più giovani, che cercano l’evento, per cui la fiera ne beneficia. L’80-90% delle gallerie torna ogni anno, per cui ha stabilito contatti solidi”.
“Durante il giorno di apertura ai Vip, abbiamo avuto l’impressione che, nel contesto globale il cui ci troviamo, le persone avessero voglia di distrarsi e spendere soldi per sé stessi” ha raccontato Ola Gustafsson di Elastic Gallery, che mostrava ricami su tela e sculture in legno di Dick Hedlund (Svezia, classe 1985, prezzi 1.500-10 mila euro).
La struttura della fiera
La fiera è stata fondata 20 anni fa da alcuni galleristi di Svezia, Danimarca, Norvegia, Finlandia, Islanda come una manifestazione per l’arte dei Paesi Nordici. Ma quest’anno si è aperta alle gallerie straniere: “perché in un mondo sempre più chiuso e nazionalistico crediamo che l’arte debba significare apertura, inclusione e scambio cross-culturale” ha spiegato la direttrice Berner Bengtsson. “Inoltre, va a beneficio della scena locale, e anche qui ci sono tante gallerie che mostrano artisti internazionali.”
Le gallerie sono selezionate da una commissione che, diversamente da tante altre fiere, è composta da curatori e direttori di musei presieduti da Lars Nittve, che è stato direttore fondatore della Tate Modern e direttore del Moderna Museet, il che si riflette nella qualità dell’offerta. Vengono favorite le presentazioni personali, bipersonali, o curate.
Altra novità di quest’anno è stata la location: si è rinunciato al fascino istituzionale del palazzo antico, per andare in un’ex-area portuale dall’atmosfera post-industriale, che ha trasmesso ai collezionisti l’idea di una fiera vera e propria.












