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A caccia delle supercedole con i certificati

Con i listini ai massimi e la bassa volatilità è sempre più difficile avere payout interessanti a basso rischio

di Andrea Gennai

3' di lettura

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Sono sempre molto amati dagli investitori perché pagano cedole accattivanti anche se le condizioni di mercato degli ultimi mesi non sono molto favorevoli. Azionario al top e bassa volatilità, con tassi in calo, rendono difficile la costruzione di strutture interessanti per il pagamento delle cedole. Stiamo parlando dei certificati di investimento della tipologia “capitale condizionatamente protetto” si caratterizzano perché a scadenza il capitale è protetto a patto che non si verifichi l’evento barriera, ossia che nessuno dei sottostanti che compongono il paniere quoti a un livello inferiore a quello previsto per la protezione del capitale. Nel corso delle vita possono poi pagare cedole con cadenza anche mensile o trimestrale.

Le complessità

Non sono strumenti adatti a tutti in quanto molto articolati nella costruzione e quindi occorre conoscere bene il loro funzionamento prima di scommetterci. «I certificati – spiega Gabriele Bellelli, socio Zefiro Scf – sono strumenti complessi, costruiti tramite opzioni e l’andamento della loro quotazione è determinata da una pluralità di variabili, che agiscono contemporaneamente, come l’andamento del sottostante, la volatilità, il tempo a scadenza e i dividendi attesi, per citare quelle che registrano il peso maggiore».

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Da questo punto di vista è indispensabile studiare a fondo le variabili e le caratteristiche dei certificati, prima di procedere con i primi acquisti. Una volta selezionati è sempre meglio puntare su titoli liquidi, ben scambiati. Sebbene ci sia infatti il market maker, un buon indice di liquidità garantisce spread più contenuti e quindi minori costi impliciti. Ma come scegliere il certificato giusto.

Le regole

«Abbiamo selezionato - continua Bellelli - una decina di certificati a capitale condizionatamente protetto che offrono un buon mix rischio rendimento. Ci sono varie regole da seguire per questo. In primis selezionare i sottostanti che compongono il paniere di un certificato. Dal mio punto di vista l’ideale è privilegiare i certificati che sono costruiti su indici e su sottostanti di qualità, ossia società con buoni numeri di bilancio e senza problemi a livello di solidità patrimoniale. Inoltre è utile anche privilegiare i certificati costruiti su un solo sottostante, dal momento che sono più facili da seguire e da gestire».

Un secondo aspetto da considerare è la struttura e le peculiarità che caratterizzano un certificato.

Gli aspetti a cui prestare maggiormente attenzione, se si desidera individuare i prodotti con il migliore rapporto di rischio-rendimento, riguardano la barriera, la cedola, la possibilità di un richiamo anticipato rispetto alla naturale scadenza e una protezione a scadenza nel caso in cui si verifichi l’evento barriera.

Le barriere possono essere continue o discrete. Le seconde oggi sono le più gettonate: significa che non sono continue ma scattano solo in determinati momenti per il pagamento delle cedole e la protezione del capitale.

LA CERNITA

Selezione di certificati a capitale condizionatamente protetto. Dati al 28/7/2025

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Le tecnicalità

«In merito alla barriera - aggiunge Bellelli - occorre privilegiare quella “discreta” e profonda, ossia distante almeno un 40-50%, mentre invece per quanto riguarda la cedola dovrebbe essere “incondizionata”, ossia erogata indipendentemente dall’andamento del sottostante. In alternativa optare per una cedola che gode dell’”effetto memoria”, in modo tale che ci siano possibilità che la cedola sia erogata nel futuro, qualora si verificheranno nuovamente le condizioni per lo stacco».

Poi c’è il tema autocall, il richiamo automatico al verificarsi di determinate condizioni. «L’ideale - prosegue Bellelli - sarebbe che l’autocall si attivi nella parte iniziale della vita del certificato e che si caratterizzi per una discesa progressiva, ad esempio mese dopo mese, del livello della trigger (meccanismo che aziona, ndr).Infine è utile la presenza dell’opzione “airbag” che, a scadenza, nel caso in cui si verifichi l’evento barriera permette di ridurre sensibilmente la perdita monetaria». Infine c’è il tema della durata del certificato: scadenze molto lunghe aumentano sulla carta i rischi in quanto l’andamento dei sottostanti può riservare maggiori sorprese.

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