Giudiziaria

Milano, indagine su giro di escort con bonifici per 750mila euro. Tra i clienti 70 calciatori

La Procura e la Guardia di Finanza scoprono un sistema organizzato di eventi con escort di lusso, coinvolgendo calciatori e importanti locali della movida milanese.

aggiornato il 21 aprile ore 21:40

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Dalla terrazza panoramica di ’Ceresio7’ al punto di riferimento per crudités di pesce e crostacei della Langosteria.

Sono 26 i “ristoranti” o “locali” della “movida” e della vita notturna milanese indicati dalla Procura di Milano e dalla guarda di finanza nell’inchiesta sul giro di escort di lusso con clienti calciatori di Serie A. ,

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Nessuno dei locali risulta indagato per sfruttamento della prostituzione ma secondo gli investigatori del Nucleo di polizia economico finanziaria e la procuratrice aggiunta Bruna Albertini è al loro interno che gli indagati e gli arrestati del fascicolo per associazione a delinquere sarebbero stati soliti “prenotare tavoli o organizzare cene” fornendo a “richiesta” anche “l’accompagnamento femminile”.

In particolare il “privé” del ’Pineta Milano’ - noto club di via Messina 38 - sarebbe stato di fatto dato “in gestione” all’agenzia Ma.De. dell’arrestata Deborah Ronchi e del compagno Emanuele Buttini durante i weekend.

All’interno del privé sarebbe stata garantita la presenza di “ragazze disponibili” anche per “prestazioni sessuali riservate ai clienti più facoltosi”.

Dalla società proprietaria del Pineta Milano, Carpa srl, l’agenzia Ma.De della coppia Buttini-Ronchi avrebbe inoltre ricevuto bonifici per 757.962 euro in meno di due anni. 

Nelle carte dell’inchiesta è citata anche un’informativa della gdf che ha individuato altri 25 locali (tutti non indagati) dove il “sodalizio” organizzava i propri eventi.

Gli inquirenti elencano noti club e ristoranti della città. Fra questi: Ceresio7, la Langosteria Bistrot di via Bobbio, il Jazz Cafè, il Dolce&Gabbana Martini di corso Venezia, il Ten Eleven Portrait Milano, l’Osteria La Risacca, il Riviera Milano, il Voya Rooftop al ventesimo piano della Torre World Join Center al Portello e numerosi altri.

Quattro arresti per giro escort a Milano

Quattro persone sono finite agli arresti domiciliari e sono state effettuate alcune perquisizioni nell’ambito di una indagine della Procura di Milano con al centro una società che organizzava eventi nei più noti locali della movida.

Secondo l’accusa offriva un giro di escort agli ospiti delle feste, tra cui anche alcuni calciatori.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Bruno Albertini e delegata al nucleo di polizia economico e finanziario della GdF, ha portato anche a un sequestro preventivo per oltre 1,2 milioni di euro finalizzato alla confisca del profitto da reato avendo “promosso un’attività finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione, con conseguente autoriciclaggio dei relativi proventi”

Acquisito dalle Fiamme gialle un “numero considerevole di elementi di prova” nei confronti degli indagati i quali, secondo l’accusa, “avevano incentrato il proprio business sul reclutamento di donne, tra cui anche escort di professione, disponibili a partecipare agli eventi organizzati e pronte a rendere anche prestazioni di natura sessuale, successivamente remunerate, a favore di una clientela particolarmente facoltosa e disposta a spendere importanti cifre”, tra cui - spiega una fonte - “personaggi molto noti” come imprenditori e calciatori.

Le indagini avrebbero svelato il “modus operandi” del gruppo basato a Cinisello Balsamo.

I quattro arrestati avrebbero agito in concorso con alcune escort e con “addetti alle pubbliche relazioni”, fa sapere il Procuratore di Milano, Marcello Viola, in una nota.

Le indagini patrimoniali avrebbero accertato la totale sproporzione fra i redditi dichiarati dagli indagati e le reali disponibilità economiche.

Almeno 70 calciatori alle serate milanesi con le escort


Sono almeno settanta i calciatori che hanno partecipato alle feste organizzate dalla Ma.De. Tanti atleti di squadre come Inter, Milan, Juventus, Verona, Torino, Sassuolo e Monza, i cui nomi sono riservati e sui quali sono in corso accertamenti per capire chi davvero abbia usufruito pure del servizio di escort e “droga della risata”.

Indenni da guai giudiziari, invece, i giocatori o gli altri sportivi: essere clienti non comporta aver commesso un reato.

I domiciliari, oltre che per Buttini e Ronchi, sono stati disposti anche per Alessio Salamone e Luz Luan Amilton Fraga, definiti “partecipi”. E che con altri due avrebbero mantenuto i “contatti con i calciatori di fama internazionale” e avrebbero gestito “le ragazze” - tra escort e quelle “immagine” un centinaio e in gran parte tra i 18 e i 20 anni - impiegate nelle varie serate non solo “decidendo” dove dovessero presentarsi, ma anche i loro “incontri privati”.

Salamone, per esempio, avrebbe pensato all’approvvigionamento del gas esilarante.

Trovati conti in Lituania.

A squarciare il velo sulle serate nei locali a cinque stelle della movida milanese e finite, non per tutti, in una stanza di albergo, è stata nell’agosto di due anni fa una giovane straniera. Ha raccontato del sesso a pagamento, di aver vissuto, come altre giovani, in un appartamento in una palazzina a Cinisello Balsamo, nell’hinterland, dove aveva sede la società “schermo” e dove avevano anche allestito una discoteca “abusiva”.

E che i loro presunti sfruttatori trattenevano “il 50% dell’importo pagato” e avrebbero preteso il canone di affitto per l’alloggio.

E pure “nel periodo del lockdown e di limitazione agli incontri” a causa del Covid, quei festini non si erano fermati. Nell’atto della giudice Valori, tra le tante intercettazioni (si parla pure di un “pilota di Formula uno”) ne spuntano diverse non molto raffinate e si cita anche il caso di una ragazza che avrebbe avuto rapporti con calciatori e che cercava “di risalire” a una data per individuare il “partner con cui ha concepito il figlio”.

Ora le indagini, si presume, proseguiranno anche con le audizioni delle giovani sfruttate per far luce sull’entità del giro e sulle persone coinvolte, mentre dalle carte spuntano contatti tra un indagato e un’utenza intestata ad un ex giocatore di Lazio e Inter. 

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