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A Copenaghen accelera Maersk, batte le attese nel trimestre e alza ancora guidance
Grazie all’utile operativo del secondo trimestre superiore alle aspettative e alla revisione al rialzo, per la seconda volta quest'anno, delle stime di utile per l'intero anno
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Maersk va veloce alla Borsa di Copenaghen. Il titolo del gruppo armatoriale danese sale di oltre 4 punti, con una delle migliori performance dello Stoxx Europe 600, grazie all’utile operativo del secondo trimestre superiore alle aspettative e alla revisione al rialzo, per la seconda volta quest'anno, delle stime di utile per l'intero anno.
Nel periodo aprile-giugno, Maersk, numero due mondiale delle navi porta container dietro a Msc, ha registrato un Ebitda di 3 miliardi di dollari, battendo le attese di consenso di 2,12 miliardi di dollari e in aumento rispetto ai 2,30 miliardi di dollari dell'anno precedente. L’Ebit è salito a 1,6 miliardi di dollari, quasi il doppio rispetto agli 845 milioni dello stesso periodo del 2025. I ricavi pari a 15,8 miliardi di dollari sono in aumento del 20%.
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La crescita è stata trainata principalmente dalla divisione marittima (Ocean), che ha generato un aumento del 23% dei ricavi a 10,5 miliardi e un significativo miglioramento degli utili (Ebit a 935 milioni da 229 milioni). In solida crescita anche le divisioni Logistica & Servizi e Terminals. I volumi di carico delle navi sono aumentati del 4,1%, grazie alle esportazioni asiatiche, mentre il nolo medio a pieno carico è cresciuto del 22%. Come fanno notare gli operatori, Maersk – come gli altri big del settore - ha beneficiato delle turbolenze del commercio globale che hanno spinto al rialzo le tariffe di trasporto, tra cui la guerra tra Stati Uniti e Iran, che sta gravemente perturbando il traffico nello Stretto di Hormuz e gli attacchi degli Houthi nel Mar Rosso.
"La domanda globale di trasporti e logistica è rimasta solida per tutto il trimestre", ha spiegato l'azienda danese. "Sebbene i flussi di traffico attraverso lo Stretto di Hormuz siano stati interrotti, i carichi destinati al Golfo sono stati reindirizzati verso porti alternativi e attraverso vie di trasporto interne, con la capacità marittima interessata rapidamente riallocata su altre rotte commerciali in crescita", ha precisato Maersk, aggiungendo che "la crescita si è rivelata particolarmente forte per le importazioni verso Africa, Nord America e America Latina, sostenuta dal continuo slancio delle esportazioni dall'Estremo Oriente, soprattutto dalla Cina".
Sulla base di una crescita stimata del volume del mercato globale dei container pari a circa il 4% per il 2026, in considerazione dell’andamento del secondo trimestre e della “migliore visibilità per il resto dell’anno”, il gruppo prevede ora un Ebitda sottostante compreso tra 10,5 e 12,5 miliardi di dollari (stimato il 29 giugno a 8-10 miliardi e a 4,5-7 miliardi il 7 maggio), un Ebit sottostante compreso tra 4,5 e 6,5 miliardi di dollari (a giugno tra 2 e 4 miliardi di dollari) e un flusso di cassa libero superiore a 0 dollari (in precedenza almeno -1,5 miliardi di dollari).
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Maersk per altro annota che “la situazione in Medio Oriente resta volatile e continua ad influire sulla rete logistica e sulle catene di approvvigionamento dei clienti”. Il ceo di Maersk, Vincent Clerc, ha dichiarato in una conferenza stampa che sussistono le condizioni per una piena riattivazione della rotta del Canale di Suez già quest'anno, a condizione che non si verifichino sviluppi in Yemen. Il ceo ha anche affermato che gli elevati noli sono dovuti alla congestione portuale e non alle interruzioni nello Stretto di Hormuz, una via navigabile cruciale per il trasporto globale di idrocarburi, di fatto chiusa dall'Iran dopo l'attacco del 28 febbraio da parte di Stati Uniti e Israele. "Maersk ha beneficiato del forte aumento delle tariffe di trasporto, delle interruzioni commerciali e della crescita delle esportazioni cinesi, riuscendo al contempo a trasferire i maggiori costi del carburante ai propri clienti", hanno osservato gli analisti di Jyske Bank, in una nota di ricerca.
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