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La distorsione, - La partita dei fondi
«A Bruxelles solo chi vuole lavorare in Europa»
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di Sara Monaci
2' di lettura
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«Bisognerebbe candidare chi vuole lavorare in Europa», dice Carmine Pacente (Azione), che a Milano segue la partita del Pnrr in qualità di presidente della Commissione fondi europei e di Anci Lombardia.
Trova che sia una partita distorta quella delle elezioni europee in Italia e in Lombardia?
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In generale per me vale il principio che sia opportuno candidare persone che abbiano davvero intenzione di lavorare al Parlamento europeo. Comprendo poi le ragioni politiche che spingono molti leader a candidarsi per misurare i rapporti di forza tra partiti ma non le condivido.
E invece di cosa dovremmo parlare? L’Europa non rischia di sembrare lontana ai cittadini?
La posta in gioco è alta. Che Unione europea vogliamo ? Un club di Stati nazionali o dovrebbero essere le istituzioni europee ad avere maggiore dignità politica? Io non ho dubbi. Vorrei una Commissione più somigliante a un vero governo europeo, un Parlamento europeo sempre più forte e una seconda camera in grado di rappresentare a pieno titolo le istanze dei territori: regioni e città. Abbiamo vissuto pandemia, guerre alle nostre porte, emergenze di ogni tipo. Gli Stati non bastano, serve un’Unione europea forte e coesa.
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Come dovrebbero essere gestiti i fondi Ue? Centralizzandoli o facendoli gestire ai territori?
A Bruxelles si stanno ormai confrontando due approcci. Quello centralista o top down sul modello del Pnrr e quello territoriale o bottom up basato sul partenariato, sulla partecipazione degli enti territoriali alla definizione di strategie, politiche e investimenti. Quest’ultimo è molto più faticose ma anche più produttivo. Anche qui non ho dubbi confermo la netta preferenza per l’approccio territoriale della politica.
Non c’è il problema che in Italia spendiamo troppo e siamo per questo sotto controllo?
C’è bisogno di efficientare finalmente la macchina pubblica, intervenendo nei tempi biblici per realizzare investimenti di qualsiasi natura nel nostro Paese. E sono convinto anche puntando a dare maggiore dignità alle città che spesso sono in grado di realizzare spesa di qualità.
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