Economia

A fine 2024 la manifattura lombarda mostra segnali positivi

Nel quarto trimestre 2024, secondo i dati Unioncamere, la produzione è cresciuta rispetto a un anno prima

di Flavia Carletti

4' di lettura

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La manifattura lombarda tiene, resistendo meglio di quella nazionale in questa difficile fase, caratterizzata da tensioni geopolitiche a livello globale. Nel quarto trimestre 2024, secondo i dati di Unioncamere Lombardia, la produzione industriale è rimasta invariata rispetto al trimestre precedente, sia per l’industria sia per l’artigianato. Inoltre, i dati tendenziali di fine anno mostrano alcuni segnali di miglioramento per il manifatturiero lombardo: la produzione registra una crescita tendenziale pari al +0,2% per l’industria, in controtendenza con quanto osservato nei precedenti trimestri; il fatturato rafforza il trend positivo che già aveva caratterizzato il terzo trimestre, mettendo a segno un +1,3%; gli ordini interni crescono dell’1% e quelli esteri registrano una crescita ancora più consistente, pari a +4,1% rispetto all’analogo trimestre del 2023. Per quanto riguarda la variazione media annua, la produzione dell'industria segna un -0,8%, migliore della media nazionale, con gli ordini interni in calo dello 0,5%, quando quelli esteri crescono dell'1,3% e il fatturato totale resta pressoché stabile (-0,3%). Tra i settori che sono andati meglio: chimica (+4,5% variazione media annua) e alimentari (+2,7%); stabili invece carta-stampa (+0,3%), gomma-plastica (+0,1%), minerali non metalliferi (-0,2%). In sofferenza il comparto moda (abbigliamento -1,7%, pelli-calzature -6,8% e tessile -8,3%) ai quali si aggiungono: legno-mobilio (-0,8%), mezzi di trasporto (-0,9%), meccanica (-1,6%) e siderurgia (-3,1%). Altro dato significativo è quello dell’occupazione che rimane sostanzialmente stabile, in una situazione, è da ricordare, ancora molto positiva (sotto il 4%, praticamente fisiologica); nello specifico si registra uno 0,4 per l’industria e uno 0,1% per l’artigianato.

Guidesi: «Evitare una guerra commerciale»

«In un contesto geopolitico ancora complicato le imprese lombarde dimostrano ancora una volta una grande capacità di tenuta, sapendo cogliere ogni occasione di crescita anche in un contesto non certo favorevole. La Lombardia si conferma certamente più performante rispetto all’intero contesto nazionale ma c’è la necessità di sostenere questi segnali di leggera crescita, affrontando con urgenza, concretezza e in modo strutturale il tema dei costi energetici, così come quello dell’accesso al credito e affiancando ad una attività diplomatica che scongiuri una guerra commerciale attraverso i dazi», ha dichiarato Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, sottolineando che «bisogna altresì continuare nell’azione di critica costruttiva e atteggiamento propositivo nei confronti della nuova Commissione europea affinché corregga gli errori della precedente; quegli errori stanno danneggiando il sistema produttivo ed economico del Continente con il rischio di de-industrializzazione». In questo quadro, ha aggiunto Guidesi, «il sistema lombardo continuerà a lavorare insieme in modo costruttivo perché si vuole non solo confermare il primato di prima Regione manifatturiera d’Europa ma anche cercare di migliorarci affinché tutta Europa ne tragga benefici. In Lombardia restiamo uniti per difendere il nostro sistema manifatturiero».

Loading...

Pasini: «La Lombardia fa meglio dell'Italia»

«I dati di Unioncamere Lombardia certificano un 2024 all’insegna dell’incertezza per la nostra industria. Nonostante il -0,8% della produzione, con settori come tessile, siderurgia, mezzi di trasporto e meccanica più penalizzati di altri, e un quarto trimestre sostanzialmente piatto in termini produttivi e di fatturato, l’industria lombarda continua a performare meglio di Italia ed Europa», ha affermato il presidente di Confindustria Lombardia, Giuseppe Pasini. «Caro energia e guerra dei dazi sono le principali minacce alla ripartenza: sull’energia, anche a causa della speculazione le imprese continuano a sostenere costi non competitivi; mentre i dazi Usa, e i controdazi dei partner commerciali, rischiano di compromettere un mercato fondamentale per la Lombardia e di complicare ulteriormente l’approvvigionamento di materie prime», ha aggiunto, spiegando che, «per Confindustria Lombardia, è urgente agire subito sul caro energia disaccoppiando l’energia elettrica dal gas e contrastando la speculazione dei fondi. Sui dazi, invece, l’auspicio è che l’Europa eviti l’escalation commerciale e lavori per aprirsi a nuovi mercati riducendo parallelamente l’impatto della concorrenza cinese. Queste turbolenze globali, infine, impongono alle aziende, in tandem con le istituzioni, interventi in materia di internazionalizzazione mirati ad intensificare e diversificare la presenza nei Paesi di maggior interesse, oltre ad un accorciamento ed avvicinamento delle filiere al fine di ridurre l’esposizione a shock esterni».

Unioncamere: «Segnali di crescita vanno sostenuti»

«I nuovi fattori di incertezza che si prospettano sulla scena internazionale, col rischio di nuove misure protezionistiche e relative tensioni commerciali, non danno certo una mano alla ripresa che si era timidamente innescata nel manifatturiero lombardo», ha dichiarato Gian Domenico Auricchio, presidente di Unioncamere Lombardia, specificando che «le imprese lombarde dimostrano ancora una volta una grande capacità di tenuta, sapendo cogliere ogni occasione di crescita anche in un contesto non certo favorevole. Occorre supportare questi segnali di crescita, facendo leva sulla riduzione dei costi delle materie prime e dei tassi di interesse ma affiancando una serie di misure che scongiurino una guerra di dazi e rafforzino il ruolo dell’Europa nello scenario internazionale che si sta delineando».

«Il pessimismo del comparto artigiano trova giustificazione nella fatica di questo momento storico dove gli investimenti sono in contrazione non per mancanza di volontà o visione, ma per il costo del credito che grava sulle micro, piccole e medie imprese, molto più che sulle realtà di maggiori dimensioni», ha spiega Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Lombardia. «Gli investimenti sono il pass per affrontare in modo deciso il cambio di passo che la doppia transizione richiede per restare sul mercato e nelle filiere che competono su orizzonti internazionali. Serve un potente innesto di tecnologie e personale con competenze e conoscenze adatte a gestire e guidare tale innovazione, affinché contribuisca a migliorare i livelli di produttività, vero tallone d’Achille delle nostre aziende produttive», ha concluso Massetti.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti