Tra emancipazione digitale e difesa dei diritti
di Paolo Benanti
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Sarà operativa entro fine anno la prima parte della rete dell’Osservatorio sismico urbano di Potenza (Osu-Pz), iniziativa pionieristica nel panorama italiano che rientra tra i pochi Osu operativi dopo quelli di Catania e dei Campi Flegrei. La frequenza di terremoti in Basilicata richiede, infatti, la messa in campo di adeguate strategie di monitoraggio sismico, prevenzione e sensibilizzazione della popolazione. Azioni che, proprio a ridosso del sisma di marzo nel Potentino, stanno portando avanti il Centro di geomorfologia integrata per l’area del Mediterraneo (Cgiam) e il laboratorio prove materiali e strutture (SisLab) del dipartimento di Ingegneria dell’Università della Basilicata, due centri di eccellenza lucani riconosciuti a livello internazionale.
«Il progetto Osu-Pz con il coinvolgimento di enti, istituzioni e organismi di protezione civile – spiega il presidente del Cgiam, Rodolfo Console - nasce dalla necessità di rilevare, monitorare e analizzare i fenomeni sismici che interessano Potenza attraverso lo sviluppo di tecnologie avanzate per la previsione e la gestione dei rischi naturali. L’obiettivo è ripristinare e aggiornare la rete sismica realizzata nel 1989, dopo il terremoto in Irpinia sotto l’impulso dell’ingegner Maurizio Leggeri, e di dotare la città delle più moderne tecnologie in campo».
La rete sarà costituita da una serie di sensori sismici (tecnologia Mems) che, installati in ambito urbano su edifici, permetteranno la trasmissione dei dati in tempo reale ad un unico centro operativo attivo 24 ore su 24 fornendo mappe dettagliate utili a progettisti, enti e istituzioni sulle zone più vulnerabili per pianificare interventi di mitigazione specifici.
Il prototipo Osu-Pz prevede l’installazione su una decina di edifici pubblici e privati per monitorare gli effetti di un eventuale sisma e di scosse successive, rilevando la presenza e la progressione del danno. In pochi minuti i sensori, se installati su un numero sufficiente di edifici, daranno un quadro preciso anche dell’area per i piani di emergenza e di evacuazione.
Non solo monitoraggio ma anche supporto alle politiche di pianificazione urbana e di miglioramento-adeguamento sismico nel Laboratorio prove materiali e strutture dell’ateneo lucano, che fin dalla sua istituzione nel 1990 ha un ruolo sempre più significativo nel panorama internazionale. Socio fondatore della Rete dei Laboratori universitari di ingegneria sismica (ReLuis), svolge la funzione di Centro di competenza per il dipartimento della Protezione civile della Presidenza del Consiglio, è tra i pochi riferimenti italiani ed europei per la qualifica ed accettazione dei dispositivi antisismici con apparecchiature in continuo miglioramento ed è impegnato nella stesura delle nuove norme sismiche.