«A dieci anni dal sisma siamo una scuola di permanenza, per la comunità»
Parla così Annamaria Renzi, preside dell’Istituto Sergio Marchionne di Amatrice dove lunedì 21 si terrà la cerimonia di inizio anno con il presidente Mattarella
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Oltre duecento studenti, dalla scuola dell’infanzia alla scuola superiore. Questi i numeri dell’Istituto omnicomprensivo Sergio Marchionne di Amatrice, scelto per la cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico 2026-2027 “Tutti a scuola”, che si terrà lunedì 21 settembre, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Un istituto che dunque ospita gli studenti dai tre ai diciannove anni. Alle superiori si possono scegliere due indirizzi: il liceo scientifico e il liceo sportivo internazionale, l’unico in Italia.
Chiedilo al Sole
Da giorni tutta la comunità si sta preparando per questo evento, ci racconta la dirigente scolastica, Annamaria Renzi. «Per noi questo evento rappresenta la chiusura di un cerchio. Siamo partiti da quelle che chiamavamo le casette del Trentino e ora in questa scuola ricostruita inauguriamo l’anno scolastico. Il 13 settembre del 2016, a 20 giorni dal sisma, abbiamo iniziato l’anno scolastico in una condizione psicologica molto difficile, sia del personale che dei ragazzi, ma abbiamo intrapreso un percorso di ricostruzione e anche di resistenza. Parlo di resistenza perché quando vengono meno le condizioni sociali ed economiche del territorio in cui la scuola svolge la sua funzione, la scuola stessa ne è coinvolta inevitabilmente. E non solo per le perdite umane che abbiamo avuto a livello di personale e di studenti. Ora finalmente, dopo dieci anni, questo cerchio si chiude.
La scuola dunque qui non si è mai fermata, ma come è stato fare scuola in emergenza?
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