Quanto valgono le promesse mancate di Apple sull’Ai?
di Alessandro Longo
di Marco Morino
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Sei stazioni ferroviarie italiane (Cattolica-San Giovanni Gabicce, Pesaro, Milano piazza Freud-piazzale di stazione Milano Porta Garibaldi, Lecce, Teramo e Ponte nelle Alpi-Polpet) hanno ottenuto, per il progetto, la certificazione Envision, ovvero il primo sistema di rating per realizzare infrastrutture sostenibili attraverso una griglia di analisi, adattabile a qualunque progetto di sviluppo infrastrutturale. Il protocollo Envision è arrivato in Italia su iniziativa di Icmq società benefit-organismo di certificazione, specializzata nel settore delle costruzioni. Una novità assoluta per l’Italia. L’investimento complessivo sostenuto da Rfi (Rete ferroviaria italiana, società del gruppo Fs) per riqualificare in chiave green queste stazioni è stato di 83,8 milioni di euro, finanziato anche con fondi del Pnrr. Le stazioni ferroviarie sono il cuore pulsante delle città: non solo luoghi di passaggio, ma veri e propri hub di mobilità urbana. Per la loro riqualificazione Rfi prevede nei prossimi 10 anni di investire oltre 5 miliardi di euro. Più di 600 stazioni (sulle circa 2.200 totali) sono già coinvolte in questo processo che punta a fare degli scali ferroviari dei punti di raccordo della città, in osmosi con il territorio con cui si connettono. Infrastrutture intelligenti, inclusive, accessibili, integratrici di cultura, comunicazione e cooperazione.
Nel 1992 il sociologo francese Marc Augé coniò il termine «non luoghi» per definire gli spazi propri delle infrastrutture di trasporto, privi di una propria identità relazionale e sociale. Rfi intende far uscire le stazioni ferroviarie da questa dimensione, facendole diventare porte di accesso delle nostre città, vetrine dei nostri territori, integrate nei contesti urbani. Un processo di trasformazione che le vede al centro della nuova mobilità cittadina. Come la stazione di Ponte nelle Alpi (Belluno), individuata come hub d’interscambio ferro-gomma per i giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026 (investimento di circa 18 milioni di euro). L’opera più rilevante è la riconnessione tra la parte nord e la parte sud della città, finora divise dal fascio binari. L’infrastruttura ferroviaria non sarà più elemento di frattura e divisione, ma ciò che facilita e permette l’integrazione sociale mettendo in relazione la stazione e le sue funzioni con il contesto esistente esterno, migliorando la mobilità della comunità e sviluppando molteplici connessioni. Anche le stazioni di Cattolica (16,9 milioni di investimento, linea Bologna-Ancona) e Pesaro (10,8 milioni) assumeranno un’importanza sempre più centrale sia a livello urbanistico sia per le economie del territorio e non saranno più considerate come semplici luoghi di transito.