Solo i giganti esportano più dell’Italia
di Marco Fortis
di Gerardo Graziola
5' di lettura
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Vendere l’immenso patrimonio pubblico dello Stato e degli enti territoriali è una sfida che si sta spostando al Centro Sud e ha come obiettivo il coinvolgimento dei grandi investitori istituzionali e fondi sovrani, quelli che ragionano in “trilioni”: per farlo «la partita decisiva si gioca a Roma». Giovanna Della Posta è dal 2019 alla guida di Invimit, la sgr immobiliare del Tesoro. Era stata scelta dall’ex ministro Giovanni Tria solo dal suo curriculum di manager “self-made woman”, senza sponsor di parte. Invimit, in sintesi, deve vendere gli immobili pubblici per ridurre il debito pubblico, ma la formula negli anni è cambiata e gli immobili oggi li acquista direttamente dagli enti territoriali per valorizzarli nei fondi e venderli agli investitori immobiliari di tutto il mondo. Il progetto Opa, novità di quest’estate, per immobili destinati agli studentati, sta raccogliendo molto interesse tra i sindaci del Centro Sud. Invimit lo scorso anno ha realizzato un volume di commissioni nette pari a 9,24 milioni. Nel portafoglio ha 340 immobili suddivisi nei 13 fondi in gestione diretta, oltre che in un fondo di fondi. In dieci anni ha distribuito ai partecipanti circa 100 milioni di proventi, oltre a 300 milioni di rimborsi anticipati di equity. Il cambio di passo è arrivato sotto la spinta della manager napoletana, che nella Capitale aveva già lavorato in Enel e in Sara Assicurazioni.
In un convegno recente lei ha fatto un riferimento al mercato immobiliare e a Roma come porta di accesso del Mezzogiorno. Ci spiega cosa voleva dire?
A Roma ci sono circa un miliardo di investimenti nel settore, mentre Milano appare satura e molti investitori pensano di scendere nella Capitale. Qui c’è un’offerta di uffici “prime”, quindi con certificazioni molto elevate per sostenibilità ed efficienza energetica. Gli investitori istituzionali, quelli dei cosiddetti trilioni, fanno fatica a muoversi nel contesto del mondo pubblico, qui a Roma c’è ancora poco business rispetto alle relazioni importanti, al contrario di quanto avviene a Milano. A Roma ancora fanno fatica ad entrare, quindi la Capitale è il banco di prova ai loro occhi. Cambiare Roma, significa fare entrare questi investitori, fare in modo che prendano confidenza, creare l’opportunità per farli andare più a Sud, penso ad esempio a Napoli che non è una meta per gli investitori istituzionali, fatta eccezione per qualche progetto alberghiero, ma anche più a Sud, come in Basilicata e Puglia dove c’è quasi il deserto.
Invimit, quindi, con i suoi fondi immobiliari come può attrarli?
Innanzitutto mi servono per il portafoglio più immobili al Centro Sud. Oggi siamo ancora sbilanciati con immobili presenti nelle regioni del Centro Nord. Per questo sono sempre ad incontrare sindaci per acquistare immobili. Con il programma Opa che acquista o prende in conferimento immobili per realizzare 20-30 studentati posso fare un’operazione nazionale e andare da un fondo di investimento a dire “ti interessano 30 studentati”? Presento un progetto con tutto il business plan, ne conosco la redditività e faccio tutta l’analisi
che per il singolo asset l’investitore non farebbe mai perché lui è
troppo piccolo.