Laboratorio permanente d’innovazione

A Mad for Science c’è l’Italia di domani

Tra orientamento alle carriere Stem alla necessità di formare una cittadinanza scientifica.

di Irene Bozzoni* e Ruggero Pardi**

4' di lettura

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«È come una finale olimpica». Così è stata descritta la giornata conclusiva di Mad for Science, il concorso scientifico dedicato alle scuole superiori che ogni anno premia talento, impegno e creatività. Un evento che, nelle parole di chi lo ha vissuto da vicino, restituisce la certezza che esista un grande valore diffuso nel nostro Paese, capace di generare speranza. Perché vedere ragazze e ragazzi così motivati, competenti e appassionati dimostra che l’Italia di domani è già tra noi.

L’importanza delle Stem

Oggi il nostro Paese sconta un ritardo preoccupante nella formazione STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics): il numero di laureati in discipline scientifiche è tra i più bassi d’Europa. E tra quei pochi che scelgono questa strada, molti si trovano, dopo anni di studio e sacrifici, davanti a prospettive lavorative incerte e poco gratificanti, spesso costretti a cercare all’estero il riconoscimento che in patria non trovano. La fuga dei cervelli non è solo una perdita individuale: è un danno collettivo, un freno alla nostra capacità di innovare e produrre conoscenza, per affrontare le sfide del presente e del futuro.

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Cittadinanza scientifica

Eppure, accanto al tema dell’orientamento alle carriere scientifiche, c’è un altro aspetto fondamentale che non può essere trascurato: la necessità di formare una cittadinanza scientifica. In un’epoca in cui le decisioni individuali e collettive sono sempre più legate alla scienza e alla tecnologia, ogni cittadino dovrebbe poter accedere a strumenti culturali e metodologici per comprendere la realtà che lo circonda, valutare le fonti, ragionare in modo critico.

I problemi sul tappeto

Tutto questo sconta due problemi strutturali: da un lato, la cronica mancanza di risorse per l’istruzione e la ricerca; dall’altro, l’assenza di una programmazione di lungo periodo, di un investimento che duri nel tempo. Eppure, esempi virtuosi come Mad for Science dimostrano che quando si dà spazio e fiducia a studenti e docenti, i risultati arrivano.

I numeri parlano chiaro: 140 scuole partecipanti, otto team finalisti, centinaia di progetti presentati in nove edizioni. Una rete che si sta consolidando e che condivide esperienze, idee, miglioramenti. Un laboratorio permanente di innovazione educativa e culturale.

Valorizzazione delle eccellenze

A oggi Mad for Science ha coinvolto oltre 600 scuole in tutta Italia, attivato più di 450 collaborazioni tra istituti ed enti di ricerca, completamente rinnovato 16 laboratori scolastici e assegnato 1,5 milioni di euro in premi. È riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito come progetto di valorizzazione delle eccellenze ed è accompagnato da iniziative di formazione continua come Mad for Science for Teachers e A tu per tu con la Ricerca, che consolidano un modello di cittadinanza scientifica partecipata e consapevole.

Essere giurati al concorso Mad for Science è, ogni anno, un privilegio e una responsabilità. Un privilegio, per l’opportunità di assistere alla nascita di idee innovative, profonde, autentiche. Una responsabilità, perché selezionare i progetti migliori tra proposte di così alto livello richiede attenzione e competenza. L’edizione 2025 del concorso, dedicata ai temi della salute, della tutela ambientale e dell’economia circolare, ha superato ogni aspettativa, restituendoci un quadro incoraggiante del potenziale scientifico dei giovani italiani.

Idee e progetti innovativi

I progetti migliori sviluppati dagli studenti delle otto scuole superiori finaliste non si sono limitati a esercizi di laboratorio: sono stati percorsi di ricerca veri e propri, affrontati con creatività, metodo e rigore. Abbiamo visto idee innovative per il monitoraggio della salute in contesti vulnerabili, studi su microrganismi utili, materiali ecosostenibili ricavati da scarti alimentari, e tecnologie sperimentali per la depurazione del suolo. Tutti accomunati da un approccio interdisciplinare, etico e orientato al futuro.

Da scienziati, conosciamo le qualità necessarie per emergere nel mondo della ricerca: passione, curiosità insaziabile e una mentorship adeguata. Ed è proprio questa la triade vincente che abbiamo riconosciuto nei team in gara. Giovani pieni di entusiasmo, capaci di fare domande intelligenti, di rivedere criticamente il proprio lavoro, di mettersi in discussione. E dietro di loro, docenti appassionati che hanno saputo accompagnare senza dirigere, facilitando la partecipazione attiva dei ragazzi. Il ruolo sociale di questi docenti è incommensurabile: da loro vengono la guida e l’ispirazione da cui germogliano le carriere scientifiche degli studenti più brillanti.

E’ necessaria una visione strategica

Il successo di Mad for Science, però, non può rimanere solo una felice eccezione. Dobbiamo cogliere il messaggio che ci arriva da questi studenti: l’Italia ha talenti, ha energie, ha intelligenze straordinarie. Ma serve una visione strategica per valorizzarle.

Eventi come Mad for Science dimostrano che i talenti ci sono, ma vanno coltivati. Occorre rafforzare l’orientamento scolastico verso le carriere scientifiche, sostenere concretamente la didattica laboratoriale, investire in infrastrutture educative e, non meno importante, contribuire alla formazione e alla valorizzazione dei docenti meritevoli.

A tutti i partecipanti, attuali e futuri, vogliamo dire: continuate a cercare, a domandare, a osservare il mondo con occhi curiosi. La scienza non è solo una carriera: è una chiave di lettura della realtà per diventare cittadini consapevoli. E a chi ha la responsabilità di governare la scuola, l’università, la ricerca: non possiamo più permetterci di perdere questi talenti. Sfruttiamo il contesto attuale per dare loro gli strumenti, le risorse e le opportunità per restare e per contribuire al progresso. Perché il futuro dell’Italia — anche economico, sociale e culturale — dipende dalla sua capacità di credere nei giovani e nella scienza. Mad for Science ci ha mostrato, ancora una volta, che il futuro è già qui. Ha il volto entusiasta di ragazze e ragazzi che sanno osservare, analizzare e immaginare soluzioni. La nostra responsabilità è dare loro la possibilità di realizzarle, perché questo è il vero made in Italy.

* Irene Bozzoni è professore ordinario di Biologia molecolare presso l’Università La Sapienza di Roma e Senior Researcher all’Istituto Italiano di Tecnologia

** Ruggero Pardi è professore ordinario di Patologia generale presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano

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