Prevenzione

A Potenza al via entro la fine dell’anno la rete per il monitoraggio dei terremoti

Prevenzione. L’Osservatorio sismico urbano è una iniziativa pionieristica nel panorama italiano fin qui operativi gli osservatori di Catania e dei Campi Flegrei a Napoli. L’obiettivo è ripristinare e aggiornare la rete sismica che è stata realizzata nel 1989

di Luigia Ierace

Prevenzione terremoti. Il laboratorio di prove materiali e strutture dell’Università degli studi della Basilicata che fa parte del progetto Osu-Pz

3' di lettura

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Sarà operativa entro fine anno la prima parte della rete dell’Osservatorio sismico urbano di Potenza (Osu-Pz), iniziativa pionieristica nel panorama italiano che rientra tra i pochi Osu operativi dopo quelli di Catania e dei Campi Flegrei. La frequenza di terremoti in Basilicata richiede, infatti, la messa in campo di adeguate strategie di monitoraggio sismico, prevenzione e sensibilizzazione della popolazione. Azioni che, proprio a ridosso del sisma di marzo nel Potentino, stanno portando avanti il Centro di geomorfologia integrata per l’area del Mediterraneo (Cgiam) e il laboratorio prove materiali e strutture (SisLab) del dipartimento di Ingegneria dell’Università della Basilicata, due centri di eccellenza lucani riconosciuti a livello internazionale.

«Il progetto Osu-Pz con il coinvolgimento di enti, istituzioni e organismi di protezione civile – spiega il presidente del Cgiam, Rodolfo Console - nasce dalla necessità di rilevare, monitorare e analizzare i fenomeni sismici che interessano Potenza attraverso lo sviluppo di tecnologie avanzate per la previsione e la gestione dei rischi naturali. L’obiettivo è ripristinare e aggiornare la rete sismica realizzata nel 1989, dopo il terremoto in Irpinia sotto l’impulso dell’ingegner Maurizio Leggeri, e di dotare la città delle più moderne tecnologie in campo».

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La rete sarà costituita da una serie di sensori sismici (tecnologia Mems) che, installati in ambito urbano su edifici, permetteranno la trasmissione dei dati in tempo reale ad un unico centro operativo attivo 24 ore su 24 fornendo mappe dettagliate utili a progettisti, enti e istituzioni sulle zone più vulnerabili per pianificare interventi di mitigazione specifici.

Il prototipo Osu-Pz prevede l’installazione su una decina di edifici pubblici e privati per monitorare gli effetti di un eventuale sisma e di scosse successive, rilevando la presenza e la progressione del danno. In pochi minuti i sensori, se installati su un numero sufficiente di edifici, daranno un quadro preciso anche dell’area per i piani di emergenza e di evacuazione.

Non solo monitoraggio ma anche supporto alle politiche di pianificazione urbana e di miglioramento-adeguamento sismico nel Laboratorio prove materiali e strutture dell’ateneo lucano, che fin dalla sua istituzione nel 1990 ha un ruolo sempre più significativo nel panorama internazionale. Socio fondatore della Rete dei Laboratori universitari di ingegneria sismica (ReLuis), svolge la funzione di Centro di competenza per il dipartimento della Protezione civile della Presidenza del Consiglio, è tra i pochi riferimenti italiani ed europei per la qualifica ed accettazione dei dispositivi antisismici con apparecchiature in continuo miglioramento ed è impegnato nella stesura delle nuove norme sismiche.

«Un risultato – ha spiegato Felice Carlo Ponzo, responsabile scientifico del SisLab - frutto dell’eccellente dotazione impiantistica e di apparecchiature ideate, progettate e costruite nel laboratorio coprendo tutti gli aspetti della sicurezza sismica: dallo studio dei materiali, alle tecniche di progettazione, ai test sperimentali e verifiche sulle strutture, dal rinforzo di edifici esistenti, alla costruzione ottimizzata di nuovi».

Isolamento sismico e dissipazione di energia sono tecniche studiate in Unibas da oltre 30 anni e tra i primi casi applicati in Italia, il più alto a Potenza, frutto di interazione tra ateneo, mondo industriale e delle professioni. Non solo nuove modalità di costruzione ma anche protezione dell’esistente. «In Italia – ha detto Ponzo – si costruisce sempre meno ma sono disponibili tecniche di rafforzamento sismico competitive, quasi sempre più economiche delle classiche basate sull’incremento della resistenza degli elementi strutturali, che consentono di raggiungere adeguati livelli di sicurezza sismica anche in edifici antecedenti gli anni Ottanta e non progettati in zone sismiche, che sono la maggioranza del patrimonio costruito italiano».

Il sisma-bonus è stata un’occasione sprecata. Una sottovalutazione della norma che non ha previsto in zona sismica l’obbligo di progettazione antisismica in caso di efficientamento energetico. «Aumentando il valore della struttura senza aumentare la sicurezza, in sostanza – ha concluso Ponzo - aumenta il rischio sismico. Si è visto ad Amatrice dove case con il cappotto termico appena realizzato sono crollate. Prevenire conviene perché si riducono i costi di riparazione e ricostruzione: 1 euro investito in prevenzione, consente di risparmiare fino a 6 euro in ricostruzione, senza contare il prezzo delle vite umane. I dati sui recenti eventi sismici del centro Italia indicano che, per le abitazioni unifamiliari, il costo di adeguamento sismico (sola parte strutturale) è tra i 20.000 e i 40.000 euro. Per i condomini di medie dimensioni, va dai 200.000 ai 500.000 euro».

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